AVREMO L’AUTO ELETTRICA MA SAREMO DISOCCUPATI – LA GERMANIA PERDERÀ 410MILA POSTI DI LAVORO ENTRO IL 2030: LA PREVISIONE CATASTROFICA È CONTENUTA IN UNO STUDIO PUBBLICATO DA “HANDELSBLATT”. MA NON È CHE I CRUCCHI VOGLIONO BLOCCARE L'AUTO ELETTRICA PERCHÉ HANNO PAURA DELLE RIPERCUSSIONI LA LORO PREGIATA INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA FONDATA SUL DIESEL (IN CUI LAVORANO ALMENO UN MILIONE DI PERSONE)?

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Nino Sunseri per “Libero quotidiano”

 

L'arrivo dell' auto elettrica costerà alla Germania 410mila posti di lavoro entro il 2030. È questa la previsione, decisamente catastrofica avanzata dalla Piattaforma nazionale per il futuro della mobilità (Npm) sulla più importante industria tedesca. Npm è un consiglio consultivo del governo con il compito di studiare i riflessi che avrà sull' occupazione la transizione elettrica.

 

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La previsione è decisamente pessimistica considerando che l' auto in Germania occupa direttamente circa un milione di persone, anche se diventano molte di più considerando l' indotto e i settori collegati. Non a caso Handelsblatt che ha pubblicato il rapporto, lo definisce «esplosivo».

 

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C' è da chiedersi: quale sistema politico potrà reggere un cambio così pesante di parametro? Già adesso la rivoluzione elettrica sta provocando un bel taglio della crescita in Germania. L' istituto di ricerca di Monaco (Ifo) ha calcolato per il 2019 un impatto negativo dello 0,7%. Brutti numeri che tuttavia contraddicono un dato generale: la domanda mondiale di auto tedesche non è diminuita negli ultimi anni. Anzi aumentata. Del 7,5% nel 2018 e del 2% nel 2019. Ma queste automobili ancora così richieste non vengono più fabbricate negli stabilimenti tedeschi, dove infatti la produzione è calata del 9,3% nel 2018 e dell' 8,9% nel 2019.

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IL BOOM DI LAMBORGHINI

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Anche le automobili vendute in Germania vengono in gran parte prodotte dalle controllate estere. Insomma è solo uno scherzo della statistica. I grandi marchi tedeschi restano i più gettonati del mondo. Anche quando prendono una declinazione italiana: Lamborghini (gruppo Volkswagen) è cresciuta del 43% vendendo lo scorso anno circa 8.500 auto. Non lontano da Ferrari che arriva intorno a diecimila. Insomma che cosa sta succedendo?

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Semplicemente che con scelta molto determinata i grandi gruppi dell' auto hanno deciso di partire a testa bassa mettendo in gioco immense risorse nonostante margini e liquidità in calo: 50 miliardi nella mobilità elettrica e 25 miliardi nella digitalizzazione nei prossimi cinque anni. Volkswagen, Daimler e Bmw vogliono confermarsi leader della rivoluzione a quattro ruote.

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Per il 2023 il mercato mondiale delle auto elettriche potrà contare su 150 modelli «made in Germany» dagli attuali 50. Volkswagen cerca il riscatto dal Dieselgate: da un milione di auto elettriche previste entro il 2023 è passata a 1,5 milioni. E non importa se questa marcia comporterà tagli sanguinosi all' occupazione. Un motore a combustione è costituito da 1.200 componenti. Uno elettrico da duecento. Non a caso i tagli si concentreranno in prima battuta sugli ingegneri specializzati nei propulsori tradizionali. Nella seconda ondata, 2025-2030, toccherà alle fabbriche.

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CRISI (TROPPO) ANNUNCIATE

Per fortuna le previsioni hanno la buona abitudine di non venire mai rispettate. Soprattutto quelle negative. Siccome non esistono crisi annunciate è abbastanza evidente che di fronte al possibile disastro scatteranno gli «air bag» sociali. Tanto più che ci sono da cinque a dieci anni per intervenire. La prima a non essere convinta è l' associazione dei costruttori tedeschi, il Verband der Automobileindustrie (Vda). Giudica le stime di Npm troppo pessimistiche.

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L' errore consisterebbe nella convinzione che, fino al 2030, non vi sarebbe una rilevante produzione di veicoli elettrici e di batterie in stabilimenti tedeschi e che gli uni e le altre proverrebbero in larghissima parte dall' estero. «Uno scenario estremo e di fatto del tutto irrealistico», ha detto il segretario della Vda Kurt-Christian Scheel, facendo riferimento ai piani annunciati dalle case tedesche, in particolare Volkswagen. Senza contare, ovviamente, che non c' è alcuna certezza sul successo dell' auto elettrica.

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Almeno nei numeri stimati. Tutto dipende dalla tecnologia. L' auto a guida autonoma è un sogno tramontato. Ci sarà sempre bisogno di un conducente. Poi bisognerà vedere lo sviluppo della domanda di auto elettriche: per ora sono costose e utilizzabili solo in città. Il resto è fantasia.

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