mario draghi benzina accise

BASTA ACCISE! - IL GOVERNO HA PROROGATO ALL’8 LUGLIO IL TAGLIO DELLE IMPOSTE SUI CARBURANTI: L’INTERVENTO VIENE ESTESO ANCHE AL METANO, PER CUI L’ACCISA VA A ZERO E L’IVA VIENE RIDOTTA AL 5% - IL DECRETO PREVEDE ANCHE UN MONITORAGGIO ANTI-SPECULAZIONI DEL GARANTE, PER NEUTRALIZZARE I BENZINAI FURBETTI - I NUOVI AIUTI DA DEFINIRE E L’INTERVENTO SUL CUNEO FISCALE: LE NOVITÀ AL VAGLIO DEL CDM…

Da www.ilsole24ore.com

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Un Consiglio dei ministri in due tempi per dare il via libera a nuove misure a sostegno di famiglie e imprese travolte dal caro energia e dalle ripercussioni della crisi internazionale in Ucraina.

 

Ok cdm a taglio accise fino all’8 luglio, anche sul metano

Il primo tempo della partita si è concluso in tarda mattinata, poco dopo le 13:00, con una riunione del Cdm che ha affrontato il nodo del caro carburanti, e ha dato il via libera, secondo quanto si è appreso, al decreto legge che proroga all’8 luglio il taglio delle accise sui carburanti.

 

IL PREZZO DEI CARBURANTI - GRAFICA IL MESSAGGERO

L’intervento viene esteso anche al metano per cui l’accisa va a zero e l’Iva viene ridotta al 5%. Il decreto prevede anche un monitoraggio anti-speculazioni alla pompa del Garante che potrà avvalersi della Guardia di Finanza.

 

Il cdm tornerà poi a riunirsi nel pomeriggio, una volta conclusa la riunione della cabina di regia prevista per le 15:30 alla quale parteciperanno il presidente del Consiglio Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza. Sul tavolo della seconda riunione del Consiglio dei ministri della giornata il decreto aiuti e imprese e famiglie per contrastare gli effetti del conflitto in Ucraina. I provvedimenti che otterranno il via libera dell’esecutivo saranno illustrati alla fine in conferenza stampa da Draghi. Al suo fianco ci saranno i ministri dell’Economia Franco, della Transizione ecologica Cingolani e del Lavoro Orlando.

 

CARO BENZINA

L’esecutivo ha incontrato i sindacati

In mattinata, prima della prima riunione del Consiglio dei ministri, il Governo ha incontrato a Palazzo Chigi i sindacati: presenti al tavolo da una parte il premier e i ministri Daniele Franco, Andrea Orlando e Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli; dall’altra Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil). «Il governo ci ha ripetuto che per ora i ragionamenti che fanno sono su un livello di intervento tra i 6 e i 7 miliardi, gli abbiamo detto che consideriamo la cifra insufficiente. Ora è il momento di uno scostamento», ha sottolineato al termine dell’incontro Landini, aggiungendo che «il giudizio è sospeso», in attesa di vedere i contenuti del decreto. Sbarra ha chiarito che in sindacati, oltre a un nuovo scostamento, hanno proposto di tassare gli extraprofitti e di reinvestire l’extragettito Iva.

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

 

«Abbiamo proposto di introdurre un meccanismo di esenzione Iva negli acquisti fatti con una parte della retribuzione o delle pensioni - ha spiegato Sbarra - per salvaguardare il potere d’acquisto di salari e pensioni, dando una spinta ai consumi, senza impattare sul costo del lavoro». Dal canto suo, Bombardieri ha «ribadito la necessità di intervenire su salari, lavoro e pensioni e costo energia. Il governo ha recepito le nostre richieste e le condivide. Nel decreto che si appresta a fare terrà conto delle nostre proposte e richieste. Vedremo le scelte che farà».

 

Il decreto Aiuti

andrea orlando e giancarlo giorgetti

Il menù del decreto Aiuti è in via di definizione: dipenderà dal volume di risorse disponibili (la dote potrebbe arrivare a fino a quota 10 miliardi) troveranno spazio - accanto a interventi contro il caro-materiali che rischia di bloccare i cantieri - misure per consumatori, a partire da un nuovo allargamento del bonus sociale per le bollette.

 

Gli interventi

Da vedere quale forma prenderà l’intervento sul cuneo fiscale che, secondo le ipotesi circolate alla vigilia, potrebbe diventare un contributo diretto una tantum di 200 euro in busta paga. L’alternativa è la riduzione sui contributi dal lato del lavoratore (si parla di 0,8 punti).

 

Bollette: sale Isee per il bonus sociale

rincari benzina diesel

Sarà varato un ulteriore allargamento del bonus sociale per luce e gas: il tetto Isee per ottenere lo sconto, alzato a marzo da 8mila a 12mila euro, dovrebbe salire fino a 14-15mila euro. Al Mise si è studiato un meccanismo per rendere realmente automatico il bonus contestualmente alla presentazione dell’Isee, per risolvere criticità emerse in queste settimane. Escluso che si arrivi a un tetto più alto, considerando quanto detto dal ministro Daniele Franco al question time del 28 aprile: innalzare a 30mila euro il tetto Isee per ottenere il bonus sociale sulle bollette allargherebbe la platea attuale fino a un terzo delle famiglie e «implicherebbe un onere molto elevato e di non facile copertura» per lo Stato. Invece, ha spiegato il ministro «un impiego più equo delle risorse» si può avere «con interventi mirati a sostegno delle fasce più deboli».

 

Sostegno ai pendolari

Allo studio anche il sostegno ai lavoratori pendolari per gli abbonamenti ai servizi di trasporto.

 

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…