BASTA CHIACCHERE: DOBBIAMO FARE LE RIFORME O L'EUROPA CHIUDE I RUBINETTI! - IL MINISTRO DELL’ECONOMIA DANIELE FRANCO AMMETTE I RITARDI SUGLI IMPEGNI PRESI PER AVERE I SOLDI DEL RECOVERY PLAN, MA ASSICURA: “ENTRO DICEMBRE FAREMO 23 RIFORME” - BUONE NOTIZIE SUL PIL: A INIZIO 2022 TORNERÀ AI LIVELLI PRE-PANDEMIA

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Alessandro Di Matteo per “La Stampa”

 

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

L'Italia manterrà gli impegni sul Recovery plan e lo farà «per la fine dell'anno», anche se allo stato attuale ne ha attuati poco più della metà. Il ministro dell'Economia Daniele Franco parla ad un Ecofin delicato - dove va di nuovo in scena il braccio di ferro tra i "rigoristi" del nord-Europa e i paesi del Mediterraneo che chiedono di archiviare il patto di stabilità - e ci tiene a rassicurare tutti sulla gestione dei fondi per la ricostruzione.

 

DANIELE FRANCO DANIELE FRANCO

Il ministro, peraltro, annuncia anche che Roma a inizio 2022 tornerà ai livelli di Pil pre-Covid, anche se la crescita per ora non si riflette in una proporzionale ripresa dell'occupazione. Sul rispetto degli impegni collegati al Recovery plan Franco ammette un ritardo rispetto ad altri paesi: è vero, spiega, che «ne abbiamo 51 per quest' anno, 28 credo siano stati già conseguiti, ce ne mancano quindi 23».

 

mario draghi ursula von der leyen mario draghi ursula von der leyen

Ma, assicura, «contiamo anche noi di chiudere questi impegni per la fine dell'anno. La Spagna dal punto di vista delle procedure è un po' più avanti di noi. Ma noi andremo con un gruppo di altri Paesi a fine anno». In ogni caso, sottolinea, «stiamo monitorando la situazione, tutto il governo è impegnato su questo. Sapete che il Mef, da un lato, e la presidenza del Consiglio dall'altro, sono in prima linea nel seguire giorno per giorno l'attuazione del Piano».

 

mario draghi conferenza stampa conclusiva del g20 1 mario draghi conferenza stampa conclusiva del g20 1

Insomma, dice il ministro, l'Ue può fidarsi dell'Italia e anche per quanto riguarda il Mes «siamo impegnati affinché la ratifica abbia luogo nei tempo programmati». Peraltro, appunto, «noi torneremo a livello pre-crisi nel primo trimestre dell'anno prossimo». La crescita acquisita già ora è del 6,1% e dunque il 2021 dovrebbe chiudersi «un po' sopra».

ursula von der leyen consegna a mario draghi la pagella di bruxelles al recovery plan italiano 1 ursula von der leyen consegna a mario draghi la pagella di bruxelles al recovery plan italiano 1

 

Certo, il ritorno ai livelli pre-crisi arriva un po' in ritardo in confronto al resto dell'Eurozona, che già a settembre «aveva recuperato», ma in anticipo rispetto alle previsioni perché «in primavera ci aspettavamo di arrivare (al Pil pre-Covid, ndr) nel secondo-terzo trimestre, invece sarà quasi certamente il primo trimestre».

 

daniele franco a cernobbio daniele franco a cernobbio

Certo, «tra gli elementi di incertezza vi è la pandemia, è emersa da parte dei vari ministri una forte preoccupazione per l'entità dell'ultima ondata» e in Italia «restiamo su livelli relativamente molto bassi ma un minimo di crescita c'è anche in Italia». Inoltre, l'inflazione per ora in Italia va meglio che nel resto dell'Eurozona, il 3,1% contro il 4,1% a ottobre: «Vedremo quanto questo andamento sia temporaneo, certo si trascina da un po' di tempo e aiuta a recuperare competitività».

 

ursula von der leyen mario draghi di fronte al teatro 5 di cinecitta 5 ursula von der leyen mario draghi di fronte al teatro 5 di cinecitta 5

In ogni caso, ha aggiunto, è prevedibile un picco dei prezzi «nei prossimi mesi», che però «tenderà ad attenuarsi all'inizio dell'anno prossimo». Di sicuro, ha insistito, serve una riforma del patto di stabilità «prima del 31 dicembre 2022». Il dibattito, riconosce, «sarà complesso» ma sono necessarie regole «compatibili con gli alti investimenti necessari alla transizione verde e a quella digitale». E, ha assicurato, «tutti pensiamo che il debito vada ridotto», ma non a costo di portare i paesi «in recessione». Infine, un accenno alla vicenda Mps: «Contiamo che l'interlocuzione con la Commissione sia positiva».

 

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