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BASTERÀ A OLIVIERO TOSCANI L'INTERVISTA SEMI-PULITRICE PER EVITARE DI ESSERE SILURATO DA LUCIANO BENETTON? '' MI SPIACE VERAMENTE PER LE VITTIME DI QUELLA TRAGEDIA CHE SI SONO SENTITE FERITE. VORREI AVERLI ANCHE IO DEI PARENTI COSÌ. SÌ, RIBADISCO LE MIE SCUSE'', DICE OGGI. MA DOPO ALESSANDRO BENETTON, CONTRO TOSCANI ARRIVA GIANNI MION: ''UN ATTACCO DI SENILITÀ, L'ETÀ AVANZA ANCHE SE MAGARI VUOL SEMPRE SEMBRARE UN RAGAZZO. FRASI INCONCEPIBILI''

SARDINE CON OLIVIERO TOSCANI E LUCIANO BENETTON

 

DAGONOTA - Dopo Alessandro Benetton, che si è pubblicamente dissociato da lui, dalle colonne del Gazzettino arriva oggi anche la condanna del presidente di Edizione Gianni Mion, che ha definito quello di Oliviero Toscani “un attacco di senilità non scusabile”. Sembra quindi che il secondo atto del sodalizio del fotografo con il gruppo di Ponzano Veneto sia vicino alla fine, e per il quasi ottantenne Oliviero calerà definitivamente il sipario. Ma l’ultima parola spetterà come sempre al patron Luciano.

 

 

 

1. OLIVIERO TOSCANI IL FOTOGRAFO: UNA FRASE CHE NON AVREI VOLUTO DIRE

Mario De Fazio e Bruno Viani per “la Stampa

 

Quanto interesse abbiano scatenato le improvvide parole di Oliviero Toscani sul crollo di ponte Morandi, è stato subito chiaro. Quella frase pronunciata alla trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora" - «A chi volete che interessi del crollo di un ponte» - ha riaperto ferite troppo fresche. A cominciare, ovviamente, da quelle dei parenti delle vittime.

 

oliviero toscani ladro di felicita' 2

«Quarantatré morti innocenti per Toscani conteranno poco, ma per noi erano tutto. Noi vogliamo vedere i colpevoli privati della loro libertà, umiliati pubblicamente e in galera» si è sfogata Egle Possetti, che quel 14 agosto ha perso una sorella e due nipoti.

 

Si sono dissociati anche l'ad di Autostrade per l'Italia, Roberto Tomasi («Quella tragedia è stata e sarà sempre gravissima e ingiustificabile») e Alessandro Benetton («Mi dissocio fortemente da Toscani»). A sentirsi offesa l'intera comunità ligure: dagli sfollati alle categorie economiche, dai partiti alle istituzioni, con il governatore Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci tra i primi a reagire con una campagna social all' insegna del motto "A noi interessa". Toscani, però, giura che quelle parole non esprimono il suo pensiero.

 

Toscani, vogliamo chiarire?

«Ormai non ho nulla da dire, ho mandato un testo. Basta così».

luciano benetton

 

Non basta. È vero che il giorno della tragedia poteva esserci anche lei, tra le vittime?

«Sì, dovevo andare a trovare mio figlio in Francia ma il server della mia casa in Toscana era andato in tilt, ho dovuto aspettare i tecnici. Se non fosse stato per quel contrattempo forse sarei stato lì sul Ponte».

 

Sta cercando di dire che non avrebbe voluto pronunciare quelle parole?

«Sì, ma è inutile replicare. Purtroppo, se in un mondo da teleidiotizzati le dicono che è storpio, lei resterà storpio per tutta la vita. Potrà anche vincere le Olimpiadi ma per tutti resterà storpio».

 

Vuole ammettere che l'espressione che ha usato le è venuta male?

«Questo è vero. Ma interrompiamo qui».

 

Non ha spiegato come è andata e cosa intendeva dire.

«Il conduttore continuava a chiedermi di Benetton e del Ponte, avremmo dovuto parlare della realtà di Fabrica: e anche se noi di Fabrica non abbiamo nulla a che fare col Ponte, lui continuava ad insistere. Volevo dire che il Ponte in quel contesto non c'entrava nulla, si doveva parlare di comunicazione e di futuro».

alessandro benetton

 

Non sarebbe il caso di chiedere scusa?

«Mi spiace veramente per le vittime di quella tragedia che si sono sentite ferite: mi ha impressionato la loro umiltà, il loro non strumentalizzare il dolore. Sono un esperto e mi intendo di facce belle; ebbene, tra quelle rivelate dal dolore in questo nostro disgraziato e magnifico paese, ricordo l' impressione che mi fece la signora Egle Possetti, che spesso li rappresenta, le parole che ha sempre saputo trovare, forti e persino scandalose nella richiesta di giustizia ma mai cupamente vendicative. Vorrei averli anche io dei parenti così, se dovessi finire vittima di una tragedia come quella. Sì, ribadisco le mie scuse».

 

 

le sardine con luciano benetton e oliviero toscani

2. «ATTACCO DI SENILITÀ, MI RICORDA UN FILM MA QUESTA STORIA NON FA AFFATTO RIDERE»

Angela Pederiva per ''il Gazzettino''

 

Il padovano Gianni Mion è il presidente di Edizione, la cassaforte della famiglia di Ponzano Veneto. La holding controlla il gruppo Atlantia, a cui fa capo la società Autostrade per l'Italia. A sedere nel Consiglio di amministrazione c'è anche Alessandro Benetton.

Come valuta la presa di distanza di Benetton junior?

«Ha fatto molto bene, perché ha espresso il sentimento di molti. Personalmente anch'io ho condiviso molto l'opinione del dottor Alessandro».

 

Cosa pensa del creativo?

GIANNI MION 1

«Non seguo il dottor Toscani».

Troppo istrionico?

«Non è questione di essere istrionici. Quello che ha detto sul Ponte Morandi è una roba assolutamente inconcepibile. Non so neanche che giustificazione possa esserci».

 

Toscani afferma che le sue parole sono state estrapolate.

«Ma cosa dice? Questa è una roba che proprio... Secondo me sono attacchi di senilità, l'età avanza anche se magari vuol sempre sembrare un ragazzo. Ha presente quei film con attori anziani come Walter Matthau, che poi litigano e ne fanno di tutti colori? Ecco, è lo stesso, solo che quelle sono commedie mentre questa storia non fa ridere per niente».

Cosa ne dirà Luciano?

GIANNI MION

«Non lo so. Pubblicamente si è espresso solo Alessandro, giustamente penso sia preoccupato per la sua reputazione».

 

Crede che Alessandro stia meditando uno strappo?

«Spero di no, perché è una risorsa importante e una persona di grande valore. Di talento non ce n'è mai troppo».

Com'è il clima in Edizione, con quello che sta accadendo?

«Quando succedono questi episodi, ti chiedi perché lo fai».

Si è dato una risposta?

«Sì: cerco di difendere le aziende. Parlo di lavoratori e famiglie, ma anche delle aziende stesse, importanti realtà che si trovano in relativa difficoltà per quanto disposto dal decreto Milleproroghe. Bisogna cercare soluzioni e fare proposte al Governo, per vedere di venirne fuori».

 

È ottimista?

«Non lo so, ma ci provo. Non sono solo. Faccio il mio pezzo, cercando di dare un contributo per le mie capacità. Non sono io il concessionario, ci sono i Cda che tengono molto alla loro indipendenza e autonomia, devo stare attento a non interferire. Però se qualcuno mi chiede aiuto o consiglio, li do volentieri». 

luciano benetton e oliviero toscani

 

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