mark zuckerberg elon musk tim cook reed hastings netflix tesla apple facebook borsa big tech

BIG TECH, FINE CORSA - GOOGLE ANNUNCIA LO STOP A NUOVE ASSUNZIONI, MICROSOFT E TESLA RIDUCONO IL PERSONALE, FACEBOOK FERMA L'ARRIVO DI NUOVI INGEGNERI – IL NASDAQ, LA SEZIONE DELLA BORSA DI NEW YORK DOVE SI CONCENTRANO I TECNOLOGICI, DA INIZIO ANNO HA PERSO IL 27% –  DOPO UN DECENNIO DI CRESCITA INARRESTABILE, IL COMPARTO HI-TECH FA I CONTI CON L’INFLAZIONE E LE TENSIONI INTERNAZIONALI CHE MINANO UNO DEI CAPISALDI SU CUI SI FONDA IL VALORE DI QUESTE SOCIETÀ: LA FIDUCIA NEL FUTURO

Arcangelo Rociola per “La Stampa”

 

BIG TECH

Alla fine anche Google ha gettato la spugna. Basta assunzioni, lavorare tutti di più. È in sintesi il messaggio che l'amministratore delegato del colosso americano, Sundar Pichai, ha indirizzato qualche giorno fa ai propri dipendenti. Alcuni analisti americani hanno intravisto nella mail del manager la filigrana di un possibile taglio del personale.

 

Ma un fatto è certo. Anche Mountain View deve fare i conti con un periodo difficile per le società tecnologiche. Dopo un decennio di crescita che sembrava inarrestabile, accelerata durante gli anni della pandemia, tutto il comparto oggi deve fare i conti con un quadro economico assai più incerto, dove inflazione e tensioni internazionali minano alle basi uno dei capisaldi su cui si fonda il valore di queste società: la fiducia nel futuro.

 

BIG TECH 2

Un'istantanea per capire le difficoltà del 2022 la fornisce il Nasdaq, la sezione della Borsa di New York dove si concentrano i tecnologici. Da inizio anno a oggi ha perso il 27%. E l'effetto sulla vita delle imprese non si è fatto attendere. Imperativo ora è: ridurre i costi.

 

Google ha annunciato lo stop alle assunzioni. Amazon le ha ridotte. Facebook (con la holding Meta, che comprende anche Instagram e Whatsapp) ha fermato l'arrivo di nuovi ingegneri e profili tecnici. Apple non rafforzerà più gli staff dei Genius bar. Microsoft ha annunciato un taglio dell'1% della propria forza lavoro (181 mila dipendenti).

 

google a new york

Le cinque società appena elencate compongono, nell'ordine, l'acronimo con cui vengono indicate le società tecnologiche a più alta capitalizzazione di mercato: Gafam. Sono le più ricche. Non solo nel tech, ma tra le più ricche società al mondo. Aziende con le spalle abbastanza robuste per sopportare questo periodo in attesa ti tempi migliori. Ma sotto le cinque sorelle simbolo del boom della new economy c'è una pletora di aziende e start-up che hanno dovuto adottare misure molto più drastiche. Colpendo anche il mercato del lavoro italiano.

 

Gorillas, la start-up dei fattorini che consegnano la spesa a casa, il 4 luglio scorso ha annunciato che avrebbe lasciato l'Italia licenziando 540 dipendenti. Nata con lo scoppio della pandemia da Covid, ha raccolto 1,3 miliardi di investimenti raggiungendo la valutazione di 3 miliardi in una manciata di mesi. Soldi arrivati da investitori desiderosi di trovare la nuova gallina dalle uova d'oro dell'economia digitale.

 

Ma le riaperture prima, la guerra e il costo del denaro poi, hanno cambiato tutto e la società si è trovata all'improvviso con un numero di dipendenti eccessivo rispetto al mercato. Gorillas è il simbolo della fine di un'euforia che ha irradiato un arco che va dalle start-up alle criptovalute.

uffici di facebook a new york

 

Ma tagli al personale li ha decisi anche il colosso Tesla, che lo scorso mese ha annunciato un taglio del 10%, mille delle 10.000 persone impiegate. Elon Musk, amministratore delegato della società, allora aveva parlato di un «bruttissimo presentimento» per l'economia. Alibaba, colosso cinese dell'ecommerce, ridurrà del 15% della propria forza lavoro (39.000 dipendenti), complice anche la stretta di Pechino sul tech.

 

Non se la vede bene Netflix: cresce meno e perde abbonati (200 mila in meno) e ha disposto 150 licenziamenti. Le cyclette hi-tech di Peloton sono finite sul red carpet degli investitori durante la pandemia. Poi il crollo, improvviso, inatteso seppur prevedibile, con le riaperture, si è tradotto nel licenziamento di 2.800 persone, il 20% della sua forza lavoro. Esempi di un quadro a tinta unica. Che diventa più cupa se guardiamo alle società che lavorano con le criptovalute.

 

proteste contro amazon a new york

Bitcoin nel 2021 è passato da 15 a 60 mila dollari. Una forza che si è tradotta in vento che ha gonfiato le vele di piattaforme per la compravendita e scambio di criptovalute. Coinbase, il principale exchange mondiale di cripto, si è quotata ad aprile 2021 al Nasdaq. Oggi il prezzo di una sua azione vale l'85% in meno dopo il calo di Bitcoin che è tornato a valere circa 19 mila dollari.

 

Anche Coinbase licenzierà: 1.100 persone, il 20% del proprio personale. Così come decine di società che lavorano nello stesso settore, senza contare quelle che hanno già dichiarato fallimento come Celsius, che voleva diventare un po' la banca delle criptodivise: buco da 1,2 miliardi e 2 milioni di clienti che ora rischiano di perdere tutto. Che sia la fine di un'era o un momento in cui il mercato cercherà un aggiustamento è difficile dirlo. A farne le spese, per ora, sono risparmiatori e dipendenti.

mark zuckerberg annuncia meta il nuovo nome di facebook Elon Musk inaugura la fabbrica Tesla in Texassmart glasses di facebook mark zuckerbergIl Ceo di Tesla Elon MuskzuckerbeRG SOLDImark zuckerberg meta PUBBLICITA SU NETFLIX PUBBLICITA SU NETFLIX google

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI