andrea orcel carlo messina mario pedranzini carlo cimbri unicredit popolare sondrio popsondrio

CACCIA ALLA POPOLARE DI SONDRIO – ORCEL NEGA MA CONVOCA IL CDA DI UNICREDIT DOMENICA 4 FEBBRAIO, GIORNO PERFETTO, A MERCATI CHIUSI, PER COMUNICARE UN'OPERAZIONE STRAORDINARIA - UNIPOL IN ALLERTA - C'E' LA MANINA DI PALENZONA, PRESIDENTE CRT CHE HA IL 2,5% DI UNICREDIT? - ALTRA IPOTESI: UN FONDO ATTIVISTA, MAGARI GIÀ SOCIO DELLA BANCA VALTELLINESE, IN VISTA DELL'ASSEMBLEA DI APRILE CHE VEDRÀ IL RINNOVO DI UN TERZO DEL CDA - E POI: UN OUTSIDER COME LA ION DI PIGNATARO - LA SONDRIO CON I SUOI 2,8 MILIARDI DI MARKET CAP SAREBBE UN BOCCONE DAVVERO GROSSO (E MOLTO PRESIDIATO)

banca popolare di sondrio

Andrea Rinaldi, Daniela Polizzi per Corriere della Sera

 

Si riaccende il rischio bancario. Questa volta però al centro degli interessi non c'è (ancora) il Monte dei Paschi di Siena, ma la Popolare di Sondrio, il cui titolo è in ascesa da metà dicembre e ieri ha toccato il massimo da sei mesi (+52%) con un salto fino a 6,3 euro per poi ritracciare e chiudere a 6,16 euro con un +2,25%. Ieri sono passati di mano 3,4 milioni di titoli, il doppio della media abituale.

 

ARTICOLO DEL WALL STREET JOURNAL SU ANDREA ORCEL STAR-BANKER

Secondo rumors di stampa, una banca d'affari starebbe rastrellando il 10% di azioni della popolare valtellinese per conto di un altro istituto in vista di una possibile operazione straordinaria. Per il possibile acquirente è stato fatto il nome di Unicredit, che però ha smentito. Lo stesso ad Andrea Orcel aveva preannunciato il giorno prima una «danza delle fusioni» tra banche che «andrà avanti ancora a lungo senza che nessuno faccia una mossa». Il mercato dunque chiede fusioni e aggregazioni.

 

VENOSTA PEDRANZINI POPOLARE DI SONDRIO

È d'altronde su questa base che Mps ha attratto l'interesse di molti investitori, soprattutto dagli Usa, quando il Mef ha deciso di vendere il 25% prima di Natale. Fonti di mercato indicherebbero Goldman Sachs nella cabina di regia degli acquisti, ipotesi a cui la banca Usa ha opposto un «No comment». E forse non è stata la sola. Ma per conto di chi agirebbe? La Popolare di Sondrio a settembre ha visto il gruppo Unipol — azionista anche di Bper, sugli scudi anch'essa ieri (+3,54%) — salire al 19,7%.

 

Andrea orcel

I rumors di ieri sono stati interpretati da alcuni operatori di mercato come l'avvio di un cantiere complessivo che avrebbe al centro un riassetto nelle reti di bancassicurazione. È noto che Unicredit ha avviato una riflessione sulle partnership assicurative Vita: quella con Cnp Assurance in scadenza a fine anno ma anche con Allianz.

 

fabrizio palenzona 8

Unipol è un grande gruppo assicurativo che punta a distribuire i prodotti e le polizze attraverso le reti bancarie che fanno da volano al suo business. Secondo questa lettura la Sondrio potrebbe essere un punto di incontro tra le parti. La Lombardia, territorio d'elezione della popolare, è un'area molto ricca e molto ambita.

 

Ma la mossa accreditata a Unicredit ha destato più che altro molte perplessità. Nella ridda di voci, c'è anche un'altra ipotesi, ovvero che a muoversi sia stato un fondo attivista, magari già socio della banca valtellinese, in vista dell'assemblea di aprile che vedrà il rinnovo di un terzo del cda.

Andrea Pignataro

 

Lo shopping di un pacchetto consistente, che potrebbe avvenire anche tramite più compratori, potrebbe essere utile per pesare di più in assise o per sollecitare operazioni più rilevanti. È poi vero che il sistema del credito ha visto in azione anche outsider come la Ion di Andrea Pignataro sulla Banca di Volterra e su Mps. Ma la Sondrio con i suoi 2,8 miliardi di market cap sarebbe un boccone davvero grosso (e molto presidiato).

 

ORCEL NEGA MA CONVOCA IL CDA DOMENICA 4 FEBBRAIO. UNIPOL IN ALLERTA

Marcello Astorri per Il Giornale - Estratto

 

goldman sachs

Ieri il capo di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, in un'intervista a Bloomberg ha negato: «No, non stiamo acquistando» azioni della Popolare di Sondrio. ….. Sta di fatto però che i circa 10 miliardi di capitale in eccesso sono a disposizione e, cosa alquanto irrituale, l'istituto ha fatto slittare il cda per l'approvazione dei conti del quarto trimestre al 4 febbraio, ovvero domenica, giorno perfetto - a mercati chiusi - per comunicare un'operazione straordinaria.

 

UNIPOLSAI

L'istituto, però, fa sapere che la decisione è dettata da necessità emerse dalle varie agende. Goldman, tuttavia, potrebbe farlo anche per conto di altre realtà oppure per sé: perché crede che Sondrio sarà un tassello del rischio bancario italiano. Certo è che la partita è seguita con interesse anche dalle parti del Gruppo Unipol, che in estate aveva rafforzato la sua posizione nel capitale fino a quasi il 20%.

 

Il gruppo presieduto da Carlo Cimbri ha un rapporto molto stretto con Sondrio, che prende corpo attraverso la partnership da poco rinnovata per la distribuzione di prodotti assicurativi. Sono in molti però a ipotizzare che, in futuro, Sondrio possa finire in prospettiva nel perimetro di Bper, istituto bancario nell'orbita di Unipol. Resta, quindi, da capire se Unipol deciderà una contromossa.

CARLO CIMBRI

 

La possibile entrata nella scena di Unicredit, infatti, complicherebbe il disegno strategico di Bologna. Con Orcel che andrebbe a centrare l'obiettivo annunciato di rafforzarsi nei mercati chiave e a sbarrare la strada verso un possibile concorrente, dal momento che l'istituto milanese intende internalizzare i prodotti assicurativi e di risparmio gestito. Nel frattempo, il mercato sembra credere all'ipotesi: ieri in Piazza Affari Bper è cresciuta del 3,5%, Unicredit del 2,7% e Popolare di Sondrio del 2,2%.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)