saipem francesco caio

CAIO NON LASCIA MA RADDOPPIA: LA NUOVA SAIPEM – DOPO L’ALLARME UTILI DI FINE GENNAIO E LA DIFFICILE RISALITA NON ANCORA CONCLUSA, ORA IL PROSSIMO STEP È FISSATO PER IL 17 MAGGIO “CON L’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI CHE DOVRÀ AFFIDARE AL CONSIGLIO LA DELEGA PER FAR PARTIRE LA RICAPITALIZZAZIONE” – ALLE CRITICHE, CAIO REPLICA: “COSA NON HA FUNZIONATO? BISOGNA RICORDARE CHE NEGLI ULTIMI 6 ANNI QUESTA AZIENDA HA ACCUMULATO QUASI 5 MILIARDI DI PERDITE E SI TROVA A COMPETERE IN UN CONTESTO IN RAPIDISSIMA EVOLUZIONE E CON UNA ORGANIZZAZIONE IN CUI IL CENTRO AVEVA DELEGATO MOLTO ALLE DIVISIONI’’

Celestina Dominelli per “il Sole 24 Ore”

 

FRANCESCO CAIO

«La previsione per il lancio dell’aumento di capitale di 2 miliardi entro la fine dell’anno è confermata. Anzi, stiamo lavorando su una tabella di marcia in cui vorremmo accelerare e condurlo in porto durante l’estate».

 

Francesco Caio, amministratore delegato di Saipem, tratteggia le prossime mosse del piano di rafforzamento patrimoniale e finanziario della società. Lo fa insieme al direttore generale Alessandro Puliti, con cui c’è forte sintonia, anche in questa intervista a Il Sole 24 Ore, la prima rilasciata dopo l’allarme utili di fine gennaio e la difficile risalita non ancora conclusa.

 

ALESSANDRO PULITI

Ora il prossimo step è fissato per il 17 maggio «con l’assemblea degli azionisti che dovrà affidare al consiglio la delega per far partire la ricapitalizzazione», precisa Caio. Poi, entro fine mese, il mercato si attende un segnale sull’annunciata vendita del drilling onshore.

 

«Il livello di interlocuzione con una primaria società di drilling onshore a livello mondiale per la preparazione di uno Spa (un contratto di compravendita, ndr) di mutua soddisfazione delle parti è in fase di avanzata preparazione. Credo che a fine mese arriveremo alla firma», spiega Puliti.

 

Partiamo dalla gestione del rischio. Cosa non ha funzionato e come siete intervenuti?

GNL3 Arzew

CAIO: I problemi del risk management vengono da lontano, bisogna ricordare che negli ultimi 6 anni questa azienda ha accumulato quasi 5 miliardi di perdite e si trova a competere in un contesto in rapidissima evoluzione e con una organizzazione in cui il centro aveva delegato molto alle divisioni (con i capi dell’E&C onshore e offshore usciti a dicembre dall’azienda, ndr).

 

Abbiamo, quindi, innanzitutto inserito una soglia di 250 milioni rispetto a una situazione in cui le divisioni avevano libertà di manovra per commesse fino a un miliardo: ora, se superano la nuova asticella, vanno riviste al tavolo del vertice aziendale e, in alcuni casi, anche il cda può avere visibilità e un monitoraggio più stretto. Insieme a questo, la creazione di una direzione commerciale e di una direzione acquisti e approvvigionamenti uniche rende strutturalmente necessario il confronto stretto con un ruolo molto più gestionale della corporate.

francesco caio foto di bacco

 

La revisione del carico di lavoro (backlog review) è chiusa? Ci saranno altre sorprese

PULITI: Escludendo le attività di perforazione onshore e offshore che sono tradizionalmente largamente positive, la backlog review ha riguardato il 90% di tutto il carico di lavoro di ingegneria e costruzione (E&C) che è l’area in cui si sono concentrati i problemi. È stata un’attività estensiva per ampiezza e intensiva come profondità e si è andati a fondo di ogni singolo progetto.

 

Dei 22 contratti analizzati, si contano sulle dita di una mano quelli che hanno contribuito in maniera sostanziale all’emersione delle criticità. Ciò detto, non ci saranno altre sorprese e, rispetto ai nostri competitor, che non hanno fatto questo esercizio, probabilmente il backlog di Saipem è più robusto perché la revisione ha già catturato una buona parte del trend di inflazione dei costi delle materie prime al quale stiamo assistendo.

saipem

 

Ingegner Caio, lei ha detto che sull’eolico offshore avete imparato la lezione. In che termini?

CAIO: Questi contratti sono nati probabilmente dall’ipotesi di utilizzare dei mezzi che non avevano in un certo momento molto lavoro da fare su altri fronti e, poiché erano sotto soglia e non dovevano passare in consiglio, sono stati interamente gestiti dalle divisioni che hanno visto in questi un’opportunità.

 

LA NAVE SAIPEM 12000

Così, però, non è stato perché siamo andati a prendere impegni molto più onerosi del valore della commessa avendo di fronte non il nostro tradizionale cliente, la compagnia oil&gas, ma cordate fatte soprattutto da investitori finanziari che hanno un interesse legato a un ritorno sul capitale investito, a fronte di un contratto, e un budget finito. Con il risultato che la backlog review ha fatto emergere, su questi progetti, un miliardo di costi in più rispetto a quello previsto.

 

saipem 3

Sui due contratti, che abbiamo portato in evidenza nella backlog review, adesso abbiamo l’opportunità di completarli cercando di minimizzare il danno e lavorando con i clienti per una gestione il più ragionevole possibile di questi rischi. E i risultati del negoziato sono incoraggianti. Per il futuro, poi, ci stiamo poi attrezzando anche con la prospettiva di un partenariato con forme contrattuali che non scarichino il rischio tutto sulle spalle di Saipem.

 

SAIPEM

Capitolo cessioni. Avete stimato introiti per 1,5 miliardi di euro. Cosa cederete oltre a drilling onshore?

PULITI: Il pacchetto complessivo di cessioni si articola lungo il piano. Noi vedevamo nel 2022 l’azione legata all’onshore drilling che non consideriamo più strategico, mentre il resto delle attività erano previste dare effetto nel 2023-2024 e facevano leva su valorizzazione ed estrazione di valore dai nostri mezzi di perforazione e delle nostre navi di installazione. Anche qui stiamo lavorando in questa direzione, ma i risultati ce li aspettiamo, come da programma nel prossimo biennio.

mario draghi

 

Il governo è al lavoro sulla diversificazione energetica. Che tipo di apporto può fornire Saipem?

CAIO: Sono molte le opportunità che possono vederci in prima linea. Gliene cito una legata al tema di disporre di tecnologie di rigassificazione per l’utilizzo del gas che non arriva da metanodotti. Saipem sviluppa già questa attività in giro per il mondo sul fronte della rigassificazione, della liquefazione e delle condotte.

 

ROBERTO CINGOLANI

L’opportunità che identifichiamo è di avere la possibilità di sviluppare dei rigassificatori di taglio più piccolo e facilmente implementabili, realizzabili in tempi più rapidi - la metà di quello di un tradizionale impianto a terra -, in numerosità diversa per consentire all’Italia e agli altri paesi di potersi approvvigionare e di avere accesso a fonti alternative.

 

Qual è l’impatto del conflitto in Ucraina sul vostro business?

francesco caio

PULITI: Il nostro approccio è semplice e lineare: intendiamo lavorare in perfetto accordo con il quadro sanzionatorio che indica una deadline precisa (fine maggio, ndr) per l’interruzione delle operazioni attive e ci stiamo organizzando per portare a termine le nostre attività di Russia all’interno di questa cornice.

 

Saipem è una realtà internazionale che opera su geografie diverse e con clienti diversi. Esiste, quindi, già da tempo un quadro sanzionatorio che è riflesso nella nostra contrattualistica. Perciò, lavorando in un contesto simile, i nostri contratti già contenevano clausole che prevedevano l’escalation delle sanzioni. E questo è un elemento importante e testimonia il grado di attenzione che Saipem ha sempre posto sul livello di conformità e compliance.

 

Nell’aggiornamento del piano si parla di un taglio di 150 milioni di costi nel 2022 e di 300 milioni nel 2024. Dottor Puliti, ha ripetuto più volte che controllerete fino all’ultimo centesimo. Da dove si parte?

CAIO FRANCESCO POSTE

PULITI: L’area su cui stiamo lavorando è l’organizzazione internazionale e l’azione più forte che andremo a sviluppare sarà la reazionalizzazione della struttura all’estero che nasceva ancora una volta dal sistema divisionale e che ha prodotto una serie di duplicati nei vari territori.

 

Questo sarà il cuore dell’intervento. L’altro punto forte sarà la cessione dell’offshore drilling perché, come tutte le attività, si porta dietro una certa quota di costi strutturali che non possono essere scaricati sul cliente finale e anche questo contribuirà a ridurre i costi. L’espressione che citava è il riadattamento di una frase che ho imparato tanti anni fa in Scozia e che cerco di applicare nella vita di tutti i giorni: “Se si vuole risparmiare sul grande, bisogna cominciare a essere attenti su qualsiasi spesa”.

 

Saipem 12000

 Dobbiamo entrare nella mentalità di un contrattista povero che subisce la concorrenza internazionale e che sopravvive solo se è tecnologicamente avanzato e leggero nei costi di struttura. Quindi bisognerà alleggerirsi in tutte le funzioni no core e quelle di staff vanno ridotte allo stretto indispensabile. Non possiamo permetterci nulla di più di quello che serve.

 

Su quali leve si reggerà la Saipem che state cercando di risanare e rilanciare?

CAIO: L’impostazione di una nuova Saipem, cominciata già a ottobre scorso, si basa su tre grandi priorità. La prima è quella di tornare alla profittabilità nel nostro business tradizionale, quello dell’oil&gas che ha già dato risultati non solo nel quarto trimestre 2021 ma anche nel primo di quest’anno.

 

saipem 5

Poi dobbiamo aumentare la velocità della transizione energetica puntando su soluzioni come gli impianti modulari o la robotica, molto interessanti anche dal punto di vista prospettivo. E, infine, c’è il fronte forse più sfidante: il cambio di passo nella cultura aziendale che, facendo leva sulle competenze tecnologiche indiscutibili, porti anche a un approccio diverso di orientamento al cliente, di gestione dei costi molto più spartana e di una gestione del rischio condivisa tra funzioni aziendali.

 

La “One Saipem” si basa su questi pilastri, è un lavoro che abbiamo iniziato da tempo e l’aumento di capitale motiva anche noi nel rimarcare il grande potenziale di creazione di valore su tutti i business.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…