benetton caltagirone del vecchio

CALTA CANTA E LE CANTA ALLE GENERALI: ''HANNO ESCLUSO I BENETTON DAL CDA, MA NEGLI ULTIMI TRE ANNI L'AZIONARIATO E' CAMBIATO''. LA FAMIGLIA DEI MAGLIONCINI (E DEL PONTE MORANDI) È ARRIVATA AL 4% EPPURE HA ZERO CONSIGLIERI, MENTRE LA DE AGOSTINI CON L'1,8% HA PELLICIOLI - C'E' UN MOTIVO: IL RISCHIO DI UN CONCERTO TRA MEDIOBANCA, CALTAGIRONE, DEL VECCHIO E BENETTON. RISCHIAVANO DI DOVER LANCIARE L'OPA

 

 

Sara Bennewitz per ''la Repubblica''

 

francesco gaetano caltagirone

Ancora non è stata votata la lista presentata da Mediobanca per la conferma dell' attuale consiglio di amministrazione uscente da Generali, che già gli azionisti del Leone di Trieste - peraltro candidati per la rielezione in quella lista - esprimono il proprio disappunto. Lo ha fatto ieri Francesco Gaetano Caltagirone, vicepresidente di Generali e socio con il 5%. Allo stesso modo la penserebbe anche Leonardo Del Vecchio padrone del 4,87% e rappresentato a Trieste da Romolo Bardin.

 

 « Il cda che è stato quasi totalmente riproposto ha operato bene ma è l' espressione del mondo delle Generali di tre anni fa - ha detto Caltagirone, parlando a tre settimane dall' assemblea che il 7 maggio dovrà rinnovare il board - nel frattempo qualcosa è cambiato con un nuovo azionista che è un peccato, e forse ingiusto, che non sia rappresentato».

 

Il riferimento è alla Edizione della famiglia Benetton, che nel corso del 2018 ha rafforzato la sua posizione salendo dall' 1 al 4% di Generali investendo oltre un miliardo di euro. È vero che la quota dei Benetton è di natura finanziaria ma, fanno notare fonti vicine a Caltagirone, Lorenzo Pellicioli - in rappresentanza del gruppo De Agostini - è stato ricandidato nel cda di Trieste anche se ha più volte ribadito che la partecipazione ( peraltro dell' 1,8%, meno della metà della quota Benetton) è finanziaria e pronta ad essere valorizzata.

 

LEONARDO DEL VECCHIO

Il fatto è che se anche uno dei Benetton - ieri silenti sul tema - o qualcuno di loro fiducia fosse stato inserito nel cda di Generali, il rischio che si potesse configurare un concerto tra Mediobanca (13% del capitale di Trieste), Caltagirone ( 5%), Del Vecchio ( 4,8%) e i Benetton ( 4%) e il conseguente rischio di dover lanciare un' Opa sulla compagnia, era talmente alto che si è preferito tenere fuori l' ultimo socio cresciuto in Generali.

 

Benetton, peraltro, partecipa anche al patto di consultazione di Mediobanca con una quota del 2,5%. Sempre sul fronte Mediobanca, tra l' altro, diverse fonti finanziarie riferiscono che negli ultimi mesi mani vicine a Caltagirone e Del Vecchio avrebbero rastrellato le sue azioni; circostanza che invece fonti vicine ai diretti interessati smentiscono.

 

luciano benetton

Proprio per non correre il rischio di un concerto tra azionisti, Mediobanca potrebbe aver preparato la lista per il nuovo cda accogliendo le indicazioni dello stesso consiglio di Trieste, ma senza sentire nessuno degli altri grandi soci, ed anzi affidando la procedura di selezione dei consiglieri al consulente Spencer Stuart che ha contattato tutti gli uscenti e - tranne che in un caso - ha avuto conferma, Caltagirone compreso, della loro intenzione di restare in cda.

 

Ogni questione di governance sarebbe stata superata, se le Generali avessero introdotto la possibilità di promuovere una lista del management. Così non è stato e nell' ultima tornata si è evitato di dare questo potere al presidente di Trieste Gabriele Galateri.

 

pellicioli

Gli azionisti di Mediobanca hanno infatti discusso tra di loro fino all' ultimo se ricandidare o meno alla presidenza Galateri, il quale dal canto suo ha anche accettato una candidatura nel board Telecom facendo irritare alcuni soci Generali e mettendo a repentaglio la sua riconferma. Riconferma che invece c' è stata - per lui come per Caltagirone avviando un nuovo cda che ora pare destinato a qualche polemica.

 

 

Lorenzo Pelliccioli

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