carta di credito bancomat pos

CARI COMMERCIANTI, METTETE IL POS E SMETTETE DI ROMPERE I COGLIONI! – LA STORIELLA DEI COSTI DI COMMISSIONE TROPPO ALTI È VERA FINO A UN CERTO PUNTO: SUL MERCATO SI TROVANO DISPOSITIVI CHE COSTANO 30 EURO E ANCHE MENO E MOLTE BANCHE APPLICANO CONDIZIONI CHE ANNULLANO I PRELIEVI SUGLI ACQUISTI PIÙ BASSI. SENZA CONSIDERARE SATISPAY, LA APP ITALIANA CHE AZZERA DI DEFAULT TUTTE I COSTI DI SERVIZIO FINO A 10 EURO, E OLTRE QUESTA SOGLIA, INDIPENDENTEMENTE DALL’IMPORTO, HA UNA COMMISSIONE FISSA DI 20 CENTESIMI…

Da www.repubblica.it

 

PAGAMENTI CON IL POS 3

Uno strumento di semplificazione dei pagamenti per i consumatori o una "tassa occulta" per i commercianti? Il governo Meloni, facendo scattare le sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti elettronici solo a partire dai 60 euro, ha riacceso il dibattito sull'argomento.

 

Bankitalia, Corte dei Conti, Cnel: tutti gli osservatori "tecnici" che hanno detto la loro opinione in merito alla Manovra - nel corso delle audizioni parlamentari - hanno spiegato come il mix di rialzo del tetto al contante e l'intervento sui pagamenti digitali sia un segnale negativo per la lotta all'evasione. Vista dagli occhi dei negozianti, la partita si gioca sui costi. Ma davvero il costo dei Pos rischia di mettere in ginocchio i commercianti proprio ora che sull'economia italiana si affaccia lo spettro della recessione? Ecco di che numeri si parla.

 

PAGAMENTI CON IL POS

Quanto pagano i commercianti per il Pos

Come qualsiasi servizio bancario, ogni esercente può scegliere tra i diversi servizi offerti dagli operatori. In Italia nel mercato dei pagamenti i principali attori sono Nexi, anche in partner con Intesa Sanpaolo, Unicredit, SumUp e Banca Sella. Per i commercianti l'onere si compone essenzialmente di due voci: il costo di acquisto del dispositivo (o il canone di abbonamento) e quello delle commissioni sui pagamenti processati.

 

GIANCARLO GIORGETTI E GIORGIA MELONI

In caso di acquisto, quindi senza canone, la cifra varia dal tipo di Pos ma sul mercato si trovano dispositivi già a partire da 29,99 euro, con la cifra che può salire in caso di prodotti tecnologici più sofisticati. Questo tipo di soluzione è l'ideale per chi deve fronteggiare pochi pagamenti quindi non ha convenienza a sostenere un abbonamento mensile e che tuttavia presenta anche le commissioni più alte.

 

Diverso il caso delle offerte con un canone mensile. Nexi ad esempio, offre una soluzione a 14,50 euro al mese (a cui si aggiungono 79 euro di installazione), Unicredit offre un abbonamento mensile a 2,90 per il solo servizio e senza costi di attivazione, Intesa ha un canone mensile azzerato per il Pos mobile e virtuale sottoscritto dai nuovi clienti, per un anno, e parte da 8 euro per il Pos fisso.

 

Il costo delle commissioni

satispay

Anche per quanto riguarda le commissioni le somme variano a seconda delle offerte. SosTariffe a settembre stimava costi variabili tra l’1,4 e l’1,7% tra bancomat e carte, un punto percentuale in meno di cinque anni prima: sul suo sito Unicredit propone 0,9%; Intesa segnala commissioni che partono da un minimo di 0,55% per transazioni effettuate da clientela con carte italiane, e un valore medio applicato alle Pmi clienti dell'1%; Nexi un importo variabile tra lo 0,99% per bancomat e prepagate e il 2,49% per i circuiti Visa e Mastercard tradizionali.

 

In molti però applicano condizioni promozionali che azzerano le commissioni sugli acquisti più bassi, fino a 10 o 15 euro. Ancora più economiche le condizioni offerte da Satispay che azzera di default le commissioni fino a 10 euro, quindi non solo in via promozionale, e fissa una commissione fissa da 20 cent oltre questa soglia, indipendentemente dall'importo.

 

Gli sconti fiscali

PAGAMENTI CONTACTLESS POS BANCOMAT SMARTPHONE

Va detto comunque che nel corso degli ultimi anni il governo è intervenuto e continua ad intervenire per mitigare i costi per gli esercenti. Fino a tutto il prossimo anno è riconosciuto un contributo fino a 50 euro, attraverso credito di imposta (cioè una riduzione del totale delle tasse da versare), per l’acquisto dei dispositivi Pos. A queste si aggiunge un ulteriore credito di imposta pari al 30% delle spese sostenute per commissioni per chi fattura fino a 400 mila euro. Cioè il 30% di quanto pagato torna indietro come minori tasse versate.

PAGAMENTI CON IL POS 2satispayattenzione al bancomatPAGAMENTI NFC CONTACTLESS POS BANCOMAT SMARTPHONE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…