benetton

CASELLO DI SABBIA – A BRUXELLES STANNO ESAMINANDO “DOVEROSAMENTE” TUTTE LE QUESTIONI POSTE DA ATLANTIA SULLA PROCEDURA DI CESSIONE CHIESTA DAL GOVERNO. E COSÌ LA COMMISSIONE SMONTA SUL NASCERE PURE LE NUOVE MINACCE SULLA REVOCA - I BENETTON BRINDANO E RIPETONO COME UN MANTRA CHE SARÀ “UN’OPERAZIONE DI MERCATO” E CDP RICORDA CHE SONO STATE ASPI E ATLANTIA AD AVER PROPOSTO UNA “SOLUZIONE COMBINATA” AL GOVERNO…

il ponte morandi a genova

Rosario Dimito per “il Messaggero”

 

L'Europa entra a gamba tesa nella vicenda fra governo e Atlantia su Autostrade nel giorno in cui il gruppo Benetton ha respinto al mittente il diktat dell'esecutivo: in una nuova lettera la holding ribadisce la decisione di cedere Aspi dopo un accordo transattivo con il ministero delle Infrastrutture e dichiara di recepire tutte le istanze del governo in termini di quadro regolatorio, tariffario e di investimenti; infine, conferma la disponibilità a proseguire le trattative con Cdp nell'ambito di un processo trasparente e a valori di mercato.

 

MARCEL HAAG

 

Intanto si è appreso che la Commissione Ue «sta esaminando doverosamente tutte le questioni poste da Atlantia» nei suoi esposti e sta «predisponendo con attenzione le dovute azioni conseguenti» anche alla luce dei recenti sviluppi evidenziati dalla holding nella lettera del 9 settembre a Bruxelles che sottolineava le richieste del governo sul ruolo centrale di Cdp nel riassetto di Aspi.

 

 

luciano benetton

 

 

È quanto indicato in una missiva inviata da Marcel Haag, direttore generale della Commissione Ue per la Stabilità finanziaria e il Mercato Unico dei Capitali, ai vertici della holding controllata da Edizione. «I servizi della Commissione vi daranno riscontro diretto con una analisi delle vostre istanze il prima possibile - aggiunge Haag - Intanto restiamo a vostra disposizione per un incontro nel caso vogliate condividere ulteriori informazioni riguardanti i vostri esposti».

 

ponte morandi a genova

Nella lettera del 9 settembre Atlantia chiedeva un intervento della Commissione a fronte della richiesta del governo di condizionare la sottoscrizione dell'atto transattivo per la chiusura della procedura di revoca alla vendita del controllo di Aspi a Cassa depositi e prestiti.

Giuseppe Conte Fabrizio Palermo

 

L'ASTA INTERNAZIONALE

E' evidente che il blitz della Ue disinnesca l'ultimatum del governo di chiudere con Cdp entro oggi e ridà fiato alla decisione di Atlantia dei giorni scorsi di avviare un'asta internazionale competitiva attraverso un dual track: cessione dell'88% in blocco oppure vendita di due tranche (55 e 33%) con successiva Ipo.

 

L'Europa ha dunque battuto un colpo consentendo ai cda di Aspi e Atlantia di rendere più perentorie le risposte da inviare al governo. Sicché il board della holding ha approvato il testo di una lettera di risposta alla missiva del 23 settembre in cui confuta la «disapplicazione della disponibilità manifestata per la definizione del procedimento di presunto grave inadempimento intrapreso nei confronti della società concessionaria».

ATLANTIA AUTOSTRADE

 

Atlantia puntualizza inoltre di essere coerente con l'impegno del 14 luglio a favore di «un'operazione di mercato, a garanzia di tutti gli stakeholder di Atlantia e di Aspi inclusi gli investitori retail e istituzionali, nazionali e internazionali».

 

Il gruppo rilancia perciò che la «cessione potrà essere conclusa a reali condizioni di mercato solo a valle della formalizzazione di un accordo transattivo tra Aspi e Mit, nonché dal raggiungimento di un'intesa sul quadro regolatorio e tariffario, presupposto indispensabile per la bancabilità degli investimenti oltre che per l'attrattività nel lungo termine di Aspi per gli investitori».

 

FABRIZIO PALERMO

La holding respinge quindi la «richiesta del governo di condizionare l'efficacia dell'atto transattivo alla cessione del controllo di Aspi a Cdp» perché «non è pertinente né in linea con lo scopo dell'atto stesso né con il contenuto della lettera di impegni inviata da Atlantia al governo lo scorso 14 luglio, dalla quale si può evincere che l'approvazione dell'atto transattivo non fosse subordinata alla cessione di Aspi».

 

giuseppe conte paola de micheli

Rispetto al negoziato con Cdp si ribadisce «di aver compiuto e di voler compiere ogni sforzo per raggiungere un accordo» ma finora non è stato possibile per la richiesta di manleva e comunque la holding si è già fatta carico di pagare i danni per il crollo del Ponte Morandi.

 

Riguardo alle interlocuzioni con la Ue, si sottolinea «l'inammissibilità della clausola unilateralmente introdotta per l'accettazione dell'atto transattivo», clausola che subordina l'efficacia dello stesso agli esiti del negoziato in corso tra Atlantia e Cdp: clausola che si configura come condizionamento. La strada della revoca si fa quindi più impervia.

margrethe vestager

 

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI

In merito alla nota diffusa da Atlantia, in serata fonti vicine a Cdp hanno ricordato che sono state le società Aspi ed Atlantia ad aver espressamente proposto al governo nelle lettere di luglio, come poi riportato nella nota di Palazzo Chigi del 15, «una soluzione combinata che abbinava il riequilibrio della concessione e la cessione del controllo a Cassa depositi e prestiti».

il crollo del ponte morandi a genova

 

il crollo del ponte morandi a genova

CODE IN AUTOSTRADA IN LIGURIA 1

 

CASELLO

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…