disoccupazione coronavirus disoccupati

CHI SOFFRE NON S'OFFRE: CI SONO 240MILA POSTI DI LAVORO DISPONIBILI MA NON IL PERSONALE (VIDEO) - GABANELLI: LE AZIENDE CERCANO 730 MILA NUOVI ADDETTI, MA UNO SU TRE NON SI TROVA. INTANTO CON LA CRISI IN 250 MILA RISCHIANO IL LICENZIAMENTO. SI CONTINUA A PRODURRE DISOCCUPATI: GLI ISTITUTI TECNICI SUPERIORI (ITS) SFORNANO OGNI ANNO MENO DI 4 MILA DIPLOMATI, MENTRE LE IMPRESE NE ASSORBIREBBERO ALMENO 20 MILA

 

VIDEO:

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/lavoro-milioni-disoccupati-aziende-non-trovano-personale-assunzioni-cosa-non-funziona/1be1e5ee-37d7-11eb-8ee8-3626ca43a0a8-va.shtml

 

LAVORO: 240 MILA OFFERTE MA IL PERSONALE NON C'È

Milena Gabanelli e Rita Querzè per il “Corriere della Sera

 

Da febbraio l' Italia ha perso 420 mila posti di lavoro. Ma il difficile verrà a marzo, quando sarà tolto il blocco dei licenziamenti: si stima che 250-300 mila disoccupati si aggiungeranno ai quasi 2,5 milioni di oggi.

Tutto questo non farà che aumentare le persone che hanno diritto a sussidi. A giugno incassavano la disoccupazione (Naspi) 1,3 milioni di persone, altrettanti il reddito di cittadinanza. Ci sono poi 13,5 milioni di inattivi, soprattutto giovani, che non cercano un posto convinti di non trovarlo.

disoccupazione coronavirus disoccupati

 

Un quadro che rende l' Italia particolarmente vulnerabile poiché già prima della crisi la disoccupazione sfiorava il 10%. Nell' attesa che si intervenga a monte, con investimenti che creano nuovi posti, occorre fare incontrare chi è disoccupato con il lavoro che c' è. Troppo spesso non succede. La Euroedile srl di Treviso vorrebbe assumere operai specializzati nella costruzione di ponteggi, da due anni ne cerca una ventina ma non li trova.

 

Aerea, vicino a Como, anche adesso in piena pandemia sta cercando giovani ingegneri ma senza successo. A Reggio Emilia mancano all' appello 166 operai per le aziende meccaniche, 84 autisti, 62 muratori, 18 ingegneri. Unioncamere ha appena reso note le richieste di personale da dicembre a febbraio: 729 mila, dai dirigenti ai tecnici, dagli impiegati agli addetti alle pulizie. Ebbene, il 33% (240 mila persone) non si trova.

 

Come funziona un portale efficiente

Il portale che doveva incrociare la domanda di lavoro con l' offerta doveva crearlo il presidente dell' Agenzia nazionale per le politiche attive Domenico Parisi. Non è stato fatto nulla. Sullo stesso terreno sono falliti a partire dagli anni '90 diversi progetti, dal Sil, il Sistema informativo lavoro, alla Borsa lavoro.

chiusi per virus

 

Non è un' ambizione velleitaria, altri Stati ce l' hanno. Se andiamo sul portale nazionale cliclavoro.it non ci sono offerte da consultare. Su quello francese (pole-emploi.fr) invece ieri ce n' erano 636.980. Basta mettere la propria qualifica (venditore, badante), la provincia in cui si cerca un impiego. Per fare qualcosa di simile a casa nostra, bisogna riunire su un unico portale le offerte dei principali motori di ricerca privati, le Regioni dovrebbero condividere le loro banche dati e collaborare seriamente con l' Anpal.

 

La politica di sussidi e incentivi

Fino a oggi le politiche del lavoro si sono fatte dando soldi ai disoccupati per arrivare a fine mese (si chiamano «politiche passive», da sole fanno il 75% di tutta la spesa) e soldi alle imprese sotto forma di incentivi per assumere. Una strada molto dispendiosa che dà un sollievo nel breve periodo ma a monte lascia il problema irrisolto. Per gli incentivi alle imprese in Italia sono Stati mobilitati 4,3 miliardi nel 2018 contro 0,8 in Germania, 0,7 in Francia e 1 in Spagna.

 

lavoro donne coronavirus

In compenso spendiamo pochissimo in servizi per aiutare i disoccupati a trovare un altro posto. Un passo avanti è stato fatto nel 2015 con l' introduzione del cosiddetto «assegno di ricollocazione»: una dote da 500 fino a 5.000 euro per ogni disoccupato, a seconda della difficoltà di ciascuno a farsi assumere. Collocare un cinquantenne, per esempio, richiede più ricerca e impegno. Però poi non è stato finanziato. Ci ha pensato il governo gialloverde con 350 milioni di euro, ma ha circoscritto l' assegno ai percettori del reddito di cittadinanza in grado di lavorare: 1.369.779 persone. Questo sulla carta. Perché nella pratica il servizio è stato fornito solo a 429 persone.

 

Sostenere chi cerca lavoro

Oggi nei centri per l' impiego pubblici si registrano solo le pratiche. Ad aiutare chi cerca lavoro a compilare un curriculum o a metterlo in contatto con le aziende non basta la scorciatoia dei navigator, assunti a termine da Anpal servizi, e che a fine aprile 2021 saranno essi stessi senza lavoro. Servono i concorsi delle Regioni, visto che la competenza è loro.

 

GABANELLI

Nel lavoro di assistenza ai disoccupati è necessario coinvolgere anche le agenzie private, studiando un sistema di compensazione proporzionato al reale lavoro svolto oltre che ai risultati ottenuti e favorendo il loro insediamento al Sud. Anpal dovrà coordinare la misura con le Regioni che già la hanno introdotta: Lombardia e Veneto. E applicare la legge dove dice che se le Regioni non garantiscono i servizi di ricollocazione ai cittadini subentra lo Stato. Infine la nuova «dote di ricollocamento» deve tornare a includere la grande platea di chi perde il lavoro, e sarebbe ragionevole allargare questi servizi su base volontaria anche a chi è in cassa integrazione straordinaria e a particolare categorie come le donne che vogliono tornare al lavoro dopo avere cresciuto i figli.

 

Formazione mirata e certificata

Quando a un disoccupato mancano le competenze che il mercato richiede, la formazione fa la differenza. In Italia per tutta la formazione professionale (giovani, senior, disoccupati e lavoratori) spendiamo ogni anno, grazie anche ai fondi Ue, 1,9 miliardi, contro i 5,9 di Francia e Germania. Se consideriamo soltanto quella per i disoccupati, sono circa 300 milioni di euro. Vuol dire che ne facciamo poca, e pure male. La competenza è delle Regioni che decidono quali corsi bandire e quali organizzazioni accreditare.

 

La programmazione dei corsi di formazione non è legata ai reali bisogni delle imprese, ma nella maggior parte dei casi si tratta di generiche lezioni di informatica o di inglese, dalle quali si esce con un inutile attestato di frequenza. Per cambiare verso bisogna formare ciò che ogni specifico territorio chiede: addetti delle rsa, alla produzione di beni e servizi o autisti. Personale specializzato, insomma. Con esame e certificazione delle competenze a fine del corso.

 

Smettere di fabbricare disoccupati

istituto tecnico 1

La programmazione dell' offerta formativa è fatta dal Miur con le Regioni. Ma non viene costruita in considerazione della domanda di lavoro. E così molti ragazzi si diplomano in settori che «non tirano» o con conoscenze già superate. Sono i disoccupati di domani. Questo accade perché contano solo le specializzazioni che scuole e università sono in grado di offrire. L' altra faccia della medaglia sono gli Istituti tecnici superiori (Its) che sfornano ogni anno meno di 4 mila diplomati, mentre le imprese ne assorbirebbero almeno 20 mila. Nei prossimi anni usciranno dalla scuola 85.300 giovani con qualifiche professionali l' anno contro i 155.700 richiesti. Chi si occupa di «demografia professionale» dieci anni fa sapeva che oggi non avremmo avuto medici e infermieri a sufficienza, ma non è stato ascoltato.

 

Per investire nelle politiche attive oggi i soldi ci sono: il governo nella legge di Bilancio ha stanziato 500 milioni. Almeno tre miliardi in tre anni dovrebbero arrivare dal Recovery fund. Non si è ancora capito, però, come questi soldi saranno spesi. Per allinearsi al resto d' Europa bisognerà mettere in piedi una riforma dove lo Stato programma e il territorio eroga i sussidi sulla base di piani nazionali e regionali coordinati. Serviranno almeno due o tre anni. Vuol dire che il governo deve avere una visione di Paese che non si fermi alla scadenza delle prossime elezioni.

istituto tecnico 2

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…