draghi

A CHI VA DI TRAVERSO IL BAZOOKINO? - SEI EX BANCHIERI CENTRALI DELLA ZONA EURO ATTACCANO DRAGHI CON UN MEMORANDUM, CHE SUONA COME UN PIZZINO ALLA LAGARDE: “ASSISTIAMO CON PREOCCUPAZIONE ALLA CRISI IN CORSO ALLA BCE” - NELL’ULTIMA RIUNIONE, UN TERZO DEI CONSIGLIERI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA SI È OPPOSTO ALLE POLITICHE DI MARIONE. SENZA CONTARE LE INCAZZATURE DEI TEDESCHI

 

 

Da www.ilsole24ore.com

 

mario draghi come dracula per la bild 2

Aumentano le voci critiche nei confronti delle mosse, specialmente le ultime, della banca centrale europea. Dopo gli attacchi provenienti in particolare dal mondo tedesco, sei ex banchieri centrali della zona euro hanno contestato con un memorandum la politica monetaria ultraespansiva della Bce di Mario Draghi, sostenendo che non abbia avuto successo e che probabilmente ha mirato a finanziare i governi indebitati dell’eurozona.

 

MARIO DRAGHI JENS WEIDMANN

In un documento di due pagine, gli ex membri del board della Banca centrale europea Juergen Stark e Ottmar Issing, oltre agli ex governatori delle banche centrali di Austria (Klaus Liebscher), Paesi Bassi (Nout Wellink) e Germania (Helmut Schlesinger), e all’ex vice governatore della Banque de France, Hervé Hannoun, hanno anche sostenuto che gli stimoli “aggressivi” della Bce erano ingiustificati, hanno gonfiato i prezzi degli immobili e potrebbero persino preparare la prossima crisi finanziaria dell’area euro.

otmar issing 2

 

JURGEN STARK

Questo attacco è avvenuto in un momento di discordia all’interno della Bce, dove più di un terzo dei consiglieri si è opposto, nel corso dell’ultima riunione, alla politca monetaria accomodante della gestione Draghi.  Questo memorandum è stato rilasciato ai giornalisti meno di un mese prima che Draghi lasci il posto alla nuova presidente Christine Lagarde.  Gli analisti si aspettano che segua ampiamente la linea di Draghi, che ha sostenuto durante il suo mandato come direttore generale del Fondo monetario internazionale.

MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTEario Draghi e Christine Lagardee cf fc e df c a d

 

mario draghi come dracula per la bild

«Come ex banchieri centrali e come cittadini europei, assistiamo con crescente preoccupazione alla crisi in corso della Bce», hanno scritto i sei firmatari, la maggior parte dei quali ha tra i 70 e gli 80 anni. Il tedesco Stark si è dimesso dalla carica di capo economista della Banca centrale europea nel 2011 in conflitto con la politica della banca di acquistare titoli di Stato per combattere la crisi del debito della zona euro.

LAUTENSCHLAGER DRAGHI

 

La scorsa settimana, Sabine Lautenschlaeger è diventata la quarta tedesca a lasciare la banca centrale in anticipo in meno di un decennio.  Modellata sulla Bundesbank tedesca e preoccupata di contenere l’inflazione, la Bce è stata più lenta delle bance centrali britannica e statunitense nel ricorrere a massicci acquisti di obbligazioni in risposta alla crisi finanziaria del 2008.

mario draghi come dracula per la bild 1

 

Fu solo quando Mario Draghi entrò in carica nel 2011 che la Bce abbandonò la cosiddetta ortodossia tedesca spingendo gradualmente i tassi al di sotto dello zero e alla fine acquistando circa 2,6 trilioni di euro di obbligazioni della zona euro, per lo più emesse dai governi.

 

sabine lautenschlaeger

La Bce ha attribuito a queste misure estreme la possibilità di scongiurare la minaccia economica della deflazione o una caduta dei prezzi sostenuta. Ma queste politiche hanno alimentato il risentimento in Germania e in altri Paesi ricchi di liquidità, che temono che i risparmiatori vengano penalizzati e che un giorno potrebbero pagare il conto per governi indulgenti altrove.

otmar issing 3

 

jean claude trichet e mario draghi 1

«Il sospetto che dietro questa misura risieda l'intenzione di proteggere i governi fortemente indebitati da un aumento dei tassi di interesse sta diventando sempre più fondato», si legge nel memorandum.

mario draghi come dracula per la bild 3otmar issing 1mario draghiMARIO DRAGHImario draghi carlo azeglio ciampid alema premier ciampi ministro del tesoro mario draghi direttore generalemario draghi

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...