xi jinping crisi immobiliare pil cina bolla evergrande

LA CINA VA A PICCO, TRASCINATA GIU’ DAL MATTONE – L'INTERVENTO DELLA BANCA CENTRALE CINESE NON BASTA PER RILANCIARE LA FIDUCIA MINATA DALLA CRISI IMMOBILIARE – I MERCATI AFFONDANO AL LIVELLO PIÙ BASSO DEGLI ULTIMI 7 MESI PERCHÉ SI ASPETTAVANO UNA MOSSA PIÙ DECISA. È STATO TAGLIATO IL TASSO DI RIFERIMENTO PER I PRESTITI A UN ANNO DI 10 PUNTI BASE (E NON DI 15 PUNTI, COME PREVISTO), MENTRE È RIMASTO INVARIATO QUELLO A CINQUE ANNI, RIFERIMENTO PER I PRESTITI IPOTECARI – E IL “WALL STREET JOURNAL” SENTENZIA: “IL BOOM ECONOMICO CINESE È FINITO”

Estratto dell’articolo di Lorenzo Lamperti per “La Stampa”

 

CINA - CRISI DEL MODELLO ECONOMICO

Nessuna bacchetta magica, al massimo qualcosa più di un ramo a cui aggrapparsi mentre si è travolti dalla corrente. Il nuovo intervento della banca centrale cinese non basta per rilanciare la fiducia nel mezzo della crisi immobiliare.

 

Ieri mattina è stato tagliato il tasso di riferimento per i prestiti a un anno di 10 punti base, portandolo dal 3,55% al 3,45%. È il secondo taglio in tre mesi, ma alla vigilia ci si aspettava una decurtazione di 15 punti base. È stato inoltre lasciato invariato al 4,2% il tasso a cinque anni, quello chiave per i prestiti ipotecari. Anche in questo caso, ci si aspettava un intervento che non è arrivato, nonostante i rischi di insolvenza derivanti dall'ormai atavica crisi di liquidità del settore immobiliare.

 

il pil della cina

Le borse cinesi non hanno reagito bene. Shanghai ha perso l'1,24% e Shenzhen l'1,32%: entrambe hanno toccato il livello più basso degli ultimi sette mesi, quelli in cui sono state rimosse tutte le restrizioni anti Covid e si contava su una ripresa economica che non ha mai ingranato. […]

 

La mossa della Banca centrale rischia dunque non solo di non essere adeguatamente efficace, ma addirittura di diventare controproducente segnalando scarsa disponibilità a passi ulteriori. È quanto dice Maggie Wei, analista di Goldman Sachs, a Bloomberg: «La fiducia è la chiave della ripresa ma questa riduzione mostra riluttanza a ulteriori misure di stimolo».

 

evergrande

[…] Ma il problema potrebbe essere più ampio. «Anche se il governo concedesse assegni di stimolo alle famiglie cinesi nell'attuale mix di politiche, non sarei necessariamente fiduciosa che le famiglie cinesi siano incentivate a spendere o pensino che questo sia un buon momento per comprare una casa», ha detto a Bloomberg Zongyuan Zoe Liu del Council of Foreign Relations.

 

«Le ragioni sono due. Il primo è lo choc negativo della fiducia e il secondo è un contesto politico deflazionistico». Anche perché nel frattempo i mancati pagamenti di alcuni prodotti fiduciari legati al sistema bancario ombra stanno ulteriormente spaventando gli investitori, non abituati a vedere in difficoltà realtà tentacolari come Zhongzhi.

 

crac evergrande in cina 2

Un altro indicatore della scarsa fiducia per il futuro è il netto aumento dei posti vacanti negli edifici per uffici più esclusivi. Le aziende cercano di ridurre le spese di affitto e molte si stanno spostando in sedi più umili. Una mossa ragionevole ma che rischia di peggiorare ulteriormente la situazione immobiliare. Secondo Nikkei, nei primi sette mesi dell'anno la quantità di immobili ad uso ufficio venduti è scesa del 18,3% e i proventi di tali transazioni sono diminuiti del 20,2%. Alla fine di luglio rimanevano invenduti oltre 47,6 milioni di metri quadrati di uffici, con un aumento del 21,9% rispetto al 2022.

 

crac evergrande in cina 3

La sensazione di molti analisti, resa esplicita dal Wall Street Journal, è che i decenni di boom economico vissuti dalla Cina siano giunti al termine e che Pechino abbia imboccato una strada di crescita molto più lenta, potenzialmente aggravata da una curva demografica che ha intrapreso un calo forse irreversibile e dalla parziale frattura creata con un Occidente impegnato nella cosiddetta "riduzione del rischio". Secondo Pechino, un "disaccoppiamento mascherato".

 

[…] Xi Jinping sta provando a ristrutturare il modello di sviluppo nel medio lungo periodo, riducendo l'esposizione debitoria di privati ed enti locali, anche a patto di perdere qualche decimale di crescita. Ma non tutti condividono questo approccio e c'è chi vorrebbe maggiori misure di sostegno. Il dilemma sarà capire quando intervenire per non correre rischi sistemici troppo ampi e potenzialmente irreparabili.

 

CALO DEL PIL - CINA

Ieri le principali banche statali cinesi sono state molto impegnate a vendere dollari statunitensi per acquistare yuan in mercati esteri. Una mossa che potrebbe essere utile a stabilizzare una moneta cinese che sta affrontando una crescente pressione di deprezzamento.

crac evergrande in cina 4IL CRAC EVERGRANDE - VIGNETTA BY GIANNELLI

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…