huawei cina usa

I CINESI HANNO CAPITO CHE BIDEN NON AMMORBIDIRÀ LA TENSIONE COMMERCIALE E SI FANNO IL LORO ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO: FIRMATO UN PATTO CON 15 PAESI DELL’AREA ASIA-PACIFICO, INCLUSI GIAPPONE, COREA DEL SUD, AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA – LE MIRE DI XI JINPING SUL PACIFICO E LA STIMA: L’ACCORDO POTREBBE AUMENTARE DI 186 MILIARDI LA RICCHEZZA GLOBALE E FAR AUMENTARE IL PIL DEI PAESI FIRMATARI DELLO 0,2%

xi jinping

Cecilia Attanasio Ghezzi per “la Stampa”

 

Si chiama Regional Comprehensive Economic Partnership, o Rcep, e passerà alla storia come l' accordo commerciale più grande al mondo. 15 Paesi dell' area Asia Pacifico, inclusi Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, si sono accordati sul libero scambio in un' area che rappresenta circa un terzo della popolazione e del Pil globale e non include né gli Stati Uniti né alcuno dei Paesi europei.

 

È anche la prima volta che le potenze storicamente rivali dell' Asia orientale concludono un accordo di libero scambio che, secondo le stime della Johns Hopkins University, potrebbe aumentare di 186 miliardi la ricchezza globale e contribuire con 0,2 punti percentuale al Pil di ognuno dei Paesi firmatari.

 

L' accordo è particolarmente significativo perché i beni prodotti dai Paesi membri avranno bisogno di un' unica certificazione per essere venduti in tutta l' area ma non interviene in settori importanti come l' agricoltura proprio a causa della grande diversità dei Paesi coinvolti: non si è riuscito a definire criteri standard che potessero andare bene a tutti.

XI JINPING BIDEN

 

Ci sono voluti otto anni, ma nell' ultimo giorno del 37° vertice dell' Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean), ospitato virtualmente dal Vietnam, il premier Nguyen Xuan Phuc ha potuto affermare soddisfatto che «il completamento dei negoziati è un segnale forte per il ruolo dell' Asean nel sistema di commercio multilaterale, per lo sviluppo della filiera di produzione e distribuzione interrotta dalla pandemia e il supporto alla ripresa economica». «Dopo otto anni di negoziati, lacrime, sangue e sudore, finalmente siamo arrivati a un accordo che, in un momento così difficile, mostra la volontà di aprire i mercati invece di affidarsi a misure protezionistiche», gli ha fatto eco il ministro del commercio malese Mohamed Azmin Ali.

usa ue guerra commerciale

 

Tra i punti del trattato commerciale, che coinvolgerà 2,2 miliardi di consumatori per un Pil totale di oltre 26mila miliardi di dollari, c' è l' eliminazione dei dazi doganali per il 92 per cento dei beni commerciati tra i Paesi, regole comuni sulle catene di produzione e distribuzione, sull' e-commerce e sul rispetto della privacy dei consumatori.

 

Non ci sono ancora dettagli su quali prodotti e quali Paesi vedrebbero una riduzione immediata dei dazi ma Pechino ha già definito l' accordo «una svolta storica». Grande assente tra i firmatari è però la terza economia dell' area, ovvero l' India. Il suo primo ministro Narendra Modi si è detto timoroso di un aumento del deficit commerciale con la Cina e preoccupato per l' influenza che avrebbe potuto avere sul benessere della sua popolazione, specie sulle fasce più vulnerabili. Il subcontinente potrà comunque rientrare in qualsiasi momento.

guerra commerciale stati uniti cina 2

 

XI JINPING DONALD TRUMP

Come tutto questo potrà influenzare le dinamiche geopolitiche regionali è ancora da vedere. Sicuramente per la Cina, che rappresenta il più grande mercato regionale con 1,3 miliardi di consumatori, è un ottimo affare. Le permette sia di presentarsi come promotrice della globalizzazione e della cooperazione multilaterale sia di far pesare la sua influenza economica su tutta l' area dettando le regole commerciali alla regione. Inoltre, in un' ottica di decoupling, questo accordo potrebbe aiutare Pechino a ridurre la sua dipendenza dai mercati e dalla tecnologia europea e statunitense. E infatti è proprio questo il nodo sottolineato dalla maggior parte degli analisti.

 

guerra commerciale stati uniti cina 3

XI JINPING JOE BIDEN

Da quando nel 2017 il presidente Donald Trump si è sfilato dal Trans-Pacific Partnership voluto dall' amministrazione Obama, il peso degli Stati Uniti nell' area è diminuito a favore della Repubblica popolare cinese che, per giunta, è sempre più assertiva sulle isole contese del Mar cinese meridionale e orientale. E anche se il presidente eletto Joe Biden volesse in qualche modo ricucire lo strappo con la Cina, tutto fa pensare che sarà un ammorbidimento nella forma e nei modi più che nei contenuti di nuovi accordi commerciali.

guerra commerciale stati uniti cina 4

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO