cirino pomicino mustier sileoni

CIRINO ACCESO! – ‘’IL SIMPATICO FRANCESE JEAN PIERRE MUSTIER, CHE DA ALCUNI ANNI GUIDA UNICREDIT, IERI SI È DEDICATO AD “IMBROGLIARE” FINANCHE LA BONTÀ. E CHE FA? PROMETTE DI DEVOLVERE IL SUO BONUS ALLA PROTEZIONE CIVILE. BRAVO! PECCATO CHE NON SIA IL BONUS CHE È IN PAGAMENTO OGGI E CHE RIGUARDA IL 2019 MA QUELLO DEL 2020, CHE SARA’ PAGATO NELL’APRILE DEL 2021 (CAMPA CAVALLO!) - A CONFRONTARE QUESTO COMPORTAMENTO CON LA GENEROSITÀ DI MEDICI E DI INFERMIERI VERREBBE VOGLIA DI DIRE A MUSTIER A SQUARCIAGOLA DI ANDARE...AL SUO PAESE’’

Mail di Paolo Cirino Pomicino a Dagospia

 

cirino pomicino

Anche le banche hanno un cuore! Prima di deliberare la sospensione sino ad ottobre prossimo delle cedole agli azionisti così come sollecitato da Andrea Enria della vigilanza bancaria della BCE, Banca Intesa e UniCredit hanno deciso di anticiparmi e di donare alla protezione civile i bonus ricevuti dalla prima linea del top management.

 

mustier

Intesa per sei milioni e UniCredit forse per 8 milioni come hanno detto i giornali. Mentre si allargava il nostro cuore ci siamo però domandati perché “forse”? Si abbiamo letto bene. Forse, è proprio forse! Il simpatico francese Jean Pierre Mustier che da alcuni anni guida UniCredit e che ha venduto (o svenduto?) prevalentemente ai suoi connazionali alcuni gioielli della banca quali Pioneer (risparmio gestito), Fineco e tante altre cosine simpatiche, compresa la collezione d’arte del suo istituto, e dopo aver azzerata la presenza delle fondazioni italiane con il maxi aumento di capitale di ben 13 miliardi di euro, ieri si è dedicato ad “imbrogliare” finanche la bontà.

mustier

 

E che fa? Non devolve ma promette di devolvere il suo bonus e di altri 7 dirigenti alla Protezione Civile perché non usa i suoi bonus in via di pagamento oggi e che riguardano il 2019 ma quelli del 2020 che saranno pagati nell’aprile del 2021(campa cavallo!!).

 

Sempre quando ci saranno per davvero i bonus a quell’epoca, vista la grave crisi economica che ci sta colpendo e che farà chiudere in negativo l’anno 2020 con effetti anche sulle banche. Insomma una promessa di donazione a chi soffre e muore con una cambiale che non si sa ancora se potrà essere onorata.

 

A confrontare questo comportamento con la generosità di medici e di infermieri verrebbe voglia di dire a Mustier a squarciagola di andare...al suo paese. Una volta si diceva che a pagare e a morire c’è sempre tempo. Secondo l’ultima versione di  Mustier, invece, si muore oggi e a pagare c’è sempre tempo.

sileoni mustier

 

UNICREDIT: SILEONI A MUSTIER, CHIAREZZA SU RINUNCIA PREMI MANAGEMENT

 (MF-DJ)--"Non cerco polemiche in un momento cosi' difficile per

tutti, ma soltanto chiarezza e trasparenza. Vorrei che Jean Pierre Mustier

chiarisca bene la storia della rinuncia ai premi in denaro 2020 da parte

del top management della banca".

 

Lo dichiara in una nota il segretario generale della Fabi, Lando Maria

Sileoni, rivolgendosi all'a.d. di Unicredit, Jean Pierre Mustier. "Ieri,

mustier parzani

insieme a tutto il vertice di Unicredit, Mustier ha annunciato di voler

devolvere i premi in denaro di quest'anno a iniziative sociali. Bene,

molto bene. Ma chiedo: si tratta di un sacrificio fittizio o reale?

 

I premi, che Mustier promette di devolvere a Unicredit Foundation, al

momento non esistono. Ci corregga se sbagliamo. Infatti, quei premi

dovrebbero esser pagati l'anno prossimo e si calcoleranno sui risultati

raggiunti quest'anno, che, tuttavia - purtroppo, aggiungo - con ogni

probabilita' saranno sotto le attese per tutto il settore. Quindi, se il

gruppo verosimilmente non centrera' gli obiettivi, non ci saranno premi da

distribuire e non sara' possibile rinunciare proprio a nulla, con la

elkette a bloomberg con jean pierre mustier

evidente conseguenza che la somma destinata a iniziative sociali potrebbe

essere pari a zero euro", spiega Sileoni.

 

"Ci vuol chiarire questo aspetto, per favore? La beneficenza e' un

grande gesto di generosita' che va sempre valorizzato e apprezzato: ci

puo' dire per cortesia se il gruppo bancario da lei guidato intende donare

"denaro fresco" per la Protezione civile come, ad esempio, stiamo facendo

noi della Fabi?

 

Non vogliamo essere polemici, ci sembra di aver capito

che, lei, Mustier si sia limitato a firmare una cambiale o un cosiddetto

"paghero'", una promessa futura piuttosto che un concreto e immediato

sileoni mustier

impegno. La prego, sia piu' chiaro, nell'interesse di tutti: del gruppo

che lei rappresenta, delle lavoratrici e dei lavoratori bancari che stanno

in trincea e in prima linea, e anche di tutti - ripeto tutti - gli altri

istituti di credito italiani che, sul tema della beneficenza, sono stati

estremamente concreti, trasparenti e chiari. Intanto, come lei sicuramente

sapra', le trattative sul piano industriale di Unicredit stanno andando

avanti con il massimo senso di responsabilita' di tutto il fronte

sindacale", conclude Sileoni.

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…