COME MAI IL TITOLO MPS È VOLATO VENERDÌ SCORSO A PIAZZA AFFARI, +12,88%? CERTO, L’UE HA DATO VIA LIBERA ALLA BAD BANK. DALL’ALTRO: C’È LA BATTAGLIA TRA INTESA-MEDIOBANCA-UNIPOL E UBI-UNICREDIT. E QUI SI ARRIVA AL PUNTO: SE FALLISSE L’OPS DI INTESA, UBI POTREBBE FAR SUA MPS, TOGLIENDO UNA PATATA BOLLENTE AL MEF, PRIMO AZIONISTA CON IL 68% DEL CAPITALE - LA DURA LETTERA DI GIORGIO JANNONE: UBI HA DATO FALSE DICHIARAZIONI AL MERCATO?

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MPS MPS

Dagoreport

Come mai il titolo Mps è volato venerdì scorso a Piazza Affari, +12,88%, malgrado un prezzo abbastanza alto? Certo, la speculazione sul titolo è partita da Londra, starring Algebris di Davide Serra, un minuto dopo che l’Unione Europea, attraverso la commissaria alla Concorrenza Marghrete Vestager, ha dato via libera alla bad bank di Mps, così che lo scorporo dei crediti deteriorati dell'istituto di Siena (circa 10 miliardi di euro) lo renda più appetibile sul mercato. E oggi, senza zavorra, la banca senese costa poco.

davide serra all'evento di matteo renzi al teatro strehler di milano davide serra all'evento di matteo renzi al teatro strehler di milano

 

Da un lato; dall’altro c’è la resa dei conti del potere finanziario milanese che vede Intesa-Mediobanca-Unipol guerreggiare con Ubi-Unicredit per l’operazione OPS di Messina sulla banca bresciana-bergamasca guidata da Victor Massiah. Una feroce battaglia che vede in campo Consob, Antitrust e tribunale di Milano.

 

E qui si arriva al punto: se fallisse l’OPs di Intesa, Ubi potrebbe far sua Mps, togliendo una patata bollente al Ministero dell’Economia, primo azionista con il 68% del capitale. Massiah in duplex con Mustier con una mossa cdel genere farebbe felice Conte-Gualtieri-Di Maio. Del resto, prima dell’OPs, erano in corso colloqui con i vertici di Siena

 

MPS, VIA LIBERA UE ALLA BAD BANK MA LA VENDITA È ANCORA LONTANA

Gianluca Paolucci per “la Stampa”

Bazoli e Victor Massiah Bazoli e Victor Massiah

 

«Da quello che possiamo vedere non è un' operazione di aiuti, è stata decisa prima della crisi Covid». Marghrete Vestager parla della bad bank di Mps, lo scorporo dei crediti deteriorati dell' istituto per renderlo più leggero e appetibile sul mercato. E basta questo per far tornare massicciamente gli acquisti sul titolo della banca senese, che chiude a +12,88% a Piazza Affari.

 

alberto nagel carlo messina alberto nagel carlo messina

Ma al di là dell' aspetto strettamente legato al mercato borsistico, le parole della commissaria Ue alla concorrenza segnalano come il «cantiere» della banca toscana sia ripartito a pieno regime dopo il cambio al vertice e l' insediamento del nuovo consiglio. E tra i primi atti di Bastianini c'è il mandato a un cacciatore di teste per cercare il nuovo direttore finanziario, dopo l' addio del vice dg vicario Andrea Rovellini.

guido Bastianini guido Bastianini

 

Nuovo manager che dovrà avere un profilo ben definito, con una spiccata competenza in materia di operazioni societarie e di cessioni e aggregazioni.

 

L' addio di Rovellini, passato a Banco Bpm come capo dei rischi, lascia peraltro il Monte senza un manager di grande esperienza, profondo conoscitore delle complesse vicende della banca e della sua struttura. Proprio in un momento delicato come il cambio del cda e dell' amministratore delegato.

 

In seguito al via libera informale da parte della DgComp di Bruxelles, il Monte comunque avanza sull' operazione di scorporo dei crediti deteriorati e ha «in corso interlocuzioni», come spiega lo stesso istituto, tanto con la Banca centrale europea quanto con la Consob.

 

Gualtieri Gualtieri

Sul tavolo c' è la scissione parziale di un «compendio» formato, tra l' altro, da una consistente porzione di crediti deteriorati. Circa 10 miliardi di euro, secondo le indiscrezioni, che verrebbero presi in gestione da Amco, l' ex Sga, controllata dal Tesoro. Cifra non confermata con l' istituto che peraltro sottolinea come siano in «corso approfondimenti» non ancora completati.

 

Il mercato scommette sulla separazione tra good e bad bank perché renderebbe Mps «più appetibile in ottica M&A, favorendo una exit strategy da parte del Mef» primo azionista con il 68% del capitale, scrive Equita in un report, «anche se non è da escludere la possibilità che il governo possa puntare al pieno controllo per completare l' uscita in tempi più lunghi».

mustier mustier

 

Più tempo servirebbe anche per risolvere il nodo principale di Mps, quello che finora ha tenuto lontani tutti i potenziali compratori. Ovvero il carico dei rischi legali che pesano nel bilancio dell' istituto, legati alle cause intenta dagli investitori per le comunicazioni effettuate sui vari aumenti di capitale realizzati nel decennio passato e fino all' ingresso del Tesoro.

 

Proprio i rischi legali hanno finora tenuto lontana Ubi Banca, l' istituto che più di altri potrebbe avere nella crescita dimensionale la via d' uscita agli appetiti esterni.

 

UBI BANCA UBI BANCA

Intanto però per Ubi c' è organizzare la resistenza all' offerta di Intesa Sanpaolo, partita che al momento si gioca in tribunale, con il pronunciamento sulla clausola Mac (Material adverse change, la clausola che consente di ritirare l' offerta per eventi negativi come la pandemia di Covid) richiesto da Ubi.

 

E all' Antitrust, dove ieri è stata sentita Unicredit. Che avrebbe ribadito come l' acquisizione di Ubi Banca da parte di Intesa sarebbe dannosa per la concorrenza bancaria e, di conseguenza, anche per le imprese e le famiglie che accedono ai servizi del credito.

 

UBI-INTESA, LA DURA LETTERA DI GIORGIO JANNONE

michelangelo bonessa - https://www.osservatoremeneghino.info/31/05/2020/ubi-intesa-la-dura-lettera-di-giorgio-jannone/

 

GIORGIO JANNONE GIORGIO JANNONE

Ubi-Intesa, la dura lettera di Giorgio Jannone. Lui è presidente dell’Associazione azionisti Ubi, nonché ex deputato di lungo corso di Forza Italia e ex ad delle cartiere Pigna. Il 29 maggio ha spedito una missiva (di cui l’Osservatore è in possesso) ai vertici e al comitato di controllo della banca con contenuti molto pesanti.

 

Premessa: il tema di cui si discute è l’offerta che banca Intesa ha avanzato per comprare UBI banca. Tecnicamente si chiama Offerta Pubblica di Scambio (OPS) e in questo caso funziona così: Intesa ha offerto 17 azioni di Intesa per ogni 10 azioni di UBI. A livello economico non si spostano soldi, ma azioni dunque.

 

Torniamo alla lettera di Jannone: secondo i fatti messi in fila da Jannone, il consiglio d’Amministrazione, e in particolare l’ad Viktor Messiah, potrebbero aver commesso reati come false dichiarazioni al mercato.

 

UBI BANCA BRESCIA UBI BANCA BRESCIA

Come? E’ tecnico ma proveremo a spiegarlo: in primo luogo il piano industriale di UBI banca è l’unico che non sembra prevedere scossoni a causa del Covid19. Un fatto singolare perché tutti gli altri istituti d’Italia e non solo hanno previsto di subire perdite, rallentamenti, insomma hanno almeno ipotizzato i danni all’economia causati dalla più grave pandemia del secolo. Ubi no. E fin qui potrebbe essere una scelta o una dichiarazione di incredibile solidità.

 

Ma, come ricorda Jannone, poco tempo dopo i vertici della banca per difendersi dall’OPS di Intesa hanno invocato la “Condizione Mac” a causa del Covid19. La “Condizione Mac” in sintesi è un jolly che una banca può giocarsi per fermare un tentativo di attacco (così viene interpretata l’offerta di Intesa) se dichiara di essere molto in difficoltà.

 

Ma a questo punto, dicono gli azionisti, delle due l’una: o UBI è così sana che non prevede nemmeno scossoni dal Covid, oppure è in difficoltà per il Covid. Sono ipotesi opposte, dunque non possono coesistere. E qui veniamo agli ipotetici reati: se è vera la seconda, sono state fornite informazioni false al mercato sul bilancio UBI. E qui Messiah rischierebbe grosso da Consob e non solo.

MASSIAH LETIZIA MORATTI MASSIAH LETIZIA MORATTI

 

Tra l’altro sembra essere proprio Viktor Messiah l’obbiettivo degli attacchi degli azionisti. Il presidente Letizia Moratti invece sembra essere l’unica a salvarsi nella lettura dei fatti proposta da Jannone, mentre il resto del management no. Ora bisogna vedere come reagiranno gli organismi come Consob alla lettera di Jannone. Ma su UBI-Intesa, la dura lettera di Giorgio Jannone difficilmente passerà inosservata.

 

 

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BRAGANTINI REPLICA, DAGO RISPONDE – ‘’OBIETTO AL FATTO DI ESSER DIPINTO COME UOMO LEGATO AD UBI. HO DOVUTO PERFINO FAR CAUSA AD UBI. SEMMAI HO DEI LEGAMI PROFESSIONALI CON INTESA" – DAGO: ''A GIUDICARE DAL SUO ARTICOLO NON SI DIREBBE CHE LEI SI SIA LASCIATO IN MALO MODO CON UBI, ANZI SEMBRA CHE NE SUBISCA ANCORA IL RICHIAMO. EVIDENTEMENTE, NON HA MESSO UN SOLO MOTIVO FAVOREVOLE ALL’OPS DI INTESA SU UBI PROPRIO PERCHÉ HA DEI LEGAMI PROFESSIONALI ATTUALI, TRAMITE UNA SOCIETÀ DA LEI PRESIEDUTA, CON INTESA. ALTRIMENTI, QUALCHE MOTIVO FAVOREVOLE NON AVREBBE CERTO FATICATO A TROVARLO"

SALVATORE INTERESSATO - L’EX COMMISSARIO CONSOB BRAGANTINI, CHE OGGI SUL ‘’CORRIERE’’ SI SCHIERA CONTRO L’OPS DI INTESA SU UBI, PER CASO È LO STESSO SALVATORE BRAGANTINI CHE ERA AD DI CENTROBANCA, PRIMA CONTROLLATA E POI FUSA IN UBI NEL 2013? VUOI VEDERE CHE È LO STESSO BRAGANTINI CHE RICOPRIVA LA VICEPRESIDENZA DI IW BANK, ISTITUTO SOGGETTO ALL’ATTIVITÀ DI DIREZIONE DI UBI? CHISSÀ SE E’ SEMPRE LUI CHE, SOCIO DI ‘’PERMICRO’’, VENIVA SPONSORIZZATO DA UBI? - INFINE: TRA IL 2016 E IL 2017 È LUI IL VICEPRESIDENTE VICARIO DELLA FALLITA POPOLARE DI VICENZA DI ZONIN O MAGARI UN SUO OMONIMO?