ambra sgarbi plastica

CONTRO I GRETINI, VIVA LA PLASTICA! - VIDEO: IL CONSORZIO DEI ''PLASTICARI'' SCHIERA SGARBI CHE SCHIAFFEGGIA COSTANTINO DELLA GHERARDESCA, AMBRA E LA RAZNOVICH - IL CHIMICO BRESSANINI SI CUCINA QUELLI CHE INORRIDISCONO DAVANTI A UN SINGOLO BROCCOLO AVVOLTO NELLA PELLICOLA: ''SENZA, FINIREBBE BUTTATO DOPO 5 GIORNI. COSÌ NE DURA 20, EVITANDO SPRECHI ALIMENTARI E INQUINAMENTO''. LA PLASTICA È UNA FIGATA, BASTA SMALTIRLA CORRETTAMENTE

 

 

 

2. BENEDETTA PLASTICA

Dario Bressanini per il suo blog (cambiateje la url, ve prego! Manco su Netscape)

 

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/

 

 

Ma chi l’ha detto che #zeroplastic e #plasticfree abbiano sempre senso?

 

drake broccoli plastica

Solo perché noi pensiamo che in un determinano prodotto quel pezzo di plastica sia inutile non vuol mica dire che lo sia veramente. Magari si, magari no. Potrebbe anche voler dire che non ne sappiamo abbastanza e quindi dovremmo quantomeno avere l’umiltà di fermarci un secondo, almeno uno, e pensare “io non capisco perché c’è questo pezzo di plastica ma magari, magari, qualcun altro ci ha pensato più a lungo di quello che ho fatto io e ha deciso che era meglio mettercelo”. D’accordo, è più di un secondo ma avete capito.

 

 

Siamo nel pieno del movimento #plasticfree e non ne capisco il motivo. O meglio, lo so: la plastica è associata all’inquinamento: tartarughe e delfini soffocati dai sacchetti, isole enormi di bottiglie che galleggiano nell’oceano e così via. Ma il problema non è forse chi l’abbandona invece di riciclarla? Dice “ma non è biodegradabile!”. A parte che questo non sarebbe comunque un problema se non venisse abbandonata (per dire, neppure il vetro è biodegradabile, o gli ossidi metallici che vi spalmate addosso nelle creme solari). E che biodegradabile non è comunque sinonimo di “non inquinante”: ci sono pure bioplastiche biodegradabili.

 

costantino della gherardesca vittorio sgarbi

Dice “ma deriva dal petrolio, una fonte non rinnovabile!”. Anche qui: a parte che ci sono plastiche che non derivano dal petrolio (derivano da biomasse e sono chiamate anche loro bioplastiche creando un po’ di confusione), ma anche i metalli che usiamo, dall'alluminio al ferro, sono da fonti non rinnovabili, e quindi? Si sono creati nel nucleo delle stelle qualche miliardo di anni fa e nonostante gli alchimisti ci abbiano provato a lungo a trasformare il piombo in oro, ora sappiamo che non si può creare l’alluminio a partire dal silicio della sabbia dei deserti. “Ah ma le lattine di alluminio le riciclo!”. Bravo, e ci mancherebbe! Ma non puoi farlo anche con la plastica? E se è del tipo non riciclabile comunque fai correttamente la raccolta differenziata?

 

“Si vabbè, ma non vedi quei broccoli avvolti uno ad uno nella plastica? Non sono uno spreco? A che serve? I broccoli si sono sempre venduti nella cassetta. Dai, è ovvio che sia uno spreco di risorse.”

 

Mi conoscete: non ho mai sopportato i discorsi ipersemplificati. No, mi correggo: li odio proprio. La realtà è complessa e di persone o associazioni che si comportano come i fisici nella famosa (tra i nerd) barzelletta del cavallo sferico non ne abbiamo bisogno nella vita reale. La complessità la si spiega, la si racconta, la si dipana, non la si nasconde sotto il tappeto perché “tanto non capirebbero”.

costantino della gherardesca vittorio sgarbi

 

So benissimo – perché di comunicazione qualcosa ne capisco – che i messaggi delle campagne sono volutamente supersemplici e dogmatici. Sì a questo No a quello. #Stop a questo, #Free a quello. Nessuno aderisce e dà il 5 per mille a

 

#NoPlasticaInutileMaSoloSeDavveroInutileMaSeLaRicicloVaBeneEPoiSeèBioplasticaOkEComunqueSiDeveVedereCasoPerCaso.

 

Se si vuole l’adesione in massa, se si vogliono le decine di migliaia di foto su Instagram o di messaggi su Twitter con il tag della campagna, non si può chiedere di dover pensare di volta in volta cosa è bene e cosa è male. Cosa è giusto e cosa è sbagliato. “Troppo sbatti”, come dicono i giovani, “dammi un hashtag facile che non ho tempo di pensare, che devo andare al concerto sulla spiaggia”.

 

Se non mi piacciono le semplificazioni drastiche, adoro invece le provocazioni come strumento di creazione di una sorta di dissonanza cognitiva. Come lo è l’immagine che vedete sopra che ho creato alterando il meme originale dove il “cattivo” è il broccolo con l’odiata e “inutile” plastica. Ma è davvero inutile? È uno spreco di risorse? E *quali* risorse esattamente?

 

A che serve la pellicola che ricopre i broccoli? “Beh, facile dai, è solo una questione di igiene!”. Sicuramente l’igiene migliora con la pellicola, ma perché non lo fanno anche con le patate o le melanzane? E già che parliamo di plastica, tu che sei #noplastic li usi i guanti di plastica usa e getta? No perché ti ho visto scaccolarti prima di tastare, senza guanti, quelle pesche che poi hai lasciato nella cesta!

camila raznovich ambra angiolini

 

Dicevo che no, non è per una questione di igiene. I broccoli sono tra i vegetali che hanno una velocità di respirazione elevatissima. Ricordate che sono dei fiori immaturi, e una volta tagliati dalla pianta non hanno più l’apporto di acqua e sostanze nutritive, e cominciano a consumare quello che hanno dentro. Certo, dalla raccolta sino a quando sono stati messi sugli scaffali sono stati raffreddati per evitare che appassissero, ma ora sono lì nella cesta, a temperatura ambiente. Si sgonfiano, perdono di turgore, rammolliscono, si ingialliscono nel giro di pochi giorni e poi vengono buttati perché nessuno li vuole più comprare.

 

camila raznovich ambra angiolini

Tu li compreresti? “Beh, no, però insomma è uno spreco”. Certo, ma tu perché non li compri? “Beh, in realtà nel fine settimana pensavo proprio di fare una pasta con broccoli, aglio olio e peperoncino, ma a questo punto li compro tra tre giorni, e belli verdi. Questi stanno ingiallendo! Ma dico io, l’agricoltore non poteva aspettare a raccoglierli? Cioè, scusa, io stasera ho il concerto in spiaggia, non cucino, e se li compro ora poi tra tre giorni nel frigorifero sono da buttare.”

camila raznovich ambra angiolini

 

broccoli-film1A qualcuno magari sembrerà strano ma c’è chi per mestiere studia il modo di conservare al meglio il cibo, compresi i broccoli. E se si va su Google Scholar e si scrive “allintitle: broccoli shelf life”, si trovano più di 80 articoli che hanno nel titolo quelle parole chiave. E alcuni di questi spiegano perché usare una pellicola di plastica su ogni singolo broccolo sia una buona idea. Dai test che hanno fatto, un broccolo dopo 5 giorni dalla raccolta tenuto a temperatura ambiente ha una riduzione della qualità talmente elevata che un panel di assaggiatori addestrato lo considera sotto il livello si accettabilità. Invece conservandolo in un film fatto apposta si è conservato fino a 20 giorni con quasi nessuna degradazione della qualità, e sugli scaffali rimane verde, turgido e buono da cucinare ancora per molti giorni.

mangiare plastica 3

 

Quella che per alcuni sembra solo “plasticaccia” è un materiale altamente tecnologico. Fatto apposta per regolare la quantità di ossigeno e di anidride carbonica all'interno. Perché se il problema dei broccoli – così come di vari altri vegetali – è quello di avere un metabolismo veloce, allora lo si può rallentare riducendo la concentrazione di ossigeno all'interno della confezione e aumentando quella di anidride carbonica.

 

broccoli-film2Vedi? Qualcuno pensa ai problemi, li definisce bene, cerca delle soluzioni, e magari le trova anche. E la ricerca è molto attiva nel produrre sempre nuovi materiali: alcune di queste plastiche hanno delle microperforazioni per permettere il passaggio regolato di gas, altre contengono delle sostanze che assorbono, per esempio, l’etilene, che è un gas rilasciato dagli stessi vegetali per accelerare la maturazione e il decadimento. Riducendo l’etilene i vegetali durano di più.

bere dalla bottiglia 1

 

“Si vabbè, ma alla fine è solo un broccolo, possiamo buttarlo nell'umido e non è un grosso spreco, no?”.

 

Col cavolo, ciccio! Quando butti quel broccolo perché insisti stupidamente nel non volere la plastica protettiva stai anche buttando tutta l’acqua di irrigazione che è servita per crescerlo. Stai buttando i fertilizzanti usati per concimarlo. L’energia necessaria per sintetizzare gli agrofarmaci per far sì che arrivi sano al supermercato. Stai buttando il carburante usato dalle macchine per lavorare il terreno, seminarlo, raccoglierlo, lavarlo, confezionarlo e trasportarlo fino al punto vendita. Stai buttando anche la plastica, eggià, servita per non far crescere le erbacce a fianco. Devo continuare? Quindi no, col cavolo che butti via “solo un broccolo”. (Anche se sempre di Brassica oleracea si tratta)

plastica mare

 

Quella poca plastica protettiva serve a evitare uno spreco potenzialmente maggiore, che non è solo uno spreco alimentare.

 

Morale della favola: sì, qualcuno ci aveva pensato, solo che tu non lo sapevi, e non ti sei fatto venire il minimo dubbio. Eri già pronto con il cellulare a fare la foto instagrammabile del broccolo con un bel #plasticfree e poi via di corsa al concerto sulla spiaggia. Demonizzare la plastica solo perché è plastica è stupido. Quindi ragiona la prossima volta prima di aderire senza pensarci a una campagna di questo tipo. Questi slogan sono subdoli perché ci fanno sentire buoni, e tutti vogliamo giustamente lasciare ai nostri figli un ambiente migliore di quello che abbiamo ricevuto. Ma la voglia di sentirci “dalla parte giusta” può farci abbassare le difese del pensiero critico e farci aderire acriticamente più per sentirci delle persone migliori che non per, effettivamente, dare il nostro contributo per un mondo migliore.

plastica mare 2

 

E mi raccomando, usa la testa: quello che ti ho detto non è l’autorizzazione, al tuo concerto sulla spiaggia, a buttare la tua bottiglietta d’acqua in bioplastica biodegradabile (no, bevande in lattine e bottiglie di vetro non sono ammesse). Però puoi portarti una borraccia. Di plastica, ovvio.

 

 

 

holstad installazione plasticaa pesca di plastica

 

plastica mare 1

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…