bitcoin

CRIPTO SVALUTA - DOPO SETTIMANE DI EUFORIA E BOLLE SPECULATIVE È ARRIVATA LA LEGNATA SULLE MONETE DIGITALI: LO STOP DELLE AUTORITÀ CINESI HA PROVOCATO RIBASSI VIOLENTI, CON UN'ONDATA DI VENDITE DI BITCOIN E CROLLI COMPRESI TRA IL 30 E IL 50%, SOLO PARZIALMENTE RECUPERATI - IN UNA SETTIMANA IL SETTORE HA BRUCIATO 900 MILIARDI DI DOLLARI DI CAPITALIZZAZIONE E ORA...

1 - Bitcoin si stabilizza, +0,06% a 38.331,52 dollari

 

CINA BITCOIN 2

(ANSA) I Bitcoin si stabilizzano all'indomani di una giornata vissuta sull'ottovolante in scia allo stop ribadito dalla Banca centrale cinese secondo cui i token digitali non sono uno strumento di pagamento: la criptovaluta di punta, caduta ieri ai minimi di oltre tre mesi fino a bruciare a un certo punto oltre il 50% di capitalizzazione di mercato sul record di quasi 65.000 dollari di metà aprile, è trattata a 38.331,52 dollari (+0,06%). Ether, la moneta principale per la rete blockchain di Ethereum, resta sotto pressione cedendo il 5,26%, a 2.474,05 dollari, mentre Dogecoin perde il 4,62%, a 0,3425 dollari.

 

 

2 - Il mercoledì nero delle criptovalute: lo stop cinese mette in ginocchio il Bitcoin

Vito Lops per “Il Sole 24 Ore

 

CRISI BITCOIN 2

Sui mercati tradizionali vale il detto che si sale con le scale e si scende con l'ascensore. Quando si tratta di criptovalute, invece, non ci sono scale.

 

Tanto forti sono i rialzi - come quello che ha portato il Bitcoin a balzare dagli 10.000 dollari dello scorso ottobre ai 64.500 di metà aprile (+550% in sette mesi) - tanto violenti sono i ribassi.

 

La giornata di ieri è stata condizionata dallo stop ai pagamenti in criptovalute da parte delle autorità cinesi. Per quanto non sia la prima volta che la Cina si esprima in tal senso, l'impatto c'è stato. Anche perché è stata pioggia sul bagnato dato che il comparto era in correzione già da qualche giorno.

 

CINA BITCOIN

A conti fatti il 19 maggio entrerà a far parte di una delle sedute peggiori per il mondo crypto con ribassi generalizzati e violenti che hanno portato la capitalizzazione delle oltre 9mila criptovalute circolanti a scendere dai 2mila ai 1.600 miliardi.

 

BITCOIN

Se poi il calcolo parte dal 12 maggio - da quando Elon Musk ha fatto dietrofront sul Bitcoin annunciando che Tesla non lo accetterà più come mezzo di pagamento innescando la prima turbolenza - il crollo del settore è di 900 miliardi di dollari. In sette giorni l'industria crypto ha perso più dell'intero valore della Borsa Italiana.

 

CRISI BITCOIN

Le montagne russe non hanno risparmiato il re del settore, il Bitcoin, che ha perso il 15%, meno di molte altre "coin" che nel frattempo hanno dimezzato il valore, ma ha vissuto parimenti una giornata amara, per cuori forti.

 

Basti pensare che le valutazioni sono sprofondate intraday da 43mila a 30mila dollari (-30%), per poi risollevarsi parzialmente nel pomeriggio in area 38-40mila dollari, meglio nota come la "soglia Musk".

 

Su questi livelli infatti poggiava la quotazione l'8 febbraio, prima che il fondatore di Tesla annunciasse l'acquisto dell'equivalente di 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin per diversificare (rispetto al dollaro) le casse aziendali, oltre all'accettazione come mezzo di pagamento per l'acquisto delle auto. Da quel momento, in scia all'"effetto-Musk" il Bitcoin ha proseguito la corsa record fino a metà aprile.

 

elon musk

 Da allora si è preso una pausa entrando in una fase laterale, dando spazio alla cosiddetta "altseason", ovvero il trasferimento dei capitali verso le altre "monete", alcune delle quali hanno sperimentato in poche settimane rialzi parabolici, giustificabili solo all'interno di un contesto di euforia o bolla speculativa. Gli addetti ai lavori, ad esempio, considerano Dogecoin un progetto privo di fondamentali che nulla aggiunge all'industria.

 

elon musk

Questo non ha però impedito alla "meme coin" (raffigurata con il simbolo del cane giapponese della nota razza Shiba inu) di salire da gennaio fino ai massimi dell'8 maggio del 12.000%.

 

Anche in questo caso c'è lo zampino di Musk che a suon di tweet e dall'alto dei suoi 54 milioni di follower è stato in grado di influenzarne i prezzi portandoli "to the moon". Da ieri molte quotazioni sono tornate sulla terra pur continuando ad esprimere valutazioni (come i 52 miliardi di Dogecoin) al momento difficilmente giustificabili, soprattutto se rapportate alle società quotate in Borsa che hanno la stessa market cap ma che a differenza producono utili.

 

bitcoin

Ci si chiede adesso se il mercoledì nero - in scia a una settimana nera in cui il Bitcoin ha perso il 32%, Ethereum il 34% e altre big come Binance Coin il 42% - sia l'emblema dello scoppio di una bolla speculativa che segna definitivamente l'ingresso del settore in un mercato orso oppure un fenomeno di transizione, una sorta di pulizia del mercato dagli eccessi intravisti soprattutto sulle alternative coin.

 

tesla accetta bitcoin

Il dubbio resta anche perché quello delle crypto è una sorta di mercato far west, non regolamentato. Dove, perlomeno nel breve periodo, gli umori viaggiano di pari passo alla volatilità ed è possibile assistere a rapidi cambiamenti di sentiment da un momento all'altro.

 

È sufficiente un tweet di Musk per innescare immediati capovolgimenti di fronte. È accaduto anche ieri, intorno alle 17.30 ora italiana. Il Bitcoin ha recuperato portandosi anche a ridosso dei 40mila dollari proprio dopo che Musk ha twittato il simbolo di un diamante con le mani unite.

 

criptovaluta di stato cinese 1

Nel gergo semiotico-finanziario della community WallStreetbets di Reddit questo simbolo vuol dire "mani forti", "mani di diamante". Come a dire, Tesla ha tenuto duro e non ha venduto i Bitcoin che ha ancora in portafoglio (dovrebbero esserne 43.200 secondo Bitcointreasuries.org) già al netto del 10% ceduto invece nel primo trimestre dal quale la compagnia ha dichiarato una plusvalenza netta di 101 milioni di dollari. Giocare con i tweet però può anche voler dire giocare con il fuoco, soprattutto se si è nello stesso momento alla guida di una società quotata.

 

bitcoin cina

Tesla ieri ha perso un altro 5% in Borsa. Da gennaio ha bruciato 300 miliardi di capitalizzazione. Male anche Coinbase, la prima piattaforma di scambio di criptovalute statunitense che ha ceduto il 5,5% a 225 dollari, ormai molto lontana dal picco a 429 dollari toccato il giorno dello sbarco (12 aprile) al Nasdaq. È il segnale che le crypto, quando scendono con l'ascensore non risparmiano anche le società che in un certo qual modo le rappresentano nel "vecchio mondo".

elon musk mette la parola bitcoin sulla bio di twitter bitcoin BITCOINbitcoin bitcoin bitcoin

Ultimi Dagoreport

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT – SUL CASO BEATRICE VENEZI, NESSUNO ERA ANCORA SCESO ALLE PROFONDITÀ DI BECERA VOLGARITÀ E IGNORANZA RAGGIUNTI DAL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI. IN UN VIDEO INCREDIBILE, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO, RUGGIERI PRESENTA UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI VENEZI INFORMANDO CHE È “ACCLAMATA IN TUTTO IL MONDO COME UN FENOMENO”. PER LA VERITÀ, QUALSIASI GIORNALE STRANIERO CHE SI SIA OCCUPATO DELLE SUE DISAVVENTURE VENEZIANE HA SCRITTO ESATTAMENTE L’OPPOSTO. MA, “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI”, SECONDO IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI, “BEATRICE VENEZI È UNA FIGA BESTIALE” - DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO