glo iqos

DIETRO AL CASO DELLE CONSULENZE DI CASALEGGIO ALLA PHILIP MORRIS C'È LA GUERRA DICHIARA DA BAT, IL PRINCIPALE RIVALE, CHE VUOLE ALZARE LE TASSE SUL TABACCO RISCALDATO PERCHÉ VENDE SOPRATTUTTO SIGARETTE TRADIZIONALI E IN QUEL MERCATO NON TOCCA PALLA (IL LEADER È IQOS DI PHILIP MORRIS) - NON È UN CASO CHE LA STORIA SIA USCITA ORA: SI DISCUTE LA FINANZIARIA, E SONO SPUNTATI UNA SERIE DI EMENDAMENTI PER COLPIRE IL TABACCO RISCALDATO, ANCHE SE RIDUCE I RISCHI ALLA SALUTE

 

Alessandra Benignetti per www.ilgiornale.it

 

davide casaleggio

Lo scoop del Riformista sul finanziamento di 2,3 milioni di euro da parte di Philip Morris alla Casaleggio Associati in cambio di un aumento dello sconto fiscale sulle sigarette elettroniche è solo una parte di una storia che va avanti da mesi per chiedere un rialzo della tassazione su questi prodotti. Il tema è stato al centro di analisi, convegni, interviste, emendamenti, proposte di legge e persino di una lettera inviata, a sorpresa proprio da una grande multinazionale del tabacco, la Bat, al ministro della Salute e dell’Economia. Fino a che la notizia pubblicata sul quotidiano di Piero Sansonetti non ha provocato un vero e proprio terremoto politico.

 

Davide Casaleggio ha smentito la ricostruzione giornalistica bollandola come una "teoria fantasiosa". "Ho già dato mandato ai miei legali di procedere con una querela nei confronti di chi ha diffamato me e la società", ha detto nelle scorse ore. "Io – ha chiarito in un’intervista all’Adnkronos - non firmo decreti, né voto leggi, e non ho mai fatto ingerenze, questi sono i fatti".

 

philip morris 2

Secondo la stessa agenzia di stampa, che cita fonti pentastellate, a presentare l’emendamento "incriminato" alla manovra del 2018 per l’aumento dello sconto fiscale sulle sigarette elettroniche, considerate un’alternativa a quelle tradizionali, furono esponenti della Lega. "Nessun senatore 5 Stelle ha presentato emendamenti che potessero favorire l'azienda", chiariscono i parlamentari grillini. L’emendamento in questione è l’8.0.1 a firma dei senatori leghisti Montani-Romeo che interveniva su tutti i prodotti senza combustione, incluse le sigarette elettroniche la cui accisa veniva portata al 5 e 10 per cento a seconda se i liquidi contenessero o meno nicotina.

 

Ma il risultato della bufera che si è scatenata con l’esclusiva del Riformista è che tra i Cinque Stelle e non solo, è partita la corsa alla firma di una serie di emendamenti alla legge di bilancio per aumentare le tasse sulle sigarette elettroniche. Uno è quello della deputata Vita Martinciglio, che, si legge proprio sul quotidiano di Sansonetti, propone "un aumento graduale delle sigarette elettroniche partendo dal 5 per cento aggiuntivo già dal prossimo anno". Un gruppo di parlamentari di Pd, M5S, Sinistra Italiana e Più Europa, chiede invece di finanziare l’assistenza domiciliare ai malati con il gettito fiscale derivante dall’aumento delle sigarette.

 

GLO BAT BRITISH AMERICAN TOBACCO

Uno schiaffo alle multinazionali del tabacco? Non esattamente. Il contenuto delle misure presentate in queste ore, infatti, va incontro alle richieste avanzate pubblicamente in questi mesi da British American Tobacco Italia, azienda che, a differenza di Philip Morris, che ha scelto di abbandonare progressivamente le sigarette tradizionali, detiene una quota significativa sul mercato delle classiche bionde. Cosa ci guadagnerebbe questa società? L’aumento della tassazione, e conseguentemente del prezzo delle e-cig, porrebbe fine agli "squilibri" del mercato, denunciati proprio da Bat, riportando una fetta di consumatori dagli heat stick al caro vecchio pacchetto di sigarette e arrestando così il calo vertiginoso del consumo di bionde, il cui volume è sceso del -6,80 per cento in soli tre anni, proprio a causa dell’introduzione sul mercato dei prodotti alternativi, che oggi rappresentano oltre il 4 per cento del totale.

 

Non a caso, negli ultimi mesi, il nome di Bat è sempre stato presente, più o meno direttamente, quando si è parlato della riduzione dello sconto fiscale sulle sigarette elettroniche. Le analisi a cui si fa riferimento per giustificare la convenienza per il fisco di una riforma di questo tipo, ad esempio, sono redatte dal Casmef, centro studi della Luiss che ha collaborato e tuttora collabora con la stessa multinazionale, citato anche negli articoli del Riformista. In un webinar organizzato la scorsa settimana, è la stessa organizzazione a lanciare l’allarme sul calo degli introiti per il fisco, connesso allo sconto fiscale del 75 per cento di cui beneficiano le sigarette elettroniche.

IQOS 3

 

"Il differenziale di prezzo a favore del tabacco riscaldato favorisce inevitabilmente il passaggio dei consumatori dalle sigarette agli Htp, con una perdita di circa 2,36 euro a pacchetto di gettito fiscale ogni volta che si verifica questo passaggio", spiegava Marco Vulpiani, direttore dei Valutation Services di Deloitte Italia. Da qui l’esigenza di diminuire lo sconto che lo Stato fa ai prodotti innovativi per recuperare gli introiti.

 

Una posizione, questa, sostenuta anche dal professor Marco Spallone, ordinario all’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara e coordinatore dello stesso centro, il quale ha sottolineato come tra il mercato delle classiche bionde e quello degli Htp ci sia un "legame strutturale". "L’agevolazione fiscale riconosciuta al tabacco riscaldato", secondo il professore, risulta, in questo senso, “oltremodo onerosa per l’erario, a fronte della mancanza di un supporto scientifico riconosciuto alla minore pericolosità sotto il profilo della salute pubblica".

La richiesta al legislatore, quindi, è che "tale agevolazione sia ripensata ed allineata il più possibile al regime fiscale previsto per le sigarette tradizionali".

 

Non si capisce quindi se il fine sia quello di proteggere l’erario o la salute pubblica. Spallone, che ha realizzato diversi studi con il contributo di Bat Italia, ad inizio novembre ha presentato la sua relazione anche ad una conferenza stampa organizzata in Senato da Paola Binetti, alla quale hanno preso parte anche esponenti del ministero della Salute e dell’Iss. Proprio la senatrice Binetti, nei mesi scorsi, ha presentato un disegno di legge per una revisione della legge Sirchia rispetto ai nuovi prodotti da fumo, oltre a proporre sistematicamente ad ogni Dpcm un emendamento "per una nuova e più equa politica fiscale" nei confronti degli Htp.

 

"Non è appropriato tassare con uno sconto così smodato le sigarette a tabacco riscaldato, bisogna invertire questa evasione fiscale legalizzata e usare i proventi che derivano da una giusta tassazione per finanziare la ricerca e l’assistenza ai malati", ci dice al telefono. "Pretendere di fare lo sconto ad un prodotto sostenendo che non nuoccia alla salute, mentre questo è un falso documentato dall’Oms e dagli studi dell’Iss, è un’ingiustizia", incalza. Per la senatrice, insomma, la tassazione deve essere equiparata a quella delle sigarette. "E se l’aumento del costo farà diminuire il consumo – aggiunge - ben venga".

 

GLO BRITISH AMERICAN TOBACCO

Sul punto, in realtà, i pareri sono controversi. Innanzitutto la tassazione differenziata si applica già a tutti i prodotti da fumo e non soltanto alle sigarette elettroniche. E poi se è vero che il tabacco riscaldato contiene nicotina, è vero anche che per le autorità sanitarie di diversi Paesi, come Usa e Regno Unito, l’assenza di combustione produce una riduzione delle sostanze tossiche. Inoltre, secondo l’ultimo bollettino delle entrate tributarie del ministero dell’Economia, nonostante il calo complessivo del mercato della nicotina nel suo complesso e la sostituzione progressiva delle sigarette tradizionali con i prodotti senza combustione, le entrate fiscali "restano stabili". "Il gettito dell’imposta sul consumo dei tabacchi ammonta a 8.019 milioni di euro, +44 milioni di euro, pari a +0,6%", si legge nel documento del Mef.

 

"Una proposta sana, sarebbe quella di iper-tassare entrambi i prodotti, e non soltanto quelli a base di tabacco riscaldato, per arrivare ad un ulteriore aumento del prezzo su tutti i tipi di sigarette in linea con la media europea", spiega al Giornale.it il dottor Giacomo Mangiaracina, medico specialista in salute pubblica, e presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione. "Basti pensare – aggiunge – che in Francia, tra poco un pacchetto di sigarette arriverà a costare fino a dieci euro". L’obiettivo è arrivare ai livelli di Australia e Nuova Zelanda, che proprio portando il costo delle sigarette ai massimi livelli sono riuscite a diminuire drasticamente il consumo.

I MARCHI BRITISH AMERICAN TOBACCO BAT

 

 

Eppure in Italia, in questo momento, nessuno sembra preoccuparsi di proporre un ulteriore aumento del prezzo delle bionde. "Se vogliono aumentare anche la tassazione sulle sigarette normali che la aumentino, non è questa la mia battaglia – dice convinta Binetti – io dico che il tabacco riscaldato fa male e per questo non deve avere lo sconto". Le chiediamo se, visto il "legame strutturale" tra i due mercati, non sia preoccupata dal fatto che un aumento del prezzo di questi dispositivi possa portare ad un nuovo aumento nel consumo delle sigarette classiche. "Se il rischio c’è, è un rischio esplicito e trasparente - replica la senatrice - la gente sa che le sigarette fanno male alla salute, c’è scritto sul pacchetto, lo sconto fiscale sugli Htp invece, è basato su una totale fake news, una menzogna da denunciare".

 

Il problema, però, è che con un intervento a senso unico si rischia di fare comunque gli interessi di alcuni big del tabacco. "È ovvio che le multinazionali si fanno la guerra tra loro, se da un lato Philip Morris vuole abbattere il vecchio mercato delle sigarette – commenta Mangiaracina – dall’altro Bat vorrebbe mantenere gli introiti derivanti da quel settore".

 

BAT BRITISH AMERICAN TOBACCO

 

 

"La guerra commerciale ci potrà anche essere ma il punto vero è che non si possono vendere bugie al consumatore e dire che il tabacco riscaldato nuoce di meno è una bugia", insiste la Binetti. "Io non prendo per buono niente delle multinazionali del tabacco e non faccio favori a nessuno", rivendica la senatrice. Resta il fatto che aumentare le tasse sulle sigarette, per molti, oggi, per un motivo o per un altro, sembra non essere più una priorità.

 

 

 

BRITISH AMERICAN TOBACCO BAT

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….