claudio descalzi eni diesel+

ENI, OGGI E DOMANI – PER DESCALZI SI METTE MALE: LA PROCEDURA APERTA DALL’ANTITRUST PER PUBBLICITÀ INGANNEVOLE HA TROVATO LE PRIME CONFERME ALLE DENUNCE DEI CONSUMATORI - LA PUBBLICITÀ DEL GASOLIO “DIESEL+” LO PRESENTAVA COME QUASI MIRACOLOSO, MENO INQUINANTE E PIÙ PERFORMANTE. E INVECE… – TUTTI GLI ANNUNCI CHE NON TORNANO SUGLI SPOT – VIDEO

 

Stefano Feltri per "il Fatto quotidiano”

eni diesel+

 

Si mette male per Eni la procedura aperta all' Antitrust per pubblicità ingannevole. La fase istruttoria, che equivale a quella delle indagini in campo penale, ha trovato conferme alle denunce presentate a febbraio dal Movimento difesa del cittadino, Legambiente ed European federation of transportation and environment: la pubblicità del carburante Eni Diesel+ conteneva messaggi "suscettibili di indurre in errore i consumatori". I comportamenti scorretti di Eni sarebbero iniziati nel 2016 e, secondo quanto riscontrato dal provvedimento istruttorio dell' Antitrust, sarebbero ancora in corso ("con cartellonistica e materiale pubblicitario diffuso presso le stazioni di riferimento Eni Station"), nonostante l' azienda abbia assicurato il contrario.

CLAUDIO DESCALZI

 

Eni ha presentato per anni questo Diesel+ come quasi miracoloso: inquina meno, garantisce più potenza ma anche minore usura, e ovviamente risparmi, con minori consumi. Movimento difesa del cittadino e le altre due associazioni hanno contestato i toni trionfalistici, ma non è facile sfidare l' Eni.

 

eni diesel+ pubblicita

L' istruttoria Antitrust ricostruisce la mobilitazione imponente di esperti che il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha schierato a difesa dei propri spot, incluso il Cnr, il Consiglio nazionale della ricerca. Sulla riduzione dei consumi del 4% grazie a Diesel+, l' Eni riesce a tenere il punto, anche se il beneficio c' è soltanto in condizioni ottimali. Piccolo dettaglio: per ragioni non chiarissime, Eni fa i test con un prodotto diverso da quello che dovrebbe difendere, BluDiesel Tech, ma assicura che non cambierebbe niente con Diesel+.

 

eni diesel+CLAUDIO DESCALZI

La riduzione delle emissioni è garantita "fino al 40%", cioè da zero a 40. E nei test condotti dal Cnr per conto dell' Eni, alcuni modelli di auto risultano avere cali di alcuni parametri intorno a quella cifra. Ma non sembra possibile generalizzare e quanto ai temuti Nox, scrive l' Antitrust, "non si sono ottenuti significativi risultati" diversi da altri carburanti analoghi. Quanto alla riduzione dell' impronta ambientale misurata in termini di anidride carbonica risparmiata nell' intero processo produttivo, è quasi un atto di fede: c' è un componente che Eni chiama Green Diesel, prodotto dalla bioraffineria di Venezia, che dovrebbe ridurre la carbon intensity usando come materia prima olio di palma e altri prodotti di scarto.

claudio descalzi

 

Le associazioni contestano: usare olio di palma incentiva le piantagioni necessarie a produrlo e l' impatto ecologico complessivo è negativo. Proprio questo Green Diesel è uno degli aspetti contestati dall' istruttoria Antitrust: i consumatori, si legge nel documento, vengono indotti a confondere il carburante (Diesel+) con il suo ingrediente (Green Diesel). Gli altri parametri indicati con tanta precisione negli spot Eni si rivelano poi vaghi o contestabili o soggetti a una lunga serie di prerequisiti che rendono difficile sostenere che l' impatto sia così positivo come l' azienda sostiene.

CLAUDIO DESCALZI

 

L' Eni ha tempo fino a metà dicembre per produrre altra documentazione per dimostrare di non aver ingannato i consumatori. Poi, a meno di ulteriori rinvii, prima di Natale dovrebbe arrivare la decisione finale dell' Antitrust che può infliggere una multa fino a 5 milioni di euro. Una minuzia per il bilancio dell' Eni, ma per le associazioni ricorrenti sarebbe una vittoria di principio importante.

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