cina tassi d'inflazione

LA FABBRICA DEL MONDO SI È FERMATA: IL CALO DEMOGRAFICO CINESE METTE A RISCHIO L’ECONOMIA DI PECHINO – IL PAESE HA FATTO LA SUA FORTUNA SULL’ENORME DISPONIBILITÀ DI MANODOPERA A BASSO COSTO, MA IL CALO DELLE NASCITE METTE A RISCHIO QUEL MODELLO, CHE NON HA FATTO IN TEMPO A FAR FARE IL SALTO DI QUALITÀ AI CITTADINI (POVERI ERANO, POVERI SONO RIMASTI) - I COSTI PER PENSIONI E ASSISTENZA SANITARIA AUMENTERANNO E SARÀ UN GROSSO GUAIO PER IL DRAGONE – ECONOMISTI E ANALISTI SONO TUTTI D’ACCORDO: “LA CINA RISCHIA DI INVECCHIARE PRIMA DI DIVENTARE RICCA”

1. IL CALO DEMOGRAFICO ORA ALLARMA LA CINA «PUÒ INVECCHIARE PRIMA DI ARRICCHIRSI»

Estratto dell’articolo di Guido Santevecchi per il “Corriere della Sera”

 

popolazione cinese

«La Cina rischia di invecchiare prima di diventare ricca», hanno avvertito da tempo economisti e sociologi. La previsione si sta avverando: la popolazione cinese si è ridotta di 850 mila unità l'anno scorso, per effetto del calo drammatico delle nascite che secondo gli esperti è ormai irreversibile. I cinesi oggi sono 1,411 miliardi, ha rilevato l'Ufficio nazionale di statistiche di Pechino.

 

[…] Era successo solo nel 1961 che i decessi superassero le nascite, ma in quell'anno di disgrazia la Cina pagava il prezzo della carestia innescata dal fallimentare «Balzo in avanti» industriale ordinato da Mao, che causò milioni di morti per fame. Seguì un baby boom che Pechino fermò nel 1979, imponendo la famigerata «legge sul figlio unico», abolita solo nel 2015.

 

La denatalità

xi jinping

Pechino soffre dello stesso male oscuro che affligge i Paesi più industrializzati e ricchi: la denatalità. I cinesi fanno sempre meno figli: 9,56 milioni l'anno scorso rispetto ai 10,6 milioni del 2021, ai 12 milioni di neonati del 2020, ai 14,6 del 2019. Le proiezioni dei demografi dell'Onu sostengono che l'India sta per superare la Cina come nazione più popolosa del mondo: potrebbe avvenire già nel 2023.

 

vladimir putin xi jinping a samarcanda

Ma, soprattutto, di questo passo entro la fine del secolo la popolazione cinese si ridurrà a meno di un miliardo […], mentre quella mondiale salirà dagli attuali 8 miliardi a 11, con l'India a 1,5 miliardi. L'economia si regge sulla forza lavoro e sui consumi interni: fare pochi figli «nel lungo periodo riduce entrambi i fattori», per dirla con il linguaggio dei Piani quinquennali di Pechino.

 

La popolazione in età lavorativa, tra i 16 e i 59 anni per le regole cinesi, è scesa già di 40 milioni di unità rispetto a dieci anni fa. Si restringerà di altri 200 milioni entro il 2050.

Questo vuoto apre un problema nuovo per il Partito-Stato: più anziani che dovranno essere sostenuti da un bacino di lavoratori in calo.

anziani in cina

 

Entro il 2035 si calcola che la fascia dei cinesi ultrasessantacinquenni fuori dal processo produttivo supererà il 30% della popolazione, a quota 400 milioni, oltre un terzo della popolazione.

 

Anche questa non è una condizione diversa da quella che stiamo già affrontando in Occidente, ma finora per la sua ascesa la Cina ha contato sulla sua enorme forza lavoro e oggi, per fare il salto dal vecchio e non più sostenibile modello di «fabbrica del mondo» a società matura, ha bisogno di puntare sui consumi interni.

 

CINA POLITICA DEL TERZO FIGLIO

L'invecchiamento della società metterà un'enorme pressione sul sistema delle pensioni e dell'assistenza sanitaria. Problemi strutturali drammatici per Xi Jinping e i suoi tecnocrati.

 

[…] Il declino demografico, il mezzo milione di neonati persi in un anno, hanno sovrastato sulla stampa di Pechino il dato del Pil per il 2022 comunicato ieri. La crescita cinese è scesa al 3%, fallendo per la prima volta l'obiettivo fissato dal governo al 5,5%. Se si esclude il 2020 che fu frenato dallo scoppio della pandemia, il risultato economico del 2022 per la Cina è il peggiore dal 1976, quando il Paese pagava ancora il caos della Rivoluzione culturale.

 

cina, persone bruciano i cadaveri dei familiari morti di covid 7

[…] Le ondate di Covid si esauriranno, dopo i lutti e il dolore gli economisti prevedono già un rimbalzo consistente nella seconda metà del 2023. Ma l'era della grande crescita è finita anche a Pechino. [...] E i cinesi rischiano di invecchiare prima che arrivi la prosperità promessa.

 

2. CINA IL GRANDE CROLLO

Estratto dell’articolo di Lorenzo Lamperti per “La Stampa”

 

[…] Seppur preventivata, l'inversione della curva demografica non era attesa così presto ed è stata probabilmente accelerata dalla pandemia e dalla strategia zero Covid. Il governo sta provando a stimolare la natalità con diversi strumenti, dall'introduzione della politica del terzo figlio a incentivi, e tagli delle tasse. Non sarà semplice, visti gli esempi negativi dei vicini asiatici a reddito medio-alto. Già nel 2023 dovrebbe arrivare lo storico sorpasso dell'India come nazione più popolosa al mondo. […]

 

xi jiping xx congresso partito comunista

Convincere i cinesi a fare più figli sarà ancora più difficile se l'economia non ripartirà a pieno regime. I dati sul Pil del 2022 dicono che questo traguardo è ancora lontano. La crescita annuale si è fermata al 3%, pesante frenata rispetto al +8,1% del 2021 ma sopra le aspettative degli analisti, che si aspettavano dati più vicini al 2%.

 

Il target del 5,5% fissato dal governo è rimasto comunque molto lontano. A pesare è soprattutto il misero +0,4% del secondo trimestre, caratterizzato dal draconiano lockdown di Shanghai. Non è bastata l'improvvisa riapertura di dicembre per far sì che i dati del quarto trimestre (+2,9%) restassero in linea col 3,9% del terzo trimestre.

 

anziani in cina

Pechino ha individuato la «situazione globale complicata e grave» come prima ragione del rallentamento. Ma ammette l'esistenza di una «tripla pressione interna» tra «contrazione della domanda, choc dell'offerta e indebolimento delle aspettative».

 

Elementi che non sembrano poter scomparire rapidamente nel 2023, in cui si ritiene che la crescita dovrebbe accelerare ma con basi forse meno solide di un tempo. «Il problema resta la fiducia dei consumatori», spiega Filippo Fasulo dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi). «Dall'inizio della pandemia i cinesi preferiscono risparmiare per eventuali problemi sanitari futuri, segnale che non c'è piena fiducia nel welfare», aggiunge. […]

CINA NASCITE CINA POLITICA DEL TERZO FIGLIO

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...