jack dorsey mark zuckerberg facebook twitter

FACEBOOK DÀ, TWITTER TOGLIE – SE ZUCKERBERG, CON LA SCUSA DELLA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE, CONTINUA A FAR PASSARE FAKE NEWS, IL CAPO DI TWITTER ANNUNCIA: “ABBIAMO DECISO DI BLOCCARE LE PUBBLICITÀ POLITICHE. LA DIFFUSIONE DEL MESSAGGIO POLITICO DEVE ESSERE GUADAGNATA, NON COMPRATA” - LA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE NON C’ENTRA, PERCHÉ CHIUNQUE PUÒ FARSI IL SUO ACCOUNT E CINGUETTARE QUANTO GLI PARE…

<iframe allowfullscreen frameborder="0" width="698" height="573" scrolling="no" id="molvideoplayer" title="MailOnline Embed Player" src="https://www.dailymail.co.uk/embed/video/2035314.html"></iframe>

 

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

jack dorsey

«Abbiamo preso la decisione di bloccare tutte le pubblicità politiche su Twitter a livello globale. Crediamo che la diffusione del messaggio politico debba essere guadagnata, non comprata». Con questo annuncio, ovviamente pubblicato su Twitter, Jack Dorsey ha acceso quella che potrebbe diventare la scintilla per la rivoluzione del ruolo che i social media interpretano nella democrazia e nelle nostre società. L' inventore dei cinguettii ha infatti bandito dalla piattaforma tutti gli spot a pagamento pubblicati dai politici, per mettere fine alla diffusione di informazioni distorte o apertamente false.

jack dorsey stoppa gli spot politici

 

Inserzioni a pagamento In altre parole è pronto a rinunciare ad una montagna di soldi, in particolare alla vigilia delle presidenziali americane del 2020, pur di non compromettere la qualità del dibattito pubblico. Il ruolo dei social media nella politica è sotto la lente ormai da anni, per i diversi scandali che li hanno macchiati.

 

mark zuckerberg

Gli esempi sono tanti e tutti gravi, dalle campagne di fake news condotte dalla Russia in tutte le democrazie occidentali, ma in realtà non solo dalla Russia, fino alla vendita dei dati degli utenti di Facebook ceduti a Cambridge Analytica, per orientare il consenso a favore di Trump. Il problema è diventato un' emergenza, che rischia di falsificare i risultati elettorali e demolire la credibilità della democrazia.

 

mark zuckerberg se la ride in audizione al congresso

«Nessuna censura»

alexandria ocasio cortez si cucina zuckerberg al congresso

Nelle settimane scorse i candidati democratici Joe Biden ed Elizabeth Warren hanno chiesto a Facebook di rimuovere spot politici non aderenti alla verità, ma durante una recente audizione al Congresso il fondatore Mark Zuckerberg ha risposto che non intende diventare il poliziotto dei contenuti pubblicati sulla sua piattaforma.

joe biden fa il piacione con elizabeth warren

 

In teoria, questa posizione si giustifica con l' impegno dei social media di evitare ogni tipo di censura, e restare strumenti di comunicazione aperti a tutti. Nella pratica, però, c' è il rischio che sia invece una scelta dettata dall' interesse economico di continuare ad incassare i profitti generati dalla pubblicità e dalla vendita dei dati.

la routine stoica di jack dorsey 10

 

Dorsey ha deciso allora di prendere una posizione diametralmente opposta, vietando tutti gli spot politici. Il problema secondo lui non è la libertà di espressione, che resta garantita, perché tutti i candidati possono avere accesso a Twitter, e conquistarsi attenzione e consenso attraverso i loro contenuti.

jack dorsey donald trump

 

Diverso invece è il discorso per le pubblicità, che sono spazi acquistati e imposti alla visione degli utenti. In questi spot spesso sono contenute informazioni false e distorte, e Jack non vuole assumersi la responsabilità di diffonderle in tutto il mondo: «La decisione non riguarda la libertà di espressione, ma il fatto di pagare per raggiungere l' audience.

mark zuckerberg in audizione al congresso 7mark zuckerberg in audizione al congresso 4

 

E pagare per aumentare questa capacità di diffusione ha ramificazioni significative, che l' infrastruttura democratica oggi potrebbe non essere preparata a gestire. Vale la pena di fare un passo indietro per affrontare la questione». Si comincia dunque con gli spot politici, ma la riflessione è così aperta su tutte le distorsioni dei social..

mark zuckerberg in audizione al congresso 6la routine stoica di jack dorsey 3la routine stoica di jack dorsey 9MEME SULLA CANCELLAZIONE DEGLI ACCOUNT FACEBOOK DI CASAPOUNDmaxine waters 1

Ultimi Dagoreport

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...