fattura elettronica 1

FATTURA, CHE IATTURA! – IL PORTALE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE IN TILT DOPO L’OBBLIGO DI EMETTERE LA FATTURA ELETTRONICA – IL SISTEMA PENALIZZA SOPRATTUTTO LE MICRO E PICCOLE IMPRESE, I COMMERCIALISTI SONO IN PREDA A UNA CRISI DI NERVI E GIÀ È PARTITA LA PETIZIONE PER BLOCCARLA

Fabrizio De Feo per “il Giornale”

 

FATTURA ELETTRONICA SIRI

Benzinai, ristoranti, cassiere di negozi in difficoltà. Petizioni per bloccare la fattura elettronica. L' ironia diffusa sui social con tante foto allo schermo del computer sulla schermata del sistema momentaneamente inaccessibile.

 

È scattato da inizio anno l' obbligo di emettere la fattura elettronica tra privati. Una misura da cui il governo punta a ricavare quasi 2 miliardi e che dovrebbe produrre a pieno regime un flusso di dati di 1,8 miliardi di file all' anno. L' avvio è decisamente faticoso, anche se l' Agenzia delle Entrate guarda i dati e parla di 2,8 milioni di documenti emessi in quattro giorni da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Il tutto con un margine di errore di circa il 6 per cento, meglio di quando venne introdotta nel solo ambito della pubblica amministrazione.

FATTURA ELETTRONICA

 

Le voci più critiche arrivano dalle categorie e dai professionisti. Marco Cuchel, presidente dell' Associazione dei commercialisti, ha raccontato di «segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell' Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio «Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l' inconveniente e si prega di riprovare più tardi».

 

Più duro il Codacons che ha parlato di «caos fiscale» minacciando un esposto per interruzione di pubblico servizio e chiesto una proroga dei tempi per inviare la documentazione. «Anche se l' Agenzia delle Entrate nega l' accaduto, il malfunzionamento che ha colpito la piattaforma web dedicata alla fatturazione elettronica è sotto gli occhi di tutti, e ora bisogna provvedere a tutela degli utenti» sostiene l' associazione dei consumatori Forza Italia che da settimane sta lanciando l' allarme per i disagi che questa innovazione determinerà per le Partite Iva - si calcola che ogni fattura elettronica avrà un costo di mercato minimo di 40 centesimi, con un aggravio complessivo per le imprese e i professionisti tra i 400 e i 600 milioni - continua a chiederne l' abolizione.

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA

«Eravamo stati facili profeti rispetto ai problemi che l' avvio della fatturazione elettronica avrebbe creato» dice il deputato azzurro Galeazzo Bignami che da tempo denuncia gli effetti perversi dell' e-fattura ed è stato protagonista di un intervento in Commissione diventato virale. «Bene dunque che anche il Codacons abbia deciso di tentare un' azione forte come l' esposto contro Agenzia delle Entrate.

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA

La battaglia contro un sistema che penalizza soprattutto le micro e le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti e l' esercito di Partite Iva è una battaglia di tutti e va combattuta insieme. Questo governo, come quello che lo ha preceduto, ha fatto orecchie da mercante. Ma noi non arretreremo e continueremo a batterci affinché, con un nuovo provvedimento, quest' obbligo cessi di esistere e si dia almeno la possibilità, agli imprenditori, di scegliere se passare o meno al sistema di fatturazione elettronica. Intanto continuiamo ad auspicare, anzi a pretendere, le dimissioni del direttore dell' Agenzia delle Entrate. Perché chi sbaglia è giusto che paghi». L' impegno di Forza Italia viene ricordato anche da Sestino Giacomoni.

 

FATTURA ELETTRONICA SIRI

«In Commissione Finanze abbiamo fatto di tutto per convincere il governo a rinviare al 2020 l' entrata in vigore della fatturazione elettronica ma non c' è stato niente da fare. La maggioranza giallo-verde diceva che non c' era motivo per rimandare, che l' Agenzia delle Entrate era pronta. La fattura elettronica oltre a creare un' ulteriore complicazione burocratica e un aumento dei costi per commercianti, artigiani e Partite Iva, rischia di diventare una sorta di Grande Fratello, una telecamera accesa h 24 sulla loro vita professionale e privata».

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…