paola de micheli carlo bertazzo ponte morandi autostrade

FERMI AL CASELLO - ATLANTIA, LA HOLDING DEI BENETTON VA AVANTI SULLA SUA STRADA E SE NE FREGA DEL PATTO CON IL GOVERNO: BYE BYE CDP, CON SCAMBIO DI RECIPROCHE ACCUSE, E AUTOSTRADE FINISCE SUL MERCATO - LE OFFERTE NON VINCOLANTI VANNO PRESENTATE ENTRO IL 16 DICEMBRE - LA PALLA PASSA AL GOVERNO: BISOGNA APPROVARE IL PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO DELLA SOCIETÀ, INDISPENSABILE PER IL FUTURO DI ASPI E PER AVVIARE IL PIANO DI INVESTIMENTI DA 14,5 MILIARDI E LE NUOVE MANUTENZIONI PER 7 MILIARDI... 

Teodoro Chiarelli per “la Stampa”

 

carlo bertazzo

Atlantia va avanti per la sua strada, Cdp si tira fuori e la vicenda Autostrade sprofonda nell'ennesimo gorgo di polemiche e veleni. Fra i due gruppi, uno pubblico, l'altro privato, siamo ormai alla rottura definitiva. O per lo meno assai vicini. Non perdono tempo Fabio Cerchiai e Carlo Bertazzo, presidente e ad della holding infrastrutturale della famiglia Benetton, per rispondere alla lettera inviata giovedì mattina da Cassa Depositi e Prestiti. Non attendono i 7 giorni che concedeva Cdp.

 

paola de micheli 3

A sua volta, però, l'amministratore delegato della Cassa, Fabrizio Palermo, prende la palla al balzo e chiude la porta alle trattative fra i due gruppi per l'ingresso in Autostrade per l'Italia. Così Atlantia, con una breve lettera, risponde alla missiva inviata l'altroieri da Cdp confermando la volontà di andare avanti sulla propria decisione di avviare il «processo dual track», approvato dal cda di giovedì: la vendita dell'88% di Aspi o, in alternativa, la scissione 55 e 33%.

 

Atlantia indica, inoltre, il termine del 16 dicembre per presentare le offerte non vincolanti. Questo per consentire a tutti i potenziali acquirenti di accedere alla «data room», ossia l'accesso ai dati riservati necessari alla due diligence dei pretendenti. Data room che è aperta da marzo, ma che stranamente, a differenza di diversi fondi internazionali, non è stata visitata in questi mesi da Cdp. La replica di Atlantia è durissima.

 

Giuseppe Conte Fabrizio Palermo

«La lettera di Atlantia - sostengono fonti vicine a Cdp - dimostra che sono stati disattesi completamente gli impegni assunti dai due amministratori delegati di Atlantia e Aspi il 14 luglio. In particolare, respingendo la richiesta di garanzie per i danni provocati dal crollo del Ponte di Genova, la stessa Atlantia fa venir meno una fondamentale condizione di mercato, inderogabile per qualunque investitore di mercato, che renderebbe impossibile ai cda deliberare l'operazione. Atlantia chiude così di fatto a ogni possibilità di proseguire nella trattativa su Aspi».

 

Cdp - aggiungono le stesse fonti - nel corso della trattativa ha accolto gran parte delle richieste di Atlantia ed è rimasta ferma sulla necessità di ottenere garanzie di mercato, come avviene in ogni operazione di trasferimento azionario, sui rischi collegati a un evento certo, cioè il crollo del Ponte Morandi, che ha provocato danni enormi.

ATLANTIA AUTOSTRADE

 

«L'atteggiamento di Atlantia dopo la lettera del 14 luglio - insistono le fonti vicine a Cdp - è stato dilatorio nei fatti e nei contenuti». A sua volta, però, la holding dei Benetton respinge al mittente le accuse. «Atlantia non ha disatteso alcun tipo di impegno - sostengono fonti vicine al gruppo - Con la delibera approvata giovedì, il cda ha condiviso un percorso chiaro, trasparente e di mercato, aperto a Cdp e a tutti i potenziali investitori interessati. Cdp è stata invitata tempestivamente a prendere parte a questo percorso». Quindi la stoccata sul tema delle garanzie.

 

«La richiesta di manleva voluta da Cdp non esiste nell'ambito delle grandi operazioni di mercato del mondo infrastrutturale. Nella lettera di impegni inviata da Atlantia lo scorso 14 luglio al governo, peraltro, non è previsto alcun tipo di manleva. Nella "process lettera" inviata a Cdp e a tutti gli altri investitori è infatti esplicitato chiaramente che Atlantia non rilascerà alcun tipo di garanzia relativamente ad Aspi, sulla base del principio della parità di trattamento di tutti gli investitori. Le eventuali decisioni di Cdp non sono dunque afferibili alle scelte trasparenti e di mercato operate dal cda di Atlantia».

ATLANTIA INVESTITORI

 

E ora? La palla passa al governo che fin qui non ha propriamente brillato per idee e linearità di comportamento. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, taglia corto: «Il governo non è disponibile a dilazionare per un tempo infinito». Martedì, dopo il cda, toccherà ad Aspi rispondere alle lettere di Palazzo Chigi, Mit e Mef. Fra le altre cose verrà chiesto al governo di approvare il Piano economico-finanziario della società. Strumento indispensabile per il futuro di Aspi e per avviare il piano di investimenti da 14, 5 miliardi e le nuove manutenzioni per 7 miliardi.  

 

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…