È FINITA LA PACCHIA PER NETFLIX – CON LA CONCORRENZA DI DISNEY E AMAZON CHE PRENDE SEMPRE PIÙ FORZA, IL COLOSSO DELLO STREAMING INIZIA AD ARRANCARE: NEL PRIMO TRIMESTRE DI QUEST’ANNO PREVEDE SOLTANTO 2,5 MILIONI DI ABBONATI, CONTRO I 4 PREVISTI, E IL TITOLO CROLLA –  LA SOCIETÀ CONTINUA A PRODURRE UN NUMERO INCALCOLABILE DI CONTENUTI, FACENDO CRESCERE IL DEBITO A DISMISURA: QUANTO SARÀ ANCORA SOSTENIBILE QUESTO MODELLO?

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Giuliana Ferraino per www.corriere.it

 

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L’annuncio che Netflix prevede soltanto 2,5 milioni di nuovi abbonati nel primo trimestre di quest’anno, invece dei 4 milioni attesi dagli analisti, fa crollare il titolo del 20,2%, a 405,50 dollari, nell’afterhours sul listino del Nasdaq, dove aveva chiuso la seduta in calo dell’1,48% a 508,25 dollari in attesa dei risultati trimestrali.

 

La società di streaming ha inoltre mancato l’obiettivo, anche se di poco, di raggiungere 8,5 milioni di nuovi abbonati nell’ultimo trimestre del 2021, fermandosi a 8,3 milioni, 200 mila in meno. Il crollo in Borsa peggiora il declino del titolo Netflix, in discesa da 2 mesi a New York, e riflette la frenata della società di film in streaming, dopo l’esplosione degli abbonamenti durante i lockdown del 2020 per la pandemia del Covid, alla luce della concorrenza sempre più agguerrita di rivali come Disney.

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Nel 2021 18,2 milioni di nuovi abbonati

Netflix ha raccolto 18,2 milioni di abbonati in tutto il mondo durante il 2021, il suo ritmo più lento di crescita annuale degli ultimi cinque anni, dopo che la società californiana ha guadagnato più di 36 milioni di abbonati durante il 2020. Il servizio ora vanta quasi 222 milioni di abbonati in tutto il mondo, confermandosi comunque al primo posto nello streaming video.

 

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Ma altri gruppi , a cominciare da Walt Disney e Apple sono cresciuti in questo settore, nel quale sta emergendo anche un gruppo di altri operatori minori a caccia di una fetta di un mercato sempre più attraente.

 

L’escalation della concorrenza è uno dei motivi per cui Netflix ha deciso di espandersi nei videogiochi l’anno scorso, altro settore hot di questi tempi, come dimostra la mega acquisizione di Microsoft, che ha appena ufficializzato l’intenizone di comprare il gigante dei videogiochi ActiVision per 68,7 miliardi di dollari.

 

Netflix 2 Netflix 2

«Nella conference call dopo i risultati (giovedì notte in Italia), Netflix ha spiegato che l’incertezza causata dalla pandemia durante l’anno scorso ha reso più difficile prevedere la crescita futura. Il Covid «ha creato un sacco di instabilità», ha detto il co-Ceo Ted Sarandos. «Per ora, stiamo solo mantenendo la calma e cercando di capire», ha aggiunto Reed Hasting, l’altro co-Ceo, presidente e co-fondatore.

 

I ricavi arrivano a 7,7 miliardi nel trimestre

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Nonostante l’incertezza, l’azienda sta andando bene finanziariamente, anche se i suoi margini di profitto crescono meno velocemente e la liquidità è stata drenata dalla spesa per una maggiore programmazione originale per attirare gli abbonati. Netflix ha guadagnato 607 milioni di dollari, nel quarto trimestre, un aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate del quarto trimestre sono aumentate del 16% a 7,7 miliardi di dollari.

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La frenata del Nord America

Le opportunità di crescita sono particolarmente difficili nel più grande mercato di Netflix — gli Stati Uniti e il Canada — dove la maggior parte delle famiglie interessate al servizio ha già un account.

 

PROTESTE DIPENDENTI NETFLIX CONTRO LO SHOW DI DAVE CHAPPELLE PROTESTE DIPENDENTI NETFLIX CONTRO LO SHOW DI DAVE CHAPPELLE

I numeri? Netflix ha chiuso il 2021 con 75,2 milioni di abbonati negli Stati Uniti e in Canada, il che vuol dire che ha guadagnato solo 1,3 milioni di nuovi abbonati in quella regione nel 2021. Pre fronteggiare il rallentamento dei sottoscrittori, la scorsa settimana, Netflix ha aumentato il prezzo del servizio di circa il 10% in Nord America, ma la mossa potrebbe spingere alcuni abbonati a disdire l’abbonmaento, come è già successo in passato dopo altri rialzi.

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SIAMO ALLE SOLITE: I TEDESCHI BLOCCANO L’INTESA SUI DAZI AL PETROLIO RUSSO! - IL GOVERNO DI BERLINO È SCETTICO (EUFEMISMO) RISPETTO ALLA PROPOSTA AMERICANA, PORTATA DAL SEGRETARIO AL TESORO USA, JANET YELLEN, AL G7 DEI MINISTRI DELLE FINENZE - È STATA LA STESSA YELLEN AD AMMETTERE: “NON È EMERSA UNA STRATEGIA CHIARA SUI DAZI” - LO STALLO CONTINUA ANCHE IN EUROPA, CON L’UNGHERIA CHE SI OPPONE AL SESTO ROUND DI SANZIONI CHE COLPIREBBERO IL GREGGIO (E SCHOLZ NON È COSÌ DISPIACIUTO)

LA GUERRA IN UCRAINA MINACCIA SCONQUASSI MAI VISTI PER L’ECONOMIA MONDIALE - UNA RECESSIONE ANCORA NON È IN VISTA, MA POTREBBERO FARSI PESANTI GLI EFFETTI COMBINATI DI UN RALLENTAMENTO DEGLI USA, DI UNA FRENATA DELLA CINA, DI CARESTIE NEI PAESI PIÙ POVERI, DI CRISI DEBITORIE IN ALCUNI EMERGENTI A CAUSA DEI TASSI PIÙ ALTI - L'ITALIA SI TROVA NELLA PARADOSSALE SITUAZIONE DI AVERE UN CAPO DI GOVERNO ALL'ALTEZZA DEL MOMENTO, E UN SISTEMA POLITICO PRIGIONIERO DI SÉ STESSO. PER IL FONDO MONETARIO, NEMMENO I FONDI DEL PNRR CI FARANNO ACCELERARE OLTRE UN “APPENA SOPRA L'1%” NEGLI ANNI FUTURI

AL GREGGIO NON C’È MAI FINE - INCREDIBILE MA VERO: L’ITALIA A MAGGIO HA AUMENTATO LE IMPORTAZIONI DI PETROLIO RUSSO! DA MOSCA SONO ARRIVATI IN ITALIA CIRCA 450MILA BARILI AL GIORNO DI GREGGIO, PIÙ DI QUATTRO VOLTE RISPETTO A FEBBRAIO (E IL MASSIMO DAL 2013) - IL PARADOSSO È CHE SI TRATTA DI UN EFFETTO DELLE SANZIONI EUROPEE: DUE TERZI DI QUEL PETROLIO ARRIVA ALLA RAFFINERIA ISAB DI AUGUSTA, CONTROLLATA DA LUKOIL. LA COMPAGNIA RUSSA NON È STATA SANZIONATA, MA LE BANCHE HANNO BLOCCATO LE LINEE DI CREDITO, E COSÌ È COSTRETTA A FARE AFFIDAMENTO ESCLUSIVAMENTE SULLE FORNITURE DELLA SOCIETÀ MADRE