giancarlo giorgetti vittorio colao intel

FISH AND CHIP - L’ITALIA ESCE RIDIMENSIONATA DAL PIANO DI INVESTIMENTI DI INTEL IN EUROPA: L’HUB PER LA PRODUZIONE DI SEMICONDUTTORI SE LO CUCCHERÀ LA GERMANIA. LA FRANCIA DIVENTERÀ IL QUARTIER GENERALE EUROPEO PER I COMPUTER AD ALTE PRESTAZIONI E PER LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE. E A NOI RESTANO LE BRICIOLE: 4,5 MILIARDI SU 80 TOTALI MESSI SUL PIATTO DAL COLOSSO AMERICANO - L’IRA DI GIORGETTI SU COLAO: “ABBIAMO PERSO UN’OCCASIONE”

pat gelsinger di intel 1

1 - INTEL IL COLOSSO SBARCA IN EUROPA E LA GERMANIA FA IL PIENO

Alberto Simoni per “la Stampa”

 

Intel sbarca in Europa con un investimento di 80 miliardi di dollari spalmato su dieci anni e creerà a Magdeburgo, in Germania, un nuovo hub per la produzione di semiconduttori di tecnologia avanzata.

 

Dopo mesi di mezze dichiarazioni, e lavori dietro le quinte con i governi continentali e l'Unione europea, la società californiana ha presentato il piano per lo sbarco in Europa.

intel 3

 

Ci saranno due stabilimenti nuovi di zecca a Magdeburgo che diventerà una sorta di "Silicon Junction" come l'ha definita con orgoglio Pat Gelsinger, ceo di Intel, e ramificazioni in altri cinque Paesi europei, fra cui l'Italia dove negoziati sono in corso per individuare il sito che ospiterà la struttura per il packaging dei semiconduttori.

 

giancarlo giorgetti foto di bacco (4)

Si tratta, per quanto concerne l'Italia, di un investimento fino a 4,5 miliardi che produrranno 1.500 nuovi posti di lavoro legati a Intel e 3.500 dell'indotto, fra fornitori e partner. Secondo quanto ha riferito Gelsinger, l'impianto sarà operativo fra il 2025 e il 2027 e Intel punta molto su questa struttura fondamentale per l'assemblaggio finale dei chip e dei microchip che la renderà un unicum in Europa.

 

mario draghi vittorio colao

Soprattutto, notano fonti vicine al dossier, «questo è un investimento diretto ed è la prima presenza fisica di Intel sul territorio italiano». Gelsinger, inoltre, si aspetta un incremento del ruolo italiano nella produzione dei chip dalla partnership fra l'israeliana Tower Semiconductor (acquistata da Intel qualche settimana fa per 7 miliardi) e STMicroelectronics partecipata dallo Stato italiano e francese che ha un laboratorio di eccellenza ad Agrate Brianza.

intel 2

 

L'idea è quella di «migliorare la qualità dei semiconduttori e di potenziare la capacità produttiva dell'intero sistema». Il nostro Paese avrà un ruolo anche sulla ricerca e sviluppo di nuove soluzioni nei computer ad alte prestazioni, nei software, nella sicurezza e nel cloud: sono settori in cui la società californiana intensificherà la partnership con Leonardo, Infn e Cineca.

 

L'investimento iniziale di Intel in Europa è di 33 miliardi, diciassette dei quali andranno in Germania. I due complessi che sorgeranno a Magdeburgo impiegheranno 7 mila operai per la costruzione da zero della cittadella tecnologica che darà poi lavoro a 3 mila lavoratori dell'hi-tech e migliaia di persone nella catena logistica.

vittorio colao a cernobbio 2

 

Dodici miliardi invece potenzieranno la struttura già proprietà di Intel a Leixlip, in Irlanda. Una volta completata, l'investimento totale della società americana in Irlanda sarà di 30 miliardi di euro. La divisione ricerca e sviluppo sarà gestita invece in Francia dove è stato individuato a Plateau de Saclay il nuovo centro direzione: genererà mille posti di lavoro altamente qualificati di cui 450 già entro il 2024.

 

intel

La Francia diventerà il quartier generale europeo per i computer ad alte prestazioni e per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. La rete Intel avrà poi terminali anche in Spagna e in Polonia in un disegno che Gelsinger ha definito «olistico». Ovvero tutta l'Europa è stata coinvolta nel piano, reso possibile - evidenziano ad Intel - dallo "European Chips Act" approvato il mese scorso dall'Unione europea.

 

mirafiori

L'obiettivo è quello di avere un'industria europea in grado di produrre entro il 2030 il 20% dei semiconduttori mondiali, un mercato oggi dominato dall'Asia. La scelta di Intel di dislocare impianti e fabbriche in diversi Paesi europei consente di avere maggiori sussidi e incentivi dai governi coinvolti anche se questo - ha notato Gelsinger - significa avere a che fare con regole differenti sul mercato del lavoro.

 

VITTORIO COLAO

2 - IL GELO DI GIORGETTI SU COLAO "ABBIAMO PERSO UN'OCCASIONE"

Gabriele De Stefani per “la Stampa”

 

Quando Intel ha comunicato le sue decisioni al governo, poche settimane fa in un vertice ristretto a pochi ministri, Vittorio Colao e Giancarlo Giorgetti hanno reagito in modo opposto: soddisfatto il primo, rabbuiato il secondo. E le pacche sulle spalle tra il titolare della Transizione Digitale e il vecchio collega Pat Gelsinger, ceo del gruppo americano che Colao conosce dai tempi in cui era ad di Vodafone, hanno lasciato l'amaro in bocca al ministro dello Sviluppo.

 

intel 1

La promessa di investimenti italiani fino a 4,5 miliardi per 1.500 posti di lavoro non basta a Giorgetti, convinto che qui arrivino solo le briciole: se la partita per la giga factory di microchip era considerata in salita fin dall'inizio, almeno quella per il centro ricerca e sviluppo, con Torino in lizza, era da vincere.

 

Giorgetti contava di portarla a casa con trattative bilaterali con Intel e provando a frenare la mole di denaro in uscita dal governo francese, che ha poi conquistato l'insediamento americano, bussando alle porte di quella Commissione Europea più volte rigorosa nel vietare aiuti di Stato all'esecutivo italiano.

GIANCARLO GIORGETTI AD ATREJU

 

Ha prevalso la linea Colao: dossier condiviso e tavolo europeo. Nel frattempo però Parigi e Berlino si sono mosse da sole e hanno portato a casa le fette più importanti. Il malumore di Giorgetti diventa plastico nel momento in cui, nella giornata di ieri, il ministro fa sapere che non siederà al tavolo per definire gli investimenti di Intel. Piuttosto lavorerà, insieme al collega del Tesoro Daniele Franco, ad un'altra partita nella corsa alle tecnologie: il potenziamento delle fabbriche di microchip di Stm tra Brianza e Catania.

giancarlo giorgetti foto di bacco (5)giancarlo giorgetti foto di bacco (2)intel h series

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...