assicurazioni generali luciano cirina philippe donnet alberto nagel francesco gaetano caltagirone

GENERALI MEJO DI UNA SERIE NETFLIX! - CIRINÀ È RIUSCITO IN UN’IMPRESA UNICA: ESSERE TOP MANAGER DI ENTRAMBE LE PARTI, DEL CDA USCENTE DEL LEONE E DELLA LISTA DEL GRANDE SFIDANTE DI DONNET E NAGEL, CALTAGIRONE - DA VENERDÌ ANDRÀ IN GIRO PER IL MONDO A PRESENTARE IL PIANO DI “CALTARICCONE”, MENTRE NEGLI ULTIMI MESI HA LAVORATO A QUELLO DELL’AD USCENTE - COME FINIRÀ LA BATTAGLIA? MEDIOBANCA E DONNET PENSANO DI AVERE LA MAGGIORANZA DEI FONDI. E DEL VECCHIO? SI VOCIFERA CHE NON SIA PER NULLA SODDISFATTO DELLA SCELTA DI CIRINÀ…

1 - CIRINÀ, COSTAMAGNA E LA DISFIDA DEL LEONE DEGNA DI UNA SERIE NETFLIX

Edmond Dantes per www.ilsussidiaro.net

 

LE LISTE DEI CANDIDATI PER IL CDA GENERALI

È questione di ore. E quando venerdì 25 marzo si alzerà il sipario sul contro-piano industriale Generali 2022-2024, potremo assistere a un episodio inedito, degno di una prossima serie di Netflix sulla Grande Finanza Internazionale: sarà un dipendente “in stallo” del Leone di Trieste, candidato ad per la lista di Francesco Gaetano Caltagirone, a presentare agli asset manager globali, tipo il team di Larry Fink di BlackRock per intenderci, il business plan, verosimilmente non suo, firmato dal consulente altrettanto globale Bain & company.

luciano cirina

 

Protagonista di questi giorni e della trama intricata, soprattutto a seguito della comunicazione di sospensione con effetto immediato a favore del collega Giovanni Liverani pro tempore, è Luciano Cirinà. Triestino doc e fino a ieri da oltre 30 anni in Generali, ceo “sospeso” per l’area Centro Est Europa, Austria e financo la Russia, prima della ritirata dovuta agli eventi bellici.

 

PHILIPPE DONNET

Un super dirigente allevato e cresciuto dalla casa del Leone fino a inserirlo al quinto posto della formale scala di successione. E che riesce in un’impresa unica e storica: essere top manager di entrambe le parti, delle Generali che nella prossima assemblea del 29 aprile per il rinnovo delle cariche presentano la lista del consiglio di amministrazione uscente, e sempre delle Generali che vorrebbe Caltagirone, socio con l’8,5% (o forse il 9%? O il 10%?), guidate dal candidato presidente Claudio Costamagna e appunto da lui, il bifronte Cirinà. Il quale, per i meriti guadagnati sul campo con Caltagirone, ha visto bene di chiedere a Generali l’aspettativa. Perché non si sa mai.

ALBERTO NAGEL

 

E così a partire da venerdì Cirinà andrà in giro per il mondo a fare engagement: Good morning, dirà ai super gestori, sono Cirinà di Generali e vengo a presentarvi il piano di Bain per Caltagirone, il secondo socio di Generali che ha dichiarato guerra al primo, Mediobanca, e che vuole far fuori il group ceo di Generali Philippe Donnet.

generali

 

Non sarà facile spiegare la posizione a chi si lamenta in genere della nostra burocrazia… Gli verrà forse più facile illustrare qualche particolare del suo curriculum, che gli ha fatto guadagnare (magari dopo qualche presa di distanza di altri candidati) le preferenze del Condottiero romano.

CLAUDIO COSTAMAGNA

 

Perché nemmeno il più esperto assicuratore (e lui lo è) sul mercato avrebbe potuto vantare la sua profonda conoscenza del piano triennale 2022-2024 presentato da Donnet il 15 dicembre 2021: ha semplicemente collaborato a farlo. Essendo sino a oggi responsabile di appena il 10% dei premi di gruppo senza alcuna conoscenza in Asset Management su cui, pare, si baserà il piano di Caltagirone.

 

PHILIPPE DONNET ALBERTO NAGEL

E da manager di prima linea delle Generali ha sempre partecipato alle riunioni più o meno settimanali del Gmc, il Group management Committee, il comitato internazionale della compagnia responsabile delle priorità strategiche. Come dire: un vero insider. Poteva pescare meglio Caltagirone, che è stato a lungo vicepresidente di Generali e sicuramente ha avuto modo di apprezzarne il lavoro?

 

ANDREA SIRONI

Certo, mentre Donnet ha presentato alla comunità finanziaria internazionale il piano triennale realizzato in mesi di lavoro dal top management delle Generali in veste di primo autore, lui non potrà farlo. Perché di mezzo c’è Bain e perché il business plan alternativo di Caltagirone, messo a punto in qualche settimana, dovrà essere frutto solo di dati pubblici: diversamente, soltanto un manager infedele avrebbe potuto essere messaggero di comunicazioni riservate.

 

Ma la serie formato Netflix avrà un altro momento clou. Quando Costamagna, che invece con tempismo e visione ha lasciato il suo precedente posto di presidente di Revo, e il dipendente di Generali Cirinà andranno nel corso del roadshow dagli asset manager globali, sicuramente qualcuno chiederà loro: cosa vi ha convinto a partecipare a questa sfida al buio? Sì perché così appare: Caltagirone ha forse il 10%, ma non di più. Mediobanca ha il 17% dei diritti di voto. E i fondi internazionali, che in assemblea saranno il socio di maggioranza con il 35-40%, decideranno la partita.

 

philippe donnet

E anche qui non sarà facile spiegare proprio a loro, ai veri arbitri della disfida del Leone, che i candidati presidente e amministratore delegato hanno “buttato il cuore oltre l’ostacolo” “presumendo” una condivisione di progetti da parte di Leonardo Del Vecchio e di Crt, azionisti a Trieste rispettivamente con il 6,6% e 1,7% e con lo stesso Caltagirone membri del patto che l’imprenditore romano ha ben visto di lasciare per lanciare la sfida libero da sospetti di “eccesso di consultazione”. Uniti ma separati, azione da manuale in presenza di una vigile autorità di vigilanza.

 

E così gli scafati finanzieri internazionali potranno avere ben chiaro il quadro che gli si presenta in assemblea.

 

Da un lato una lista, per lo più romanocentrica, presentata da un socio abituato a comandare solitario in casa sua (Roma) che schiera un dipendente triestino delle Generali che si gioca tutto “contro” le Generali; dall’altra, una lista presentata dal consiglio di amministrazione di Generali che affida la responsabilità della gestione, come avviene nei maggiori gruppi multinazionali, al top management del gruppo guidato dal 2016 dal group ceo, Philippe Donnet, francese con nazionalità italiana. Che nel (suo) piano triennale 2022-2024 ha collocato fra i target la distribuzione di dividendi complessivi per 5,2-5,6 miliardi, circa un miliardo in più rispetto al business plan (sempre suo) precedente.

francesco gaetano caltagirone philippe donnet

 

GENERALI, CIRINÀ E LA LISTA CALTAGIRONE DELLA DISCORDIA

Michele Arnese per www.startmag.it

 

Non è una serena vigilia per Francesco Gaetano Caltagirone (primo socio privato di Generali con l’8,5%) che il 25 marzo presenta la lista a sua immagine e somiglianza per il rinnovo del board di Assicurazioni Generali.

 

Obiettivo: ribaltare il piano dell’azionista forte del Leone, ossia Mediobanca, per confermare il numero uno del gruppo assicurativo Philippe Donnet.

leonardo del vecchio

 

L’idea di indicare il top manager di Generali, Luciano Cirinà, come alternativa a Donnet ha destato non poche perplessità tra gli osservatori e tra gli altri azionisti di Generali, oltre a provocare una reazione del colosso triestino, che ha anche meditato il licenziamento di Cirinà.

 

«Sospeso con effetto immediato»: è stata questa la reazione di Generali alla candidatura a ceo nella lista di Caltagirone di Luciano Cirinà, responsabile del Centro-Est Europa del gruppo (per questo coccolato al Forum euroasiatico filo-russo) e uno dei sei top manager a diretto riporto dell’amministratore delegato Donnet, che invece punta alla riconferma.

sede generali milano

 

“Insomma uno dei massimi dirigenti del gruppo sfida il capoazienda, con il quale ha fino a ieri collaborato anche nella preparazione e poi nella presentazione del piano industriale annunciato lo scorso dicembre”, ha notato oggi il Corriere della sera.

 

Nell’annunciare la sospensione del «regional officer» e l’interim al ceo di Generali Deutschland Giovanni Liverani, Generali ha precisato che «restano validi tutti gli obblighi statutari o contrattuali», compresi la riservatezza su dati «confidenziali» e «l’adesione a tutte le regole e le policy interne, incluse quelle che regolano le relazioni con i media, gli analisti finanziari, le agenzie di rating, gli investitori e le authority». Una sfida anche legale che sta squassando il top management del colosso assicurativo.

Alberto Nagel Caltagirone

 

“Si tratta in ogni caso solo dell’ultimo episodio di una battaglia che vede contrapposto Caltagirone al cda delle Generali e a Mediobanca per il rinnovo del consiglio. Rinnovo che verrà deciso dall’assemblea dei soci del 29 aprile e per il quale il board ha candidato Philippe Donnet alla carica di ceo e Andrea Sironi a quella di presidente”, ha chiosato il Sole 24 Ore.

 

Da capire – ha aggiunto il quotidiano economico-finanziario – come risponderà Cirinà e soprattutto il gruppo Caltagirone che hanno organizzato proprio per domani la presentazione del proprio programma strategico agli analisti e alla stampa. A condurre i lavori, oltre a Cirinà, è previsto anche Claudio Costamagna, indicato dall’imprenditore romano alla carica di presidente del Leone.

CLAUDIO COSTAMAGNA SCALA

 

Ma su Costamagna persistono interrogativi e perplessità in ambienti della fondazione torinese Crt (qui fatti e indiscrezioni in un articolo di Start Magazine). Così come per il ruolo di candidato amministratore delegato – secondo indiscrezioni di Dagospia – l’altro socio privato anti Mediobanca, ossia Leonardo Del Vecchio, preferiva Sergio Balbinot al posto di Cirinà. Ma alla fine è prevalsa la scelta di Caltagirone: non a caso la lista è ribattezzata appunto “lista Caltagirone” e non lista Caltagirone-Del Vecchio-Crt.

 

luciano cirina

Per tutti questi elementi – dai subbugli interni a Crt per l’inusuale attivismo della fondazione all’assenza di fatto della mano di Del Vecchio nella lista anti Donnet/Mediobanca – sul mercato e tra gli osservatori ci si chiede: ma quanto è solido l’asse fra Caltagirone, Del Vecchio e Crt?

PHILIPPE DONNET GENERALI generali 2

Ultimi Dagoreport

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L'ALTRO ALLEATO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO - IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI" - E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO', MA NON LO FARA' MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO - MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE' AD OTTOBRE 2027, NON C'È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI...

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO - ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO - UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… - VIDEO