oto melara alessandro profumo leonardo oto melara wass

GIÙ LE MANI DAI NOSTRI CANNONI! - LEONARDO HA MESSO IN STANDBY IL PIANO DI CESSIONE DI OTO MELARA E WASS A CAUSA DELLA GUERRA IN UCRAINA. SUL PIATTO CI SONO L’OFFERTA DEL CONSORZIO FRANCO-TEDESCO KNDS DA 650 MILIONI E QUELLA DI FINCANTIERI (450) - MA VISTI GLI AUMENTI IN BORSA DELL’EX FINMECCANICA IN BORSA DOPO L’INVASIONE RUSSA DELL’UCRAINA, IL GRUPPO POTREBBE ANCHE DECIDERE “VALORIZZARE” I DUE ASSET, E PARTECIPARE AL PROGETTO CON UNA QUOTA DI MINORANZA…

1 - LEONARDO, PIANI CESSIONE OTO MELARA E WASS IN STANDBY PER CRISI UCRAINA FONTI

Angelo Amante, Giuseppe Fonte e Francesca Landini per Reuters

 

oto melara

Il piano di Leonardo LDOF.MI di trovare un acquirente per le divisioni Oto Melara e Wass è stato messo in standby nel contesto della crisi causata dall'invasione russa dell'Ucraina. Lo hanno detto tre fonti vicine alla questione. Leonardo aveva detto a dicembre di aver ricevuto due manifestazioni di interesse per Oto Melara - che produce cannoni navali e cannoni per uso terrestre - e Wass - specializzata in cacciatorpedinieri - e di essere in attesa delle offerte vincolanti.

 

Alessandro Profumo

Leonardo aveva detto ai tempi di volersi concentrare su elicotteri, velivoli e elettronica per la difesa, aggiungendo che Oto Melara e Wass avrebbero potuto avere migliori opportunità di crescita fuori dal gruppo. Sia il consorzio franco-tedesco KMW+Nexter Defence Systems (Knds) sia Fincantieri FCT.MI hanno espresso interesse per le due divisioni. Ma il governo -- che controlla sia Leonardo che Fincantieri -- vuole poter dire la sua in merito all'operazione, secondo quanto riferito in precedenza da fonti. Leonardo non ha commentato.

 

2 - UCRAINA, LEONARDO RIMANDA LA CESSIONE DI WASS E OTO MELARA?

Chiara Rossi per www.startmag.it

 

oto melara

Leonardo mette in stand-by il piano di vendita delle due controllate Oto Melara e Wass a causa della guerra in Ucraina. Lo ha riportato l’8 marzo Reuters, citando tre fonti vicine alla questione.

 

L’anno scorso il gruppo della difesa e aerospazio italiano aveva messo in vendita le due controllate armamenti terrestri e navali (oggi business unit Sistemi di Difesa).

Sia il consorzio franco-tedesco Knds sia l’italiana Fincantieri hanno espresso interesse per le due divisioni.

 

knds

Secondo la fonte di Reuters i negoziati per raggiungere gli obiettivi del governo sono stati complessi e l’attuale crisi ha reso difficile proseguire i colloqui. “La questione è sospesa a causa della guerra”, ha concluso una delle fonti. Tutti i dettagli in attesa della presentazione odierna dei risultati 2021, quando saranno date anche le guidance per l’anno in corso.

 

LE MANIFESTAZIONI D’INTERESSE DI KNDS E FINCANTIERI

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, l’offerta di Knds (650 milioni) supera quella di Fincantieri (450 milioni, aumentabile a 550 milioni). Per l’offerta di Fincantieri, gruppo controllato da Cdp Equity con il 71,32%, si parla infatti della necessità di un aumento di capitale sostenuto dal suo principale azionista Cdp.

ALESSANDRO PROFUMO

Ma in audizione alle Commissioni riunite Difesa e Attività produttive della Camera a fine dicembre, l’ad di Leonardo Profumo ha sottolineato che il gruppo prenderà una decisione considerando diversi aspetti: non solo il prezzo offerto, anche la possibilità di cooperazione internazionale.

 

“Knds è potenzialmente un partner interessante perché ha il 75% del programma Main battle tank e non compete con Leonardo sull’elettronica”, aveva detto Profumo, aggiungendo che l’Italia trarrebbe vantaggio dall’essere parte del progetto del carro armato europeo del futuro Main Ground  Combat System (Mgcs).

 

IL RUOLO DEL GOVERNO

Ma Reuters ricorda che il governo italiano, che controlla sia Leonardo (attraverso il Mef al 30%) sia Fincantieri, vuole avere voce in capitolo nell’accordo.

Giuseppe Bono

 

L’esecutivo ha avviato infatti un tavolo interminesteriale tra Mef, Mise e Difesa per seguire da vicino il processo di vendita. Lo aveva annunciato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini (Pd) in Aula a fine novembre 2021.

 

In particolare, Roma vuole avere un ruolo in un consorzio a livello europeo per l’equipaggiamento militare terrestre, in cui potrebbero essere ripiegati alcuni degli asset di Oto Melara e Wass.

 

VALORIZZAZIONE DEI DUE ASSET CON I RIALZI IN BORSA

siluro wass

Inoltre, con gli aumenti che sta registrando Leonardo in Borsa, c’è anche la valorizzazione dei due asset Oto Melara e Wass. Secondo il Sole 24 Ore, in un eventuale polo industriale europeo di cui si rumoreggia in questi giorni, “Leonardo, anziché limitarsi a cedere le due aziende e le rispettive tecnologie potrebbe partecipare al progetto, insieme a francesi e tedeschi, con una quota di minoranza, che potrebbe arrivare, secondo rumors di mercato, fino al 15%”.

 

Quindi il gruppo capeggiato da Alessandro Profumo potrebbe essere partner del gruppo senza dover cedere le sue controllate, ma semplicemente una quota. Dunque si delineerebbe così per l’Italia, tramite Leonardo, la partecipazione al programma Mgcs con una quota del 15%.

black shark wass

 

POLEMICI I SINDACATI

Infine, protestano i sindacati e i lavoratori, preoccupati che una cessione estera di Oto Melara e Wass possa compromettere l’occupazione nei quattro stabilimenti italiani coinvolti.

“Pensare di vendere l’ex Oto Melara per fare cassa, e ottenere in cambio un 15% del prossimo consorzio per il carro armato europeo di nuova generazione, è inaccettabile.

 

L’Italia deve tornare a fare una vera politica industriale, non può pensare di cedere un’azienda così strategica. Se le scelte non andranno nella direzione che auspichiamo, siamo pronti alla mobilitazione” ha lamentato la scorsa settimana Luca Comiti, segretario provinciale Cgil, all’assemblea dei lavoratori dello stabilimento Leonardo della Spezia con Cgil, Cisl e Uil.

 

 

cannoni oto melara Giuseppe Bonooto melara cannone oto melara. iveco oto melara wass cannone otobreda 76:62

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?