giuseppe bono fincantieri

GIUSEPPE BONO HA INIZIATO A MORIRE QUANDO GLI HANNO TOLTO LA GUIDA DI FINCANTIERI – “L’ULTIMO BOIARDO DI STATO” HA VISSUTO TUTTA LA VITA IN FUNZIONE DEL LAVORO, E QUANDO IL GOVERNO DRAGHI AD APRILE DECISE DI DARGLI IL BENSERVITO, LUI CI RIMASE MALISSIMO. E SI SFOGÒ CON “L’ESPRESSO”: “LA MIA CARRIERA ERA IL PROBLEMA. NON LA POSSO CEDERE AD ALTRI, PURTROPPO. ANZI NE VADO FIERO. QUANDO SONO ARRIVATO L'AZIENDA ERA UN DISASTRO, OGGI HA UN OTTIMO BILANCIO E 36 MILIARDI DI ORDINI. LASCIO QUESTA DOTE E I MIEI MIGLIORI AUGURI”

Teodoro Chiarelli per “La Stampa”

 

giuseppe bono 1

«Maiora premunt», urgono cose di maggiore importanza. In questa battuta, fatta qualche giorno fa al ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, c'è molto di Giuseppe Bono, scomparso ieri all'età di 78 anni, pochi mesi dopo essere stato sostituito al vertice di Fincantieri. Un regno durato 20 anni, ininterrottamente dal 2002: l'ultimo dei Boiardi di Stato. Un manager che, fra luci e ombre, ha avuto il merito di trasformare un'azienda agonizzante in una realtà multinazionale, con stabilimenti in Europa e negli Usa, emblema del made in Italy nelle crociere e costruttore di navi militari apprezzate nel mondo. Aveva una vera passione per l'industria: «Ci sono nato, le mani me le sono sporcate davvero.

 

giuseppe bono 6

Mica come quelli che non sono mai usciti dal salotto e un cantiere lo hanno visto solo al telegiornale. In fabbrica sono entrato a 18 anni. Da operaio, a Torino, a 1.300 chilometri da casa. Non avevo scelta: papà morì quando ero piccolo, e al nostro paese lavoro non ce n'era». Uomo concreto, Bono era poco interessato alla finanza. Ironico, tagliente, modi spicci, ma anche abile navigatore dei mari della politica, mai praticata, ma frequentata.

Dai tempi del suo mentore, il socialista calabrese Gaetano Mancini, cugino di Francesco Mancini, segretario del Psi prima di Bettino Craxi, senatore e poi a capo dell'Efim, dove Bono ottiene i primi incarichi di vertice nell'industria di Stato.

 

SERGIO MATTARELLA GIUSEPPE BONO

Un imprinting, quello socialista, che Bono non rinnegherà mai, pur essendo capace, nella sua carriera, di sopravvivere a governi di destra, centro, sinistra, grillini, rosso-verdi e tecnici, uscendo indenne da tangentopoli e saltando con disinvoltura dalla prima alla seconda Repubblica.

 

Con il fallimento dell'Efim, il terzo degli enti a Partecipazione Statale dopo Iri ed Eni, le sue attività industriali passano a Finmeccanica e Bono è nominato direttore generale. Poi diventa ad, ma in coabitazione con il presidente e ad Alberto Lina che ha quasi tutte le deleghe.

 

giuseppe bono ai tempi di finmeccanica

Morde il freno, si scontra con Lina, i contrasti fra i due diventano insanabili. Il premier Silvio Berlusconi caccia Lina, mette al vertice di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, ad di Fincantieri, e spedisce Bono a Trieste. Lui non la prende bene, pensa a un siluramento e forse ha ragione: Fincantieri va male.

 

Invece è la sua fortuna. Nato nel 1944 in Calabria a Pizzoni, quando Vibo Valentia non era ancora provincia, sposato, due figli, grande tifoso della Juventus («Come tanti terroni»), in tribuna a Cardiff a imprecare per l'ennesima Champions perduta, Bono nel 2002 inizia a studiare l'azienda e un mercato complicato. Riorganizza Fincantieri, ridefinisce le strategie e va a caccia di nuovi clienti. Stringe un patto di ferro con il presidente Corrado Antonini, amico di famiglia di Giulio Andreotti e delle moglie Livia, ma soprattutto di Micky Arison, proprietario del colosso delle crociere Carnival, che controlla Costa Crociere.

giuseppe bono 8

 

Il legame del gruppo di Miami con Fincantieri diventa strettissimo e l'azienda italiana diventa la numero uno al mondo nelle crociere. Una crescita che si estende al settore militare. Nel 2009 Bono mette piede negli States e acquisisce i cantieri Marinette. Nel 2014 porta l'azienda in Borsa, ma il suo sogno di creare un grande gruppo delle costruzioni navali europee andrà a cozzare con i protezionismi tedesco e francese e il veto della Ue. L'acquisizione dei cantieri di Saint-Nazaire viene stoppata. Resta la joint-venture militare con Naval Group.

 

PIERROBERTO FOLGIERO

Bono però non si ferma. Con WeBuild costruisce il ponte di Genova dopo il crollo del Morandi: un successo mondiale. E sempre con il gruppo Salini partecipa alla gara per la nuova diga di Genova. Poi pensa alla costruzione di ospedali. Una visione un po' troppo faraonica, tanto che il suo successore, Pierroberto Folgiero, si affretterà a dichiarare di voler riportare il gruppo al core business.

edoardo rixi giuseppe bono

 

Quando il governo Draghi gli dà il benservito, non è contento, nonostante i 78 anni avrebbe voluto continuare. Si sfoga con L'Espresso: «Mi hanno chiamato e comunicato che il governo preferisce la discontinuità. Non ci sono cose che non vanno, o cose che vanno raddrizzate: la mia carriera era il problema. Non la posso cedere ad altri, purtroppo. Anzi ne vado fiero. Quando sono arrivato l'azienda era un disastro, era in vendita. Il governo non sapeva che farsene. Oggi ha un ottimo bilancio e 36 miliardi di ordini. Lascio questa dote e i miei migliori auguri».

 

 

Articoli correlati

GIUSEPPE BONO: QUANDO SONO ARRIVATO L\'AZIENDA ERA UN DISASTRO, ERA IN VENDITA. IL GOVERNO...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

giuseppe bono 9

 

 

 

 

 

 

giuseppe bono 10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...