xi jinping jack ma alibaba hong kong

“ALIBABA” E I 40 SOLDONI – IL GIGANTE CINESE DELL’E-COMMERCE POSTICIPA LA QUOTAZIONE SULLA BORSA DI HONG KONG PER VIA DELLE PROTESTE CONTRO IL REGIME DI PECHINO – JACK MA NON VUOLE INDISPETTIRE XI JINPING, ANCHE PERCHÉ LA QUOTAZIONE SAREBBE UN GRAN REGALO ALL’EX COLONIA BRITANNICA, VISTO CHE L’AZIENDA PUNTA A RACCOGLIERE ALMENO 15 MILIARDI DI DOLALRI. A WALL STREET NEL 2014 FECE UN BOTTINO DA RECORD – VIDEO

ALIBABA POSTICIPA LA QUOTAZIONE A HONG KONG PER LE PROTESTE (E PER NON INDISPETTIRE XI JINPING)

Francesco Semprini per “la Stampa”

 

JACK MA CON LE COPPIE SPOSATE DI DIPENDENTI ALIBABA 1

Le proteste di Hong Kong fermano il «genio» del commercio elettronico. Alibaba ha deciso di posticipare la quotazione sulla Borsa dell' ex colonia britannica, a causa delle incalzanti manifestazioni in corso contro le leggi repressive del regime di Pechino. Una scelta, quella del colosso cinese dell' e-commerce, dettata da motivi di opportunità politica ma anche di fattibilità tecnica. «La quotazione sarebbe stata un grande regalo a Hong Kong», spiegano fonti vicine all' operazione, e «considerando ciò che sta accadendo avrebbe creato non pochi fastidi a Pechino».

 

alibaba

L' Offerta pubblica iniziale (Ipo) di Alibaba Group Holding, società con sede a Hangzhou e valore di mercato di 235 miliardi di dollari, punta a raccogliere fino a 15 miliardi di dollari e sarebbe la più importante dell' anno in corso.

 

JACK MA ALIBABA

Il gruppo ha chiuso il periodo tra aprile e giugno con ricavi in crescita del 42% a 16,74 miliardi di dollari e un utile netto attribuibile ai soci di 2,7 miliardi (+150%). «Un ottimo trimestre che ha visto ampliare la nostra base a 674 milioni di consumatori attivi annuali - ha commentato l' amministratore delegato Daniel Zhang - Continueremo ad rafforzare l' efficienza operativa e garantire una crescita robusta. Proseguiremo a investire in tecnologia e a portare trasformazione digitale in milioni di aziende in tutto il mondo».

XI JINPING WINNIE THE POOH BY BADIUCAO

 

le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 5

I numeri facevano presagire un esordio strepitoso sulla borsa del Dragone, dopo quello da 25 miliardi di dollari avvenuto nel settembre 2014 sul Nyse che ha segnato il record assoluto. Certo la quotazione «in casa» è stata sempre considerata affare più complesso, a causa dello stretto controllo della Cina sul commercio transfrontaliero di titoli azionari, ma i disordini di Hong Kong hanno aumentato la complessità di molto. Ora bisognerà attendere almeno sino a ottobre.

le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 7

 

gommone per migranti su alibaba

L' approdo in Borsa del colosso fondato da Jack Ma è comunque un' opportunità per tutti in Cina. Hong Kong lo scorso anno ha allentato le regole di governance per attirare i giganti della tecnologia del Dragone quotati all' estero, e Alibaba sarebbe il primo a sperimentare il nuovo regime. «Sono fiducioso che aziende come questa alla fine troveranno una casa qui, perché questa è la loro sede naturale. Sono si curo che in molte arriveranno qui, non so quando, però», ha risposto l' amministratore delegato della Borsa, Charles Li a chi chiedeva se le turbolenze di Hong Kong potrebbero influenzare la quotazione di Alibaba.

 

XI JINPING

L' approdo del colosso del commercio elettronico a Hong Kong è importante anche per la Cina, che ha lavorato per dare agli investitori continentali un ruolo più importante nel finanziamento del settore tecnologico in rapida crescita del Paese. L' accordo di Alibaba deve anche superare un ostacolo tecnico: ottenere l' approvazione del comitato di quotazione del mercato, un gruppo indipendente di 27 professionisti del settore il cui consenso è necessario per tutte le vendite di azioni in prima quotazione. La società ha discusso con il comitato ma non ci sarebbe ancora l' approvazione formale. Anche per questo, spiegano fonti vicine all' operazione, non aveva senso muoversi troppo rapidamente.

PRODOTTI ALIBABAl'arrivo di xi jinping a roma fiumicino 5hong kong proteste contro la cina 1le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 1le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 3ALIBABA 1le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 2le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 6alibabaalibaba boom di vendite per il singles dayimpiegati del gruppo alibabasoldati cinesi al confine con hong kong 1esercito cinese al confine con hong kong 13esercito cinese nello stadio di shenzen, al confine con hong kongesercito cinese al confine con hong kong 14ALAIN ROBERT SI ARRAMPICA SU UN GRATTACIELO DI HONG KONGle proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 9le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 8le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 11le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 10le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 12proteste a hong kong 4proteste a hong kong 13proteste a hong kong 6proteste a hong kong 3le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 13le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 17le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 16le proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 14hong kong proteste contro la cinale proteste di hong kong contro la cina in piazza quasi 2 milioni di persone agosto 2019 15ALIBABA

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…