roberto gualtieri alitalia

MA CHE SORPRESA: LA NEWCO DI ALITALIA NON DECOLLA – MANCA UN PIANO INDUSTRIALE E SOPRATTUTTO MANCA IL DECRETO DEL TESORO. L’UNICO NODO SCIOLTO SEMBRA QUELLO DELL’AD, CHE DOVREBBE ESSERE L’ATTUALE DIRETTORE COMMERCIALE FABIO LAZZERINI - IL TEMPO STRINGE E I TRE MILIARDI SONO STATI STANZIATI: COSA ASPETTA GUALTIERI? C’È DA DECIDERE QUANTI LAVORATORI LICENZIARE (SPOILER: ALMENO DUEMILA)

 

 

Umberto Mancini per “il Messaggero”

 

ROBERTO GUALTIERI

Il primo tassello del grande puzzle Alitalia c'è. Manca, purtroppo, tutto il resto. Ovvero un piano industriale definito e, sopratutto, il decreto del Tesoro per far decollare la Newco. Al momento l'unico nodo sciolto riguarda quello del nuovo ad della compagnia. Sarà, salvo sorprese dell'ultima ora o scontri nella maggioranza, Fabio Lazzerini, attualmente direttore commerciale del vettore, a guidare il vettore tricolore. In questi giorni dopo aver fatto la spola tra ministero delle Infrastrutture, Mise e Tesoro, avrebbe superato gli ultimi colloqui e ottenuto l'ok dal governo, oltre che quello dei cacciatori di teste.

 

FABIO LAZZERINI

Spetterà però ad una prossima riunione del consiglio dei ministri formalizzare la nomina e affidare al manager la cloche. Il tempo stringe visto che la Newco sarebbe dovuto decollare da tempo con la sua cospicua dote di 3 miliardi stanziata nel decreto Rilancio e, come evidente, un carico di aspettative ancora maggiori. Tutto è fermo invece in attesa del decreto del Mef che va redatto di concerto con Mise e Mit. La nomina di Lazzerini, probabilmente già in settimana, rappresenta comunque un primo passo fondamentale a cui seguirà, si spera, la redazione di un piano industriale ambizioso.

 

Secondo le indiscrezioni circolate, il manager, che ha avuto importanti esperienze con Emirates, potrà contare su una flotta di 100 aerei e dovrà disegnare un futuro nel medio e lungo raggio, affrontando l'emergenza legata al dopo Covid-19. Una missione particolarmente difficile visto che la compagnia solo nell'ultimo anno ha perso poco più di 600 milioni, e che gli altri competitor stanno affilando le armi per riconquistare quote di mercato.

 

PAOLA DE MICHELI ROBERTO GUALTIERI

Non è chiaro, ed è il tema al centro del dibattito politico, con quanti esuberi partirà l'Alitalia di Stato, ma a giudicare dai lavoratori attualmente in Cig, i sindacati temono una sforbiciata a regime di almeno 2 mila unità. Anche se c'è chi immagina un taglio ben più sostanzioso.

 

LINEE GUIDA

Sul punto la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli ha voluto rassicurare: «Terremo il più possibile unita l'azienda» e le sue dimensioni iniziali, con «oltre 100 aerei», determineranno un fabbisogno di risorse umane «molto importante». Con 100 aerei, stimano sempre i sindacati, e con l'handling fuori dal perimetro aziendale, non ci sarò comunque bisogno degli oltre 11 mila dipendenti attuali. Tutto ovviamente dipenderà da come verrà scritto il piano aziendale e dai tempi del decollo della nuova realtà.

 

FABIO LAZZERINI 1

Di certo la fase di stanca del settore, legata all'emergenza, mette, almeno in teoria, tutte le compagnie allo stesso livello. Ma chi si farà trovare pronto potrà approfittare della ripartenza di turismo e dei viaggi. L'auspicio del Mit e del Tesoro è che il piano industriale sia messo a punto entro il mese, in modo tale da immaginare un decollo rapido dopo la crisi. Più probabile invece che se ne riparli a luglio vista la lentezza a definire i prossimi passaggi procedurali. Senza contare che l'operazione ha bisogno dell'ok della Ue. Con il via libera sia agli aiuti pubblici che ai prestiti già concessi in questi ultimi 8 mesi per oltre 1,2 miliardi. Complessivamente al contribuente il salvataggio di Stato della compagnia è costato in 45 anni circa 12,5 miliardi. La mission di Lazzerini si concentrerà su tre fronti: le rotte con lo spostamento del baricentro dal corto al lungo raggio, la sostituzione degli aerei con tipologie più omogenee, la riduzione dei costi.

 

alitalia

Non solo. Insieme al governo dovrà anche scegliere la futura alleanza commerciale e pensare ad un partner cui affiancarsi. Superata l'ipotesi che prevedeva l'affitto di aerei e personale della vecchia» Alitalia, potrà contare su una Newco proprietaria degli asset, come chiesto del resto dalla Ue, e su una normativa meno favorevole alle low cost.

 

paola de micheli 2paola de micheli. paola de micheli 5

 

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO