open fiber francesco starace franco bassanini roberto gualtieri luigi gubitosi

NON ESISTONO CENE GRATIS - PER QUALE MOTIVO L’AD DI ENEL, FRANCESCO STARACE, NON HA ALCUNE FRETTA DI DISCUTERE LA GENEROSA OFFERTA DEL FONDO MACQUARIE PER OPEN FIBER (5 MILIARDI AL NETTO DEI DEBITI)? NEI PALAZZI DELLA FINANZA SI SUSSURRA CHE IN REALTÀ QUELLA OFFERTA NON È POI COSÌ ALLETTANTE. IL MOTIVO È CHE E' VINCOLANTE A FIN TROPPE CONDIZIONALITÀ, TRA QUESTE LA CHIUSURA DEL CONTENZIOSO TRA TIM E OPEN FIBER...

francesco starace

DAGONOTA

Per quale motivo l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, non ha alcune fretta di discutere la generosa offerta del fondo Macquarie per Open Fiber (5 miliardi al netto dei debiti)? Nei palazzi della finanza si sussurra che in realtà quella offerta non è poi così allettante. Il motivo è che ci sono fin troppe condizionalità, tra queste la chiusura del contenzioso tra Tim e Open Fiber sulle aree bianche da oltre un miliardo di euro, 4 meccanismi di aggiustamento del prezzo (earn-out) e soprattutto la realizzazione della rete unica e quindi la creazione di AccessCo con Tim.

 

OPEN FIBER, L'OFFERTA MACQUARIE VALUTA LA RETE OLTRE 5 MILIARDI

Sara Bennewitz per “la Repubblica”

 

Macquarie

Il fondo australiano Macquarie mette sul piatto un' offerta generosa per Open Fiber, valutando la società di tlc 7,3 miliardi di euro, ossia circa 5 miliardi al netto dei debiti. L' annuncio ufficiale arriva con un comunicato di Enel che ha reso noto di aver ricevuto un' offerta vincolante, al netto dei debiti (circa 2 miliardi), per il suo 50% della rete in fibra pari a 2,65 miliardi.

 

Secondo fonti finanziare l' offerta prevede anche quattro meccanismi di aggiustamento del prezzo ("earn out") e pertanto sarebbe complessa e articolata. Lo stesso ad di Enel Francesco Starace, ha detto che «ci vorrà un mesetto» per valutarla a fondo, ribadendo di «non avere fretta» per valorizzare la sua quota.

 

open fiber fibra ottica

Enel che ha iscritto a bilancio il 50% di Open-Fiber a 490 milioni, anche dopo che avrà dato seguito all' apporto di capitale per 225 milioni deliberato a giugno, potrebbe quasi quadruplicare l' investimento iniziale, realizzando una cospicua plusvalenza.

 

Data la delicatezza dell' operazione, che peraltro è soggetta al regime del "golden power", nonché al veto del socio di co-controllo di Open Fiber, cioè la Cdp, qualcuno ipotizza anche che Enel possa sottoporre l' offerta al comitato parti correlate, perché alcuni fondi di Macquarie sono soci di Enel in diverse operazioni.

LUIGI GUBITOSI FRANCO BASSANINI

 

Tra le condizioni individuate da Macquarie che portano a una valutazione così generosa e a un possibile aggiustamento del prezzo ci sarebbe la vittoria da parte di Open Fiber della causa contro Telecom Italia sulle aree bianche (per cui l' ex monopolista ha fatto una causa contraria, nonché ricorso contro una multa salatissima comminata dall' Antitrust), ma anche la realizzazione della rete unica di accesso insieme a Tim, da cui deriverebbero importanti sinergie. Un' operazione complicata, che a sua volta è soggetta al vaglio dell' Antitrust Ue.

GIOVANNI GORNO TEMPINI FRANCO BASSANINI

 

In proposito, oggi i vertici di Open Fiber e quindi l' ad Elisabetta Ripa e il presidente Franco Bassanini, avranno un incontro preliminare in videoconferenza con il presidente Margrethe Vestager, che però potrà entrare nel merito solo quando la lettera di intenti firmata il 31 agosto tra Tim e Cdp si trasformerà in un accordo vero e proprio.

 

FONDO MACQUARIE

Nell' ambito di questa lettera preliminare la Cassa sarebbe intenzionata a esercitare la sua prelazione sulla quota di Enel per rilevare la maggioranza di Open Fiber e gestire il processo di integrazione tra le due reti. Dato che non esiste una prelazione parziale, l' ascesa della Cdp in Open Fiber dovrà a questo punto essere negoziata insieme all' offerta di Macquarie (che potrebbe accettare anche una quota inferiore al 50%).

francesco starace linda lanzillotta franco bassanini

 

Il governo guarda con molta attenzione e, per le stesse ragioni, ad agosto era intervenuto a verificare anche l' operazione gemella di Tim (che ha ceduto una quota di minoranza della sua rete di accesso al fondo Usa Kkr).

 

open fiber

Intanto ieri a causa di alcune indiscrezioni riportate da Bloomberg circa un possibile stop della Ue al progetto di matrimonio tra Tim e Open Fiber, poi smentite dal ministro Gualtieri e non confermate dalle fonti ufficiali Ue, Telecom è sbandata in Borsa e ora non esclude di procedere a un esposto in Consob. Dopo un crollo del 7,5% in avvio, Tim ha dimezzato le perdite (-2,7% a 0,36 euro). Male anche Enel (-2,5% a 7,38 euro), anche se per gli analisti la maxi plusvalenza latente su Open Fiber è un' ottima notizia.

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