ORA CHE ENRICO LETTA E' STATO ELETTO A SIENA, SI PUO' DARE MPS IN PASTO A UNICREDIT - IL PD FA LA SUA SCENEGGIATA MINACCIANDO DI BLOCCARE L'ACCORDO SE NON CI SARANNO GARANZIE SU LAVORO, MARCHIO E DIREZIONE GENERALE A SIENA - ORCEL HA GIA' CHIARITO CHE PER LUI ESISTE SOLO L'IPOTESI "SPEZZATINO": NON VUOLE TUTTI GLI ASSET MA SOLO I PEZZI PIU' PROFITTEVOLI - IL RILANCIO DI GIUSEPPE CASTAGNA, AD DI BPM: "CREDO CHE ORA SERVA ALMENO UN'ALTRA GRANDE BANCA RISPETTO ALLE DUE GRANDI ITALIANE PRESENTI"

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Andrea Orcel giuseppe castagna Andrea Orcel giuseppe castagna

Gianluca Paolucci per "la Stampa"

 

Unicredit +4,3%, Banco Bpm +5,6%, Mps +2,62%. Accantonata la parentesi elettorale, la Borsa torna a scommettere - pesante - sul risiko bancario. Il tema più scontato è ovviamente Unicredit-Montepaschi. Ieri, terminati i conteggi dei voti amministrativi e superata la prova del collegio senese da parte del segretario Pd Enrico Letta, sono ripresi gli incontri per cercare un accordo con Unicredit che consenta al Tesoro di dismettere la partecipazione in Monte dei Paschi.

monte dei paschi di siena monte dei paschi di siena

 

A fissare i punti di una possibile intesa è stato, nei giorni scorsi, lo stesso Letta. Venerdì scorso, in una intervista a La Nazione, il segretario Pd ha annunciato che il suo partito è pronto a bloccare qualunque accordo per Mps «già in Consiglio dei ministri», senza arrivare in Parlamento, qualora non vengano soddisfatte quattro condizioni: «garanzie sull'occupazione, unità dell'azienda e mantenimento del marchio, mantenimento di una direzione generale a Siena, presenza dello Stato nell'azionariato».

 

enrico letta foto di bacco (1) enrico letta foto di bacco (1)

Se il primo e l'ultimo punto non presentano particolari problemi - c'è già un accordo di massima sul rifinanziamento del fondo esuberi dei bancari anche se ancora non sono chiari i numeri delle uscite e se in questi possono essere compresi anche quelli di piazza Gae Aulenti-, unità aziendale e marchio e direzione generale sembrano ben più problematici. Possibile, nell'ambito della trattativa, il mantenimento di una direzione territoriale di Unicredit a Rocca Salimbeni.

 

Più complesso il ragionamento sul marchio, che potrebbe essere mantenuto «a tempo» sul modello della fusione Bpm-Banco Popolare ma anche questa ipotesi deve passare il vaglio dei regolatori europei. Sulla «unità aziendale», premesso che andrebbe chiarito cosa può significare, al momento nessuno scommetterebbe un euro. Unicredit ha chiarito a più riprese di essere interessato solo a una parte degli asset: sostanzialmente la rete nelle aree geografiche più profittevoli.

PIER CARLO PADOAN CON ELKETTE PIER CARLO PADOAN CON ELKETTE

 

Circa 1100 sportelli in totale e 50 miliardi di attivi su 85. Fuori dal perimetro restano il leasing, il factoring, Mps Capital Services e Mps Fiduciaria, per una parte dei quali potrebbe intervenire Mcc. Oltre ai rischi legai e agli npl su cui è a lavoro Amco, L'attesa del mercato è per la prossima trimestrale, che Unicredit ha anticipato al 27 ottobre. Dalla call pre-trimestrale con gli analisti da cui, spiega Kepler Cheuvreux, sono arrivati «messaggi positivi in termini di commissioni e accantonamenti» tanto che «questo potrebbe suggerire» un ulteriore «miglioramento» della guidance per l'anno.

 

Per cui Equita alza le stime e vede l'utile dell'anno a 3,3 miliardi di euro. Proprio in quella data potrebbe essere annunciato l'accordo per Mps, è la scommessa del mercato, con le prossime due settimane che saranno cruciali per risolvere i punti ancora in sospeso nel complesso negoziato. Compresi quelli riepilogati da Letta. L'attesa è anche per il piano industriale di Andrea Orcel che era previsto per novembre.

 

giuseppe castagna giuseppe castagna

Se la pausa imposta dalla politica ha pesato soprattutto per la partita Unicredit-Mps, a spingere gli acquisti su Bpm sono state ieri le parole del numero uno Giuseppe Castagna. «Credo che ora serva almeno un'altra grande banca rispetto alle due grandi italiane presenti», ha detto Castagna, riaccendendo le voci su una possibile aggregazione in vista per l'istituto di piazza Meda. Voci che peraltro lo stesso Castagna aveva spento solo poche settimane fa. Le uniche certezza arrivano per ora dalla Borsa: ieri la scommessa sul risiko bancario ha spinto il Ftse Mib in rialzo dell'1,95%.

 

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