ORCEL DÀ IL VIA AL RISIKO: ORA PUÒ SUCCEDERE DI TUTTO (ANCHE LA “NAZIONALIZZAZIONE” DI GENERALI) – CIRCOLANO VOCI SEMPRE PIÙ INSISTENTI DI UN INGRESSO DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI NELLA COMPAGNIA DI TRIESTE, ALLO SCOPO DI “STABILIZZARE” L’AZIONARIATO DEL PRINCIPALE DETENTORE ITALIANO DI TITOLI PUBBLICI – LA MOSSA DI UNICREDIT SCOMPAGINA I PIANI DI FUSIONE BPM-MPS ED È UN SEDATIVO PER LA MILANO BANCARIA, IN ALLARME PER L’OPERAZIONE DI CASTAGNA SU SIENA (CHE AVREBBE APERTO LE PORTE A UNA POSSIBILE CONQUISTA DI MEDIOBANCA BY CALTA-MILLERI)

andrea orcel

IL DAGOREPORT DEL 14 NOVEMBRE - MILANO BANCARIA IN ALLARME ROSSO PER L’ACQUISIZIONE DAL MEF DEL 15% DI MONTE DEI PASCHI, DA PARTE DI UNA CORDATA FORMATA DA CALTAGIRONE E MILLERI (DELFIN-DEL VECCHIO) IN COMUNITÀ DI AMOROSI INTENTI CON GIUSEPPE CASTAGNA, PATRON DI BPM - CON LA FUTURA FUSIONE BPM-MPS NASCERÀ IL TERZO POLO FINANZIARIO, A FIANCO DI INTESA E UNICREDIT - NON SOLO: IN UNO SCENARIO FUTURIBILE, POTREBBE ACCADERE CHE CALTA E MILLERI, UNA VOLTA CEDUTE A BPM LE LORO AZIONI (27,57%) DI MEDIOBANCA, RIESCANO A CONVINCERE CASTAGNA A PORTARE BPM-MPS ALLA CONQUISTA DI MEDIOBANCA…

https://m.dagospia.com/dagoreport-milano-bancaria-in-allarme-rosso-per-l-acquisizione-dal-mef-del-14-di-monte-dei-paschi-414847

 

giuseppe castagna

COSÌ VACILLA IL TERZO POLO BANCARIO MA SPUNTA IL DOSSIER CDP-GENERALI

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera e Gianluca Paolucci per “La Stampa”

 

[…]  Quando alle sei di ieri mattina Unicredit diffonde il comunicato in cui annuncia la decisione su Banco Bpm, il governo è già al corrente della decisione. Nel tardo pomeriggio di domenica il numero uno Andrea Orcel aveva fatto due telefonate.

 

TORRE UNICREDIT A MILANO

La prima per avvertire il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti, la seconda al presidente del Banco Massimo Tononi, un navigato banchiere che è stato seduto in molte delle poltrone oggetto di questa operazione.

 

Poco dopo le 18 di domenica Giorgetti entrava a casa Meloni, dove si svolge il vertice di maggioranza del governo. Dunque […] si può dedurre che il ministro del Carroccio abbia a sua volta condiviso i fatti con Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi.

 

andrea orcel

Orcel ha spiazzato tutti: nessuno immaginava che - dopo aver aperto un fronte in Germania con il tentativo di scalata di Commerzbank - l'ex numero uno di Ubs e Santander ne avrebbe aperto un secondo per fermare le nozze benedette dal governo fra Banco Bpm e il Monte dei Paschi di Siena. Perché? E in nome di quale obiettivo Orcel vuol far saltare i piani del governo Meloni per il terzo polo italiano?

 

matteo salvini giancarlo giorgetti

Secondo le informazioni fatte trapelare da Piazza Gae Aulenti, l'operazione ha ragioni strettamente industriali. […] Unicredit in Italia è più forte al centro-sud che al nord. Lo dicono le slide diffuse per spiegare il senso della decisione: in Lombardia Unicredit ha il 6 per cento del mercato, meno della metà del 13 di Bpm. In Piemonte ha il 14 per cento, Bpm il 9.

 

Detta in sintesi: in attesa di decidere se andare in fondo nella conquista tedesca, Orcel ha deciso di consolidare il gruppo in Italia, dove Intesa Sanpaolo è stata fin qui imbattibile.

SEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANO

 

[…] Nell'offerta annunciata su Banco Bpm ci sono almeno due incognite. La prima è squisitamente finanziaria, la seconda è politico-relazionale. L'offerta di Unicredit, uno scambio di azioni Bpm con azioni Unicredit di nuova emissione, valorizza la banca di Piazza Meda 10,1 miliardi di euro, appena lo 0,5 per cento in più rispetto alla chiusura del titolo di venerdì.

 

Un'offerta piuttosto risicata, di certo poco per convincere gli azionisti di Banco Bpm della bontà dell'operazione. La posizione ufficiale si conoscerà solo oggi, al termine del consiglio di amministrazione di Bpm. Ma da quello che trapelava già ieri l'offerta sarà classificata come ostile. Difficile in effetti pensare che quell'offerta sia sufficiente a convincere una compagine variegata fra i quali il finanziere Davide Leone e i francesi del Crédit Agricole. I quali - per inciso - avevano iniziato a loro volta a valutare un'operazione sull'istituto guidato da Giuseppe Castagna.

 

Banco Bpm ha appena annunciato un'offerta pubblica di acquisto su Anima, grosso gestore di fondi di investimento. Ma soprattutto è salito complessivamente - considerando anche la stessa Anima - al 9 per cento del Monte dei Paschi di Siena con l'ultima tranche di azioni vendute dal Tesoro.

milleri nagel caltagirone

 

Con la stessa operazione sono entrati nell'azionariato di Mps Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin, la finanziaria degli eredi di Leonardo Del Vecchio. Sempre in sintesi: con l'offerta su Bpm, Orcel mette le dita negli occhi a chi stava lavorando al terzo polo, secondo molti il primo passo dell'intero riassetto della finanza italiana, che da Siena arriva a Mediobanca e Generali, dove Caltagirone e Delfin sono impegnati da mesi in una battaglia per contare di più all'assemblea di primavera.

 

Ci sono poi le voci sempre più insistenti di un ingresso in Generali (seppur con una piccola quota) di Cassa depositi e prestiti, allo scopo di «stabilizzare» l'azionariato del principale detentore italiano di titoli pubblici.

MASSIMO TONONI GIUSEPPE CASTAGNA

 

Insomma, l'operazione Mps-Banco Bpm è fortemente sostenuta dal governo, al punto da spingere il quotidiano Milano Finanza a coniare un titolo degno di nota: «Meloni ha una banca». Resta da capire se la premier e il resto del governo, dopo la polemica sulla pasticciata riforma delle società (secondo molti condizionata dagli alleati di cui sopra) andrà fino in fondo nella crociata lanciata ieri contro Orcel dal Carroccio di Salvini e Giorgetti, preoccupati dalle conseguenze di un'eventuale ristrutturazione del Banco.  […]

Andrea Orcel giuseppe castagnagiuseppe castagnaI SOCI DI MEDIOBANCA A SETTEMBRE 2023ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSEgiuseppe castagnagiuseppe castagna banco bpmbanco bpmbanco bpmAndrea Orcel Ana Botin

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”