pensioni pensione giorgia meloni giancarlo giorgetti

SULLE PENSIONI GIORGETTI HA FATTO IL GIOCO DELLE TRE CARTE – IL RECUPERO DELL’INFLAZIONE NEL 2025 NON SARA’ AL 100% PER TUTTI I PENSIONATI, COME INVECE ANNUNCIATO DAL GOVERNO CON LA MANOVRA – PER GLI ASSEGNI MINIMI NEL 2025 È PREVISTO UN AUMENTO DI APPENA 3 EURO NETTI IN PIÙ AL MESE (DA 614,77 A 617,9 EURO), MENTRE PER UNA PENSIONE MEDIO-ALTA, NELL'ORDINE DEI 5.000 EURO LORDI, L'AUMENTO NETTO SARÀ DI 35 EURO AL MESE, OVVERO 10 VOLTE DI PIÙ…

Estratto dell’articolo di Paolo Baroni per “La Stampa”

 

PENSIONI

Per le pensioni nel 2025 il recupero dell'inflazione non sarà pieno, come ha cercato di far passare il governo, ma verrà ripristinato il meccanismo in vigore prima del 2023 certamente più favorevole ai pensionati, soprattutto quelli d'oro, ma non a tutti sarà garantito un recupero del 100% del caro-vita che quest'anno si dovrebbe attestare attorno all'1%, contro il +8,1% del 2022 ed il +5,4% del 2023.

 

Ed è solo grazie a questa spesa decisamente più ridotta che il governo ha deciso di allargare un po' i cordoni della borsa. Non abbastanza secondo la Cgil che la prossima settimana in tutte le regioni porterà in piazza i pensionati.

 

giancarlo giorgetti - foto lapresse

[…] rispetto alla precedente legge di bilancio il cambio per le pensioni medio alte, e ancor di più per gli assegni «d'oro», è però significativo. Per fare un esempio, mentre per le minime nel 2025 è previsto un aumento di 3 euro netti in più al mese (con gli assegni che passano da 614,77 a 617,9 e che tante polemiche stanno generando in questi giorni), per una pensione medio alta, nell'ordine dei 5.000 euro lordi al mese, secondo i calcoli del responsabile previdenza della Cgil, Ezio Cigna, l'aumento netto sarà all'incirca di 35 euro al mese. Ovvero 10 volte di più.

 

[...[ L'ultima legge di Bilancio assicurava il recupero del 100% dell'inflazione calcolata dall'Istat per tutte le pensioni solamente sino a 4 volte il minimo in vigore prima degli ultimi aumenti straordinari (ovvero 2.394,4 euro lordi al mese). Sopra questa soglia la copertura veniva poi ridotta in maniera progressiva: all'85% per gli assegni da 4 a 5 volte il minimo (2.993,05 euro), al 53% tra 5 e 6 volte (3.591,66), al 47% tra 6 e 8 volte (4.788,88) , al 37% tra 8 e 10 volte e al 22% per i fortunati che ricevono assegni oltre 10 volte il minimo (5.961,1 euro).

 

inps - pensioni

Dal nuovo anno si cambia e si torna al passato con le pensioni che sino a 4 volte il minimo che ricevono aumenti sempre legati al 100% dell'inflazione dell'anno prima, quelle comprese tra 4 e 5 volte anziché l'85 ottengono il 90% e quelle sopra il 75%, guadagnando a loro da 22 a 53 punti in più quando si arriva sopra quota 5.986 euro.

 

Oltre a questo gli aumenti sopra quattro volte il minimo si fanno più robusti anche per effetto del ripristino del vecchio meccanismo di calcolo che anziché applicare un'aliquota unica alla pensione lorda torna ad essere fatta per fasce «diventando di fatto progressivo», spiega ancora Cigna, per cui anche chi ha un lordo di 6 mila avrà il 100% di recupero sui primi 2.394,4 euro lordi come i pensionati che ricevono assegni sotto 4 volte il minimo, il 90% sulla quota che arriva a 2.994,5 e il 75% solo sulla parte che eccede questa soglia.

 

giancarlo giorgetti - foto lapresse

Insomma in questa tornata le pensioni d'oro, magari non brindano ma certamente tornano a sorridere. Meno contenti i pensionati al minino, anche perché non è certo che l'anno si chiuda con una inflazione all'1%, e quindi con la maggiorazione del 120% ottengano effettivamente un + 2,2%. «Visti gli ultimi dati potrebbe essere anche più bassa - spiega Cigna - potremmo fermarci anche allo 0,8 o 0,9 % e allora le minime riceverebbero anche meno dei famigerati 3 euro».

 

[...] 

 

PENSIONI

Intanto il giro di vite deciso nel 2023 dal governo dimostra di funzionare: in base ai dati diffusi ieri dall'Inps, infatti, le uscite anticipate nei primi 9 mesi di quest'anno con la stretta sull'accesso a Quota 103 sono scese del 16,47% a quota 150.642. Oltre a questo è letteralmente crollato l'accesso a Opzione donna con appena 2.749 uscite rispetto alle 11 mila del 2023. In tanti hanno preferito lasciare il lavoro con 42 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica e questo ha fatto si che comunque l'età media di uscita anticipata sia scesa ulteriormente ad una media di 61,2 per i dipendenti privati e di 62,1 per i pubblici.

 

PENSIONATI

In tutto, in 9 mesi, l'Inps ha liquidato 577.061 pensioni con un importo medio di 1.228 euro, 1.048 euro le donne e 1.442 gli uomini. Ovvero il 37% in più.

MAURIZIO LEO - GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…