tronchetti provera

PIRELLI NON CAMBIA: TRONCHETTI PROVERA RESTA FINO AL 2023 - IL MANAGER HA CONVINTO CHEMCHINA A RICONFERMARLO - DOPO UN LUNGO NEGOZIATO, NEL QUALE I CINESI HANNO TENTATO QUALCHE FORZATURA, L'ASSETTO FINALE POTREBBE PREVEDERE L'INTRODUZIONE DEL VOTO DI LISTA. QUESTO MECCANISMO POTREBBE ASSICURARE A CHEMCHINA QUALCHE POSTO IN PIÙ IN CDA…

Rosario Dimito per “il Messaggero”

 

PIRELLI

Lavori in corso ai piani alti di Prometeon, l'ex Pirelli Industrial, per finalizzare l'integrazione nel segmento delle gomme per camion con la cinese Aeolus. Quest'ultima è una società quotata a Shanghai, facente a capo a Cnrc, la holding controllata da ChemChina, che detiene anche il 45% della Bicocca.

 

L'integrazione, prospettata fin dal 2015, aveva subito rallentamenti dovuti sia a fattori regolamentari sia di mercato: erano scadute le autorizzazioni a procedere da parte delle autorità cinesi. Fattore questo che rischiava di allungare a dismisura i tempi di realizzazione del progetto industriale. Poi erano intervenute differenti valutazioni sulle due realtà. E poi ad allungare i tempi si è aggiunta l'acquisizione di Singenta che ha distratto il socio cinese.

 

marco tronchetti provera e ren jianxin

Per accelerare il percorso allora, con il supporto di alcune banche d'affari tra cui JpMorgan e Lazard, erano state studiate diverse opzioni alternative per raggiungere l'obiettivo. Tra queste, secondo quanto Il Messaggero ha ricostruito presso fonti bancarie, quella sulla quale ora ci si starebbe concentrando, prevederebbe la costruzione di una holding a monte di Prometeon e Aeolus che consentirebbe di fatto di costruire un ponte tra le due società che finora non è stato possibile realizzare in modo diretto.

 

Nella holding potrebbe entrare anche un nuovo investitore che contribuirebbe all'iniezione di risorse. Tanti i colloqui avviati con i potenziali investitori sia di natura finanziaria sia industriale. Tra questi ultimi ci sarebbe anche il produttore di gomme giapponese Yokohama Rubber Company, un'azienda giapponese, quotata presso la borsa di Tokyo. Al momento i colloqui sarebbero però ancora in una fase assolutamente preliminare.

ChemChina Pirelli

 

I TERMINI DELL'ACCORDO

Prometeon ha oggi un azionariato composto al 52% da TP Industrial (65% è in mano a Cnrc, il 22,4% a Camfin Industrial e il 16,6% a Lti-Rosneft), il 38% è del fondo cinese Cinda e il restante 10% di Aelous. Prometeon possiede quattro fabbriche nel mondo, di cui due in Brasile, una in Egitto e una in Turchia, tre centri di ricerca e sviluppo (in Italia, Brasile e Turchia) e un centro di sviluppo in Egitto.

 

Presente in 5 continenti, Prometeon ha oltre 7 mila dipendenti. Sotto la guida del presidente Giorgio Bruno e del coo Gregorio Borgo, la società ha avviato un percorso di turnaround industriale che le ha consentito di conseguire positivi risultati gestionali già nell'anno in corso e di presentare un business plan per affrontare in sicurezza la ciclicità tipica del mercato delle gomme per mezzi pesanti.

 

Tronchetti Provera

Sul piano governance, alle battute finali il rinnovo dei patti su Pirelli che regoleranno per altri tre anni i rapporti tra Camfin e ChemChina. Al lavoro gli studi Chiomenti per Camfin e Pedersoli associati per i cinesi. Di fatto dovrebbero ricalcare quelli precedenti, in scadenza ad aprile 2020 ma con uno step a novembre prossimo: la leadership gestionale per altri tre anni resta affidata al management italiano di cui Marco Tronchetti Provera è la punta di diamante.

 

Dopo un negoziato protrattosi per settimane, nelle quali i cinesi hanno tentato qualche forzatura, l'assetto finale potrebbe prevedere l'introduzione del voto di lista. Questo meccanismo potrebbe assicurare a ChemChina qualche posto in più in cda, senza però pregiudicare i poteri di Tronchetti sulla gestione e altre decisioni importanti e sulla scelta del suo successore. La firma dovrebbe arrivare a breve e in tal caso essere comunicata verso la fine del corrente mese.

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