roberto gualtieri guido bastianini pier carlo padoan monte dei paschi

"MONTE" DEI PEGNI – MPS SI PREPARA ALL’ARRIVO DI UNICREDIT: IL PIANO "LIGHT" PRESENTATO DA BASTIANINI AL CDA PREVEDE 2670 ESUBERI E UN AUMENTO DI CAPITALE TRA DUE MILIARDI E DUE MILIARDI E MEZZO DA REALIZZARSI ENTRO APRILE. CIOÈ QUANDO ARRIVERÀ LA FUSIONE – UNICREDIT AVRÀ LO SCORPORO DEL CONTENZIOSO DA 10 MILIARDI E UNA BELLA DOTE FISCALE. IL MEF RESTERÀ AZIONISTA, MA PRIMA A PIAZZA GAE AULENTI C’È DA SCIOGLIERE IL NODO DELLA GOVERNANCE

monte dei paschi di siena

CLIMA ARROVENTATO IN UNICREDIT: LA GUERRA È TRA PADOAN E MICOSSI. L'EX MINISTRO SPINGE AFFINCHÉ IL COMITATO NOMINE (GUIDATO DA MICOSSI) SI DIA UNA MOSSA NELLA SCELTA DEL SUCCESSORE DI MUSTIER. LUI VORREBBE L'EX MPS MARCO MORELLI, PER FAVORIRE LE NOZZE PILOTATE - MICOSSI VORREBBE ASPETTARE L'ASSEMBLEA E HA UN ALTRO PROFILO IN MENTE

https://m.dagospia.com/clima-arroventato-in-unicredit-la-guerra-e-tra-padoan-e-micossi-sul-nuovo-ad-255891

 

GUIDO BASTIANINI

MPS, AUMENTO DI CAPITALE FINO A 2,5 MILIARDI, MPS SI PREPARA ALL’ARRIVO DI UNCIREDIT

Gianluca Paolucci per “la Stampa”

 

Il fabbisogno di capitale per Montepaschi è tra due miliardi e due miliardi e mezzo, da realizzarsi entro l'assemblea di aprile. Una stima di 2670 esuberi nell'arco del piano (entro il 2025), al netto delle nuove assunzioni. Conti in pareggio nel 2022 e ritorno all'utile nel 2023.

 

Un piano prudente, quello presentato dall'ad, Guido Bastianini ieri al cda, che resterà valido fino a quando non verrà realizzata la fusione alla quale il Tesoro sta lavorando ormai da mesi e per la quale Unicredit è l'unico candidato. Ovvero con ogni probabilità entro aprile, quando appunto verrà realizzato il rafforzamento patrimoniale annunciato ieri.

PIERCARLO PADOAN CON ELKETTE DI UNICREDIT

 

E al termine del quale il Tesoro resterà azionista, con una piccola quota, dell'istituto di piazza Gae Aulenti. Il piano d'altronde prevede «un sostanziale mantenimento dell'attuale modello operativo e dell'infrastruttura tecnologica della banca, al fine di non porre vincoli ad ipotesi aggregative».

 

unicredit

D'altra parte, il ministero dell'Economia spinge per arrivare alla fusione in tempi rapidi e i numeri sui quali è scritto il piano rischiano di avere davvero poco valore. «Il piano industriale di Mps rappresenta soltanto il primo tempo di una partita molto più complessa nella quale incideranno la voglia, l'intenzione e la determinazione delle "parti interessate" rispetto alle decisioni già prese della Banca centrale europea e della Commissione europea», ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Sileoni.

 

LANDO SILEONI

Al di là degli effettivi spazi di manovra la volontà è chiara: tutto si risolverà in primavera, con l'aumento di capitale che rafforzerà l'istituto e contestualmente arriverà la fusione. Probabilmente con Unicredit, al momento l'unica «carta» in mano al Mef. Che avrà anche la dote fiscale prevista dalla manovra con l'utilizzo dei crediti d'imposta di Mps e lo scorporo del contenzioso fiscale da 10 miliardi che oggi pende sulla banca senese.

 

MARCO MORELLI

«Nessuna decisione è stata presa fino ad ora», replicano fonti del Mef, dove si conferma solo che sono in corso «le attività necessarie per dare attuazione alla decisione del Governo di vendere».

 

Per questo sarà interessante guardare come verrà risolto il nodo della governance di Unicredit dove nessuno, né i soci né tantomeno il Mef, hanno intenzione di fare nomine targate politicamente.

 

 

Alberto Nagel

 

 

Per questo, si rafforza il nome di Alberto Nagel, attuale numero uno di Mediobanca, banchiere «di sistema» con un riconoscimento bipartisan. Mentre perde quota il nome di Marco Morelli, pur stimato al Tesoro anche per l'esperienza in Mps. Per conseguire i suoi obiettivi, il piano di Mps punta su «iniziative industriali» capaci «di creare rapidamente valore, con contenuti rischi di realizzazione». Le assunzioni sottostanti sono «ritenute prudenziali», con un pil sotto i livelli pre-covid e tassi fermi per almeno un triennio. Il piano sarà trasmesso al Mef, che dovrà discuterlo con la Dg Comp, per i profili antitrust relativi agli aiuti di Stato.

 

monte dei paschi di siena

Nel frattempo Mps sottoporrà entro fine gennaio alla Bce il capital plan che indicherà le modalità con cui soddisfare un fabbisogno di capitale compreso tra i 2 e i 2,5 miliardi. Risorse che serviranno a coprire una carenza stimata in 0,3 miliardi al 31 marzo e in 1,5 miliardi a fine 2021, esercizio che sarà impattato da oneri di ristrutturazione e dagli effetti della pandemia sul portafoglio crediti.

 

MONTE DEI PASCHI

Il tema degli esuberi, per quanto il numero sia inferiore alle indiscrezioni dei giorni scorsi e aleatorio alla luce della prossima fusione, scatena comunque la reazione dei sindacati. «È fondamentale che la Bce autorizzi il capital plan che le sarà sottoposto per consentire alla banca più antica del mondo di competere alla pari al fine di sostenere famiglie e Pmi. Considerate le uscite volontarie e il turn over, non è accettabile che la Dg Competition continui con l'impostazione dogmatica del taglio degli organici», dice il segretario di First Cisl Riccardo Colombani.

Alberto NagelAlberto Nagel

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...