coronavirus economia mercati disoccupazione

RECESSIONE, RECESSIONE OVUNQUE – LO SHOCK ECONOMICO CAUSATO DAL CORONAVIRUS È SENZA PRECEDENTI: TUTTI I 27 PAESI D’EUROPA CHIUDERANNO IL 2020 CON IL SEGNO MENO. L’ITALIA NON SARÀ LA PEGGIORE (C’È SEMPRE LA GRECIA) MA IL PIL CROLLERÀ DEL 9,5% – IL DEBITO PUBBLICO ESPLODERÀ AL 160%, CON UN  DEFICIT MONSTRE ALL’11 – AUMENTERANNO I CREDITI DETERIORATI E SENZA INVESTIMENTI FINIAMO TUTTI CON IL CULO PER TERRA

 

 

 

Emanuele Bonini per www.lastampa.it

 

chiuso per virus

«L'Europa sta vivendo uno shock economico senza precedenti dalla Grande Depressione». Le parole del commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni, ben si sposano con numeri e cifre che raccontano l’Unione europea delle previsioni economiche di primavera. E’ recessione. Ventisette Paesi su ventisette avranno il «segno meno» davanti agli indici di crescita, alla fine del 2020.

 

paolo gentiloni ursula von der leyen

Il debito pubblico dell’area euro supererà il 100% in relazione al suo Pil, la disoccupazione crescerà ovunque. E potrebbe addirittura non essere che l’inizio. «Il pericolo di una recessione più profonda e più lunga è molto reale», avverte Maarten Verwey, direttore generale per gli Affari economici e monetari della Commissione. Permane l’incertezza, e dunque quelle prodotte «oggi dovrebbero quindi essere intese come solo una tra diversi possibili scenari».

PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

 

Crescita: 2020 da incubo, rimbalzo nel 2021

debito pubblico in ue - stime per 2020 - 2021

L’Europa si ferma. Crescita a -7,4% per l’UE quest’anno, con la zona euro che frena anche di più (-7,7%). Il Prodotto interno lordo dell’Italia a fine 2020 è atteso a -9,5%, ma la caduta libera della Grecia (-9,7%) permetterà all’Italia di scrollarsi di dosso la maglia nera d’Europa e non trovarsi più all’ultimo posto delle classifica di crescita. Una magra consolazione. Lussemburgo, Malta e Austria sono i Paesi che resistono di più, ma le loro economie perdono cinque punti e mezzo percentuali di Pil.

 

CONTE MERKEL SANCHEZ MACRON

E le cose sono andate anche bene, considerando il pacchetto di misure approvato dall’Europa in queste settimane. Tra il meccanismo europeo di sostegno all’occupazione, il meccanismo a sostegno delle imprese e finanziato dalla Banca europea per gli investimenti, il nuovo programma di acquisto di titoli pubblici della Bce, «senza queste misure, la contrazione del PIL dell'UE sarebbe stata circa 4,75 punti percentuali più profondi nel 2020», rileva Verwey. Vuol dire che invece del -7,4% l’Unione europea avrebbe conosciuto una contrazione del 12% circa.

giuseppe conte pil recessione

 

Ma se le cose dovessero andare come sperano a Bruxelles, tutto dovrebbe rimbalzare nel 2021. L’economia dell’Eurozona dovrebbe far registrare un +6,3%, con l’Italia a fare da traino. L’economia tricolore è prevista in ripresa a ritmi più elevati, al 6,5%, anche più di quella tedesca (5,9%).

 

L’incubo del debito: schizza in Italia e nell’eurozona

chiusi per virus

La Commissione europea, per rispondere alla crisi prodotta dalla pandemia di Coronavirus, ha deciso di sospendere l’applicazione del patto di stabilità, dando via libera all’intento pubblico. La spesa pubblica, però, farà schizzare il debito ovunque. Nell’area euro passerà dall’86% in rapporto al Pil del 2019, al 102,6% alla fine di quest’anno. E’ la prima volta che il rapporto debito/Pil sfonda quota 100% nell’area della moneta unica. Tornerà a scendere nel 2021, se tutto va bene, per fermarsi al 98,8%.

 

MERKEL RUTTEfabbrica coronavirus 4

Esplode il debito italiano. Si passa da un rapporto debito/PIL del 134,8% del 2019 al 158,9% di fine anno, per scendere al 153,6% alla fine del 2021. Un aumento del 24 punti percentuali in un anno, che richiederà tempo per essere ridotto e che rischia di incidere sulle politiche di bilancio future. Aumenta anche il debito tedesco, di oltre 15 punti percentuali (dal 59,8% del 2019 al 75,6% del 2020), e sfonda la soglia del 100% anche il debito francese (dal 98,1% del 2019 al 116,5% del 2020).

 

recessione coronavirus

Allarme investimenti

L’Unione europea farà molta fatica a ripartire. C’è, nelle previsioni della Commissione Ue, una carenza di investimenti rispetto alle previsioni dello scorso autunno stimata attorno a 850 miliardi di euro nel 2020 e nel 2021. Queste risorse mancanti, unitamente al calo dell'occupazione, «ridurranno il potenziale di produzione dell'economia, impedendo un ritorno alla traiettoria precedente della produzione».

 

STIME DELL'FMI SULLA RECESSIONE DA CORONAVIRUS

Italia, il nodo del deficit e i rischi al ribasso

L’Italia non ha solo il problema del debito. Adesso di nuovo anche quello del deficit. Il Paese era riuscito negli ultimi anni a ridurre il livello di deficit all’1,6% in rapporto al PIL. Alla fine dell’anno questo valore toccherà quota 11,1%, per poi scende al 5,6% nel 2021, bel al di sopra della soglia del 3% prevista dal patto di stabilità e dal patto di bilancio europeo.

 

COPERTINA THE ECONOMIST 4 APRILE 2020 - A GRIM CALCULUS

Alla delicata situazione di bilancio, si aggiungono le incertezze. La Commissione europea vede la probabilità che data la situazione aumentino i crediti deteriorati delle banche, prestiti cioè che si fa fatica a farsi restituire. Queste condizioni «possono influire sulle condizioni di finanziamento» dell’economia reale. La Commissione considera anche la possibilità maggiori risparmi precauzionali dei consumatori che, unita a un prolungato crollo del mercato del lavoro, «potrebbe ulteriormente smorzare la domanda interna e danneggiare il tessuto economico italiano, frenando la crescita potenziale e interrompendo la ripresa prevista».

RECESSIONE

 

Il costo delle misure di Conte

L’Italia sconta il confinamento totale e lo spegnimento dell’economia decretati dal governo. La Commissione stima che la produzione reale dovrebbe ridursi di circa il 18% nella prima metà del 2020. Assumendo che da maggio si riparte gradualmente, «tra il crollo della domanda, l'esaurimento dei flussi di cassa e l'elevata incertezza, è probabile che le imprese ridurranno la spesa per investimenti». L’Italia dunque produrrà poco e investirà anche meno. A questo si aggiunge un crollo delle esportazioni, che «si ridurranno drasticamente nel 2020», e la crisi del turismo, tra i settori più colpiti.

 

Ripresa incompleta e asimettrica, rischi contagio

EURO CRACMARK RUTTE ANGELA MERKEL

Il problema però è che se la crisi è simmetrica, e che cioè ha colpito tutti, la ripresa rischia di non esserlo. Qualcuno recupererà di più, qualcun altro di meno. Quanto bene emergeranno i paesi dipenderà non solo dalla gravità della pandemia e dalla severità delle loro misure di contenimento, ma anche dalle loro specifiche esposizioni economiche e condizioni iniziali e dalle risposte discrezionali alla politica che i loro livelli di spazio politico hanno permesso loro di permettersi. «A causa delle loro forti interdipendenze, una ripresa incompleta in un paese si riverserebbe su tutti gli altri paesi e frenerebbe la crescita economica ovunque». Sarà dunque necessario non lasciare nessuno indietro.

fabbrica coronavirus 1crisi economica disoccupazione crisi

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...