ursula von der leyen recovery plan next generation eu

IL RECOVERY RIMANDATO A SETTEMBRE - L’UNIONE EUROPEA RINVIA ALL’AUTUNNO L’APPROVAZIONE DEL PACCHETTO SULLE RISORSE PROPRIE, CHE DOVREBBERO FINANZIARE ALMENO UNA PARTE DEL PIANO “NEXT GENERATION EU”: IL CALENDARIO PREVEDEVA CHE LE PROPOSTE FOSSERO APPROVATE A METÀ LUGLIO IN COMMISSIONE, MA A BRUXELLES NON RIESCONO A METTERSI D’ACCORDO SU COME TROVARE QUEI SOLDI (WEB TAX E TASSA CO2 NON PIACCIONO A TUTTI, IN PRIMIS AI TEDESCHI)

 

 

<blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">Precisazione: i soldi per il recovery Plan ci sono. Finora ne sono stati raccolti emettendo obbligazioni per 45 miliardi. Il problema è che non riescono a mettersi d&#39;accordo per trovare i soldi per rimborsare tali obbligazioni a partire dal 2026. Ed è un problema serio. <a href="https://t.co/sih56LS8wE">https://t.co/sih56LS8wE</a></p>&mdash; Ora Basta (@giuslit) <a href="https://twitter.com/giuslit/status/1420024394727010311?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2021</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>

 

 

 

Enrico Martial per www.startmag.it

 

URSULA VON DER LEYEN

I 750 miliardi di euro del Recovery plan, almeno nelle “sovvenzioni” da 338 miliardi di euro, dovevano essere finanziati in parte da nuove “risorse proprie”, tra cui la web tax sui giganti digitali e la tassa CO2 alle frontiere.

 

Il calendario prevedeva che a metà luglio ci fossero proposte approvate in Commissione europea, per poi procedere nel loro iter, che avrebbe dovuto concludersi entro il 2022. Invece, in conferenza stampa il 19 luglio, la Commissione europea ha comunicato di rinviare tutto il pacchetto all’autunno.

 

D’altra parte, l’agenda di luglio è già stata pesantina. L’approvazione del pacchetto legislativo del Green Deal “Fit-for-55” del 14 luglio è passata con un voto difficile a maggioranza nella Commissione europea.

 

charles michel ursula von der leyen david sassoli christine lagarde come le ragazze di porta venezia

Il pacchetto è studiato, articolato e ambizioso ma capace di sollevare forti critiche e da più parti, dalle industrie automobilistiche ad alcuni Stati, che devono affrontare gigantesche riconversioni (le gigafactory per le auto, il carbone in diversi Paesi dell’est) o politici, per i settori sociali che possono rispondere con la protesta politica ai cambiamenti in corso, come si era visto per i costi energetici-ambientali all’origine delle proteste dei gilet gialli.

 

Dopo il Fit-for-55 la Commissione avrebbe dovuto approvare anche un pacchetto sulle risorse proprie. Si ricorderà il passo di marcia con cui sono state approvate le ratifiche dei parlamenti nazionali sul Recovery e sulle risorse proprie, che si erano concluse il 27 maggio. La corsa contro il tempo serviva per poter chiedere soldi al mercato ma anche per le decisioni di luglio.

 

vaccino a ursula von der leyen

Per quanto riguarda la web tax, la frenata è dovuta principalmente al contesto internazionale. Il 16 marzo 2021, i ministri in formato Ecofin, avevano stabilito che la web tax europea sarebbe rimasta distinta dalla tassazione discussa in ambito Ocse, e avevano scritto il calendario delle azioni successive.

 

Il Consiglio europeo del 25 marzo aveva ricollegato i due percorsi e detto che avrebbe adottato la propria web tax se l’Ocse non avesse fatto progressi al riguardo entro la metà del 2021. Così proprio l’accordo al G20 a Venezia del 9 luglio sulla minimum tax del 15% – così ben accolto dai media – ha sostanzialmente spento lo slancio europeo sulla propria web tax.

viktor orban ursula von der leyen

 

Da parte statunitense si è fatto ben capire che non sarebbe stato il caso di tassare due volte i giganti del web, anche se per la verità la tassa europea, così come disegnata il 16 marzo dai ministri dell’economia, andava avanti nella convinzione che quella globale o dell’Ocse non sarebbe mai arrivata. In ogni caso, la segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, ha ottenuto un rinvio di principio durante il suo incontro con i ministri Ecofin del 12 luglio a Bruxelles.

 

ursula von der leyen consegna a mario draghi la pagella di bruxelles al recovery plan italiano 1

Poi c’è la tassa CO2 alle frontiere (Carbon Border Adjustment Mechanism), che è stata approvata come proposta legislativa in Commissione il 14 luglio all’interno del Fit-for-55. Essa compenserebbe alla dogana il vantaggio commerciale di merci estere prodotte con standard di contrasto al cambiamento climatico inferiori a quelli europei.

 

È un modo per autofinanziarsi ma anche di sollecitare i partner commerciali dell’UE all’attuazione all’Accordo di Parigi sul clima del 2015. Tuttavia, a parte la Russia e la Cina, anche gli Stati Uniti riconoscono che le loro politiche sulla decarbonizzazione sono in ritardo su quelle europee. Si accenna a possibili contromisure e dazi, con i danni corrispondenti per l’Europa. È una partita che dovrebbe quindi coinvolgere l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO/OMC).

web tax

 

Inoltre, ci sono frizioni anche tra gli Stati membri: i Paesi frugali (Austria, Danimarca, paesi Bassi e Svezia) tentennavano sulle risorse proprie, fonte di possibili sprechi. Per alcuni Stati, tali risorse sono sia un vantaggio perché sollevano di un po’ il carico dai bilanci nazionali, sia una preoccupazione perché riducono il potere statale su quel denaro, per quanto limitato.

 

La Germania rimane preoccupata sulle esportazioni, in caso di dazi di Paesi terzi contrariati. E così tra web tax e tassa CO2 alle frontiere, il 19 luglio la Commissione ha deciso di “rinviare all’autunno”.

 

Bisogna ricostruire calendario e approccio politico, vedere come evolve la minimum tax del G20. L’Ue si aspettava un paio di miliardi all’anno dalla web tax, e 9 miliardi all’anno dalla tassa CO2 alle frontiere.

angela merkel ursula von der leyen

 

L’Europa, dovrà iniziare a rimborsare il debito dei 750 miliardi di euro dal 2028 e fino al 2058. La parte prestiti da 385,5 mld verrà dagli Stati membri interessati, la parte sovvenzioni da 338 mld dal bilancio comunitario. Vi è sempre l’ambizione di rendere operative le nuove imposizioni dall’inizio del 2023, così da alimentare il proprio bilancio e dunque il rimborso del Recovery Plan. A Bruxelles, alcuni consideravano già poco realistico il calendario di approvazione entro il 2022, considerati gli interessi in gioco.

ursula von der leyen mario draghi di fronte al teatro 5 di cinecitta 22

 

Viceversa, un po’ a spauracchio, si dice che altrimenti si dovrà chiedere agli Stati membri di finanziare il prestito per la parte sovvenzioni. Politicamente già suona molto male: alcuni Paesi prendono centinaia di miliardi, mentre il ricarico avverrebbe in base al Pil, con Stati che dunque ne finanzierebbero altri senza averlo di fatto approvato.

ursula von der leyen e angela merkelUrsula von der leyen maglia azzurriweb tax 4URSULA VON DER LEYEN ANGELA MERKEL

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