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SULLA RETE TIM I CONTI NON TORNANO – IL TITOLO DI TIM CORRE IN BORSA (IERI +5,7%): PIAZZA AFFARI SCOMMETTE SULL'INTESA TRA MEF, CDP, F21 E GLI AMERICANI DI KKR PER ACQUISTARE LA RETE – MA C'È IL NODO DELLE RISORSE PUBBLICHE: COME FA IL GOVERNO A TROVARE 3-4 MILIARDI DA METTERE NELLA PARTITA CON TUTTI I PROBLEMI DI BILANCIO E LE URGENZE CHE HA? – INFATTI LA RAGIONERIA GENERALE E’ CONTRARIA E IL DIRETTORE GENERALE BARBIERI, A CUI È STATO AFFIDATO IL DOSSIER, E’ SCETTICO – PER NON PARLARE DELL’OSTACOLO DELL’ANTITRUST EUROPEO…

Estratto dell'articolo di Tobia De Stefano e Nino Sunseri per “La Verità”

 

PIETRO LABRIOLA TIM

Tim corre in Borsa. Il titolo ha guadagnato ancora il 5,7% a 0,27 euro collocandosi fra le migliori blue chips della giornata. Piazza Affari scommette su un poker di compratori per chiudere l’acquisto della scatola in cui verranno raggruppate la rete telefonica e Sparkle. [...]

 

Stavolta i tempi sono maturi visto che la trattativa può contare sul poker d’assi composto da Mef, Cdp, F21 e dagli americani di Kkr che potrebbero chiamare al tavolo altri soggetti, a cominciare da Cppib, il più grande fondo pensione pubblico del Canada, che gestisce in totale 400 miliardi di euro.

 

kravis kkr

Nella cordata potrebbero entrare anche gli arabi di Adia, il fondo sovrano di Abu Dhabi e altri fondi pensione con i quali i contatti sarebbero in corso. Stando alle indiscrezioni, il Mef, Cdp e F2i rileverebbero una quota di minoranza, intorno al 35%, e avrebbero poteri di governance, ma il pallino resterebbe in mano a Kkr che già due anni fa si era fatta avanti con un’Opa a 0,505 euro per tutta la Tim. Operazione che venne fermata.

 

[…] Ma la firma di un Mou (memorandum of ) tra Kkr e la cordata tricolore è davvero così vicina? Stando alle informazioni raccolte dalla Verità è davvero difficile che si possa chiudere entro Ferragosto o la prossima settimana e più plausibile è ipotizzare che qualcosa possa essere ufficializzato prima della fine del mese.

 

RICCARDO BARBIERI HERMITTE

C’è un tema importante di Antitrust Ue da superare (l’ingresso del Mef potrebbe configurare l’ipotesi degli aiuti di Stato) e di risorse, con la Ragioneria di Stato molto attenta sul dossier. Qualcuno a Piazza Affari ha scommesso su una conclusione molto ravvicinata dell’operazione, ma evidentemente non sarà così.

 

Secondo la geografia che si sta delineando, il governo sarebbe intenzionato a rilevare una quota del 30-35% di NetCo, facendo leva anche sul coinvolgimento con una piccola quota, si parla del 3% di Cdp (ma senza diritti di governance per ragioni di Antitrust, vista la presenza nella rete concorrente di Open Fiber), e di F2i. Riflettori sulla questione economica: da dove tirerebbe fuori le risorse il Mef?

PIETRO LABRIOLA

 

Sempre secondo rumors, per F2i non sarebbe così scontato raccogliere 3 miliardi per rilevare una partecipazione del 15% in NetCo e il ministero dell’Economia starebbe lavorando a una norma ad hoc per raccogliere 3 miliardi da sottoporre al vaglio della Corte dei conti, a fronte dei possibili ostacoli di natura politica e regolatoria.

 

Dal canto suo Kkr ha chiesto un finanziamento da 10,5 miliardi a cinque anni a un consorzio di dieci banche. La risposta è attesa per fine agosto. L’offerta presentata dal fondo americano vale 21 miliardi di euro (compresi due possibili revisioni in caso di matrimonio con Open Fiber) aumentati di altri due per arrivare così a 23 (ma con varie condizioni) durante l’ultima tornata di rilanci Sullo sfondo si agita la principale criticità che rischia di mandare nuovamente a monte tutta l’operazione.

 

GIANCARLO GIORGETTI

Vivendi, azionista di maggioranza relativa di Tim ritiene l’offerta di Kkr troppo avara. Valuta la rete almeno 30 miliardi e, ovviamente, potrebbe mettersi di traverso. Non tanto in consiglio, dove ha ritirato tutti i rappresentanti per non dover consolidare Tim nel perimetro del gruppo. Questa assenza ora pesa, perché i francesi non possono opporsi in sede di deliberazione.

 

Ma avrebbero un forte potere interdittivo in un’assemblea straordinaria per valutare la congruità della vendita. In questo caso, infatti, il rischio di un nuovo stop sarebbe molto alto perché nelle assemblee straordinarie servono maggioranze qualificate e Vivendi ha i numeri per bloccare la delibera.

RETE TIM

 

C’è da notare comunque che l’eventuale presenza del Tesoro nell’operazione potrebbe anche facilitare il dialogo con i francesi, con un incontro Mef-Vivendi che potrebbe essere previsto già a settembre. […]

Riccardo Barbieri Hermitte

PIETRO LABRIOLAgiancarlo giorgetti alla cerimonia di avvicendamento dei vertici della guardia di finanza pietro labriola

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