unicredit down mustier

RIUSCIRÀ MUSTIER A PORTARE A TERMINE L'OPERAZIONE MPS PRIMA CHE I SOCI DI UNICREDIT PORTINO A TERMINE LUI? - IL CDA È ORMAI IN MAGGIORANZA CONTRO L'AD UNICREDIT, CHE NON HA MANTENUTO LA PROMESSA DELLA FUSIONE CON UNA GRANDE BANCA EUROPEA (ANZI, MO' GLI TOCCA MPS) ED È STATO CAPACE SOLO DI VENDERE I GIOIELLI PIÙ PREGIATI. A GUIDARE LA FRONDA È L'ECONOMISTA MICOSSI, E PER IL SUO POSTO SI FANNO DUE NOMI. QUELLO DI CASTAGNA (BANCO BPM) E DI MASSIAH (EX UBI)…

JEAN PIERRE MUSTIER

DAGONEWS

 

A Milano c'è un amministratore delegato che ha più di un problema. O meglio, ci sarebbe, perché a Milano non si vede poi molto. Si tratta del CEO di Unicredit, Jean-Pierre Mustier, che è in una posizione di grande debolezza. Si ritrova un cda in maggioranza ostile e deluso, soprattutto a causa delle sue molte promesse non mantenute, e delle operazioni che hanno ''svuotato'' l'istituto dai suoi pezzi più pregiati.

 

Dov'è la grande alleanza con una grande banca straniera? La cosa più avvilente per soci e manager è che un tempo si riempivano pagine di giornali con il sogno di fusioni – più o meno paritarie – con gagliarde banche europee tipo Société Générale, mentre ora la sposa promessa è quella vecchio catorcio di Mps.

 

jean pierre mustier con elkette versione disegno

Non solo: dopo la vendita dei gioiellini Pioneer, Mediobanca e Fineco, dopo l'uscita dalla Turchia e dalla Polonia e le altre operazioni straordinarie che sono servite a tamponare le perdite, ora a colpire l'immagine è arrivato anche l'attacco hacker, anzi i quattro attacchi hacker che hanno funestato l'home banking.

 

Che se un tempo era solo una parte secondaria dell'operatività di un istituto, oggi ne costituisce la fetta più importante. Le migliaia di clienti che si sono visti un ''saldo zero'' sul conto online, anche se per poco tempo e ovviamente senza perdere davvero i soldi, rappresentano un danno alla credibilità micidiale, che la comunicazione della società ha ovviamente cercato di tenere sotto traccia.

 

mustier parzani

Ora la mossa che Mustier ha in mente è quella di scorporare la parte italiana della banca da quella internazionale, eredità dello shopping compulsivo compiuto da Alessandro Profumo. È convinto, e non ha torto, che la parte estera da sola valga più dell'intera banca, che al momento è zavorrata dalla componente italiana. Tutta colpa dello spread sui nostri Btp e del rating sovrano che condiziona quello delle grandi banche sistemiche.

maurizio beretta foto di bacco

 

Nei mesi scorsi aveva anche ipotizzato un'acquisizione dell'Ubi di Massiah, ma Bankitalia e BCE avevano detto di no. Ora non resta che Mps, e un eventuale matrimonio sarebbe celebrato insieme o subito dopo la scissione della componente italiana, a cui sarebbe sbolognato il Monte dei Paschi solo con la promessa da parte del Ministero dell'Economia di una dote da 4 miliardi, così da ridurre l'impatto sui conti.

 

Louise Tingstrom

Riuscirà però Mustier a portare a termine l'operazione prima che i soci portino a termine lui? Il francese sembra sempre meno incisivo nella gestione. Un esempio? Sono anni che promette ai suoi l'uscita di Maurizio Beretta, e invece l'immarcescibile direttore degli Affari istituzionali di Unicredit resiste e non si muove dalla Torre grazie al suo lavoro certosino per fare eleggere un presidente "docile" come Cesare Bisoni, che Mustier voleva a tutti i costi.

 

Al posto di Beretta è stata invece defenestrata Louise Tingström e, con lei, l'onnipresente alce mascotte della banca. E qui è intervenuta la nuova compagna del banchiere, Claudia Parzani, presidente di Allianz Italia e partner dello studio legale Linklaters, che è arrivata a pronunciare il classico "o lei o me", alla fine ottenendo soddisfazione

GIUSEPPE CASTAGNA

 

Per un cambio al vertice, i nomi che girano sono due: l'attuale capo di Banco-Bpm, Giuseppe Castagna, e Victor Massiah, che dopo la fusione Intesa-Ubi è rimasto a spasso. Ma chi è che nel cda sta mettendo insieme la fronda che vuole defenestrare l'ex parà? Si tratterebbe dell'economista Stefano Micossi, direttore generale di Assonime.

victor massiah 1

 

Certo, non c'è nessuna assemblea all'orizzonte per tentare un coup d'Etat. Ma nulla vieta che il manager sia ''sospinto'' a lasciare l'incarico prima del tempo.  

 

 

DOPO AVER VENDUTO TUTTO IL VENDIBILE, NEGLI OLTRE 3 ANNI DELLA SUA GUIDA A CAPO DI UNICREDIT, MUSTIER OGGI SI OPPONE ALLA FUSIONE INTESA-UBI - UN SURREALE CAMBIO DI ROTTA PER L’ALFIERE DELL'ITALIANITÀ DISMESSA: IN SOLI 12 MESI MUSTIER SI È SBARAZZATO DI 10 MILIARDI DI TITOLI ITALIANI, IL 20% DEL PORTAFOGLIO, NON RINNOVANDO I TITOLI A SCADENZA

 

https://m.dagospia.com/mustier-a-gamba-tesa-su-messina-si-oppone-alla-fusione-intesa-ubi-perche-la-penalizzerebbe-237430

 

 

Stefano Micossi

IL ''FUORI TUTTO'' DI UNICREDIT - VIA PURE DALLA TURCHIA: DOPO FINECO, PIONEER, MEDIOBANCA, PEKAO IN POLONIA, MUSTIER VUOLE CEDERE ANCHE IL 41% CHE HA IN YAPI KREDI, TERZO ISTITUTO DEL PAESE CHE IN BORSA VALE 3,7 MILIARDI

 

https://m.dagospia.com/il-fuori-tutto-di-unicredit-via-pure-dalla-turchia-mustier-vuole-cedere-anche-yapi-kredi-220062

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