ROMA-BERLINO SOLO ANDATA PER IL DEFAULT – LA BCE AVVERTE CHE IN ITALIA E IN GERMANIA IL 10% DELLE IMPRESE È A RISCHIO FALLIMENTO PERCHÉ IN DIFFICOLTÀ A RIENTRARE DEI PRESTITI. SONO I DATI PEGGIORI DI TUTTA EUROPA – LE CAUSE PRINCIPALI SONO GLI ELEVATI TASSI D'INTERESSE E I MAGGIORI ONERI SUI FINANZIAMENTI – SOLO IN ITALIA NEI PRIMI 9 MESI DEL 2023 SONO FALLITE 5.468 SOCIETÀ – LA MINA VAGANTE DEI CREDITI DETERIORATI…

-

Condividi questo articolo


Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI E OLAF SCHOLZ GIORGIA MELONI E OLAF SCHOLZ

Quasi il 10% delle imprese di Italia e Germania sono a rischio fallimento. Fra le cause ci sono gli elevati tassi d'interesse e quindi i maggiori oneri sui finanziamenti. L'allarme arriva dalla Banca centrale europea (Bce), che nel suo ultimo bollettino economico evidenzia come le imprese di Roma e Berlino siano quelle più in difficoltà a rientrare dei prestiti. Il secondo e il terzo trimestre hanno rappresentato una vulnerabilità marcata.

 

Solo in Italia, secondo i dati Crif, nei primi 9 mesi del 2023 sono fallite 5.468 società. Un incremento dell'1,48% su base annua. E quelle che hanno accusato ritardi gravi nei pagamenti commerciali sono aumentate del 9,4%.

 

vulnerabilita delle imprese nell eurozona - la stampa vulnerabilita delle imprese nell eurozona - la stampa

Circostanze analoghe per la Germania. Un fenomeno che rischia di peggiorare ancora. Il primo aumento dei tassi della Bce è arrivato nel luglio 2022. Da allora, il costo del denaro si è innalzato di 450 punti base. Le ultime indicazioni del Board di Francoforte non lasciano intendere una immediata sforbiciata.

 

[…] Intanto, però, l'indice delle dichiarazioni di fallimento delle imprese dell'area dell'euro ha sorpassato i livelli pre-pandemia, toccando il massimo storico. Dal 2015 non era così elevato. A soffrire di più sono due Paesi in particolare: Italia e Germania. Nel secondo e terzo trimestre del 2023, è rimasta relativamente bassa nel settore dei servizi (6%), mentre è cresciuta nell'industria (11%), nelle costruzioni (10%) e nel commercio (10%).

 

giorgia meloni olaf scholz 2 giorgia meloni olaf scholz 2

[…] Il pericolo, avverte la Bce, è che ci possa essere un ritardo nella registrazione delle procedure concorsuali. «Poiché il fallimento è il procedimento legale avviato dopo che un'impresa è stata dichiarata insolvente - rileva il sondaggio Survey on the access to finance of enterprises (Safe) della Bce - le statistiche sulle procedure fallimentari rappresentano la punta dell'iceberg delle imprese in difficoltà finanziaria».

 

Secondo Francoforte, in media un incremento di 1 punto percentuale degli interessi pagati (in rapporto ai profitti netti) aumenta del 12% la probabilità di diventare vulnerabile. Di contro, si spiega, le variazioni di debito, fatturato o profitti hanno un impatto molto minore sul bilancio aziendale. Questo lascia intendere che «gli aumenti dei tassi di interesse, necessari per ridurre l'inflazione da livelli molto elevati, potrebbero incidere sull'attività economica attraverso il loro impatto sulle imprese».

 

CHRISTINE LAGARDE. CHRISTINE LAGARDE.

Le aziende di Roma e Berlino, più che le altre, hanno inoltre una significativa probabilità di avere in bilancio Non-performing loan (Npl, crediti dubbi, ndr). Secondo le evidenze del sondaggio Safe, «osservando le passate indagini, in media, circa il 10% delle imprese vulnerabili aveva già prestiti bancari in sofferenza nel trimestre in cui erano state intervistate e considerate vulnerabili». […]

 

La situazione, per l'Italia, è difficile che cambi in fretta. In base alle stime dell'Associazione bancaria italiana (Abi) e di Cerved, nel 2023 il tasso di deterioramento del credito alle imprese (l'indicatore che esprime la percentuale dei crediti in bonis all'inizio del periodo che nel corso dell'anno diventano Npl, ndr) toccherà il 3,1% dal 2,2% del 2022, superando per la prima volta i valori pre-Covid che si attestavano nel 2019 a 2,9 per cento. Nel 2024 si prevede poi un ulteriore aumento che porterà l'indice a raggiungere un picco del 3,8%, il valore più alto dal 2016. […]

 

GIANCARLO GIORGETTI E CHRISTINE LAGARDE GIANCARLO GIORGETTI E CHRISTINE LAGARDE

La premier rilancia. «Ottimi risultati per l'Italia nel terzo trimestre del 2023. Secondo l'Ocse, il reddito reale delle famiglie per abitante in Italia è aumentato dell'1,4%. Dato ancora più significativo se si tiene conto che nello stesso periodo il reddito medio reale degli altri Stati Ocse si è ridotto», scrive su Fb Giorgia Meloni. […]

giorgia meloni olaf scholz 3 giorgia meloni olaf scholz 3 christine lagarde davos christine lagarde davos

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT - A MEDIASET NULLA SARÀ COME PRIMA: CON PIER SILVIO E MARINA AL COMANDO, TRAMONTA LA STELLA DEL GRAN CAPO DELL'INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA (DA OLTRE 25 ANNI SOTTO L'ALA PROTETTIVA DI CONFALONIERI) - NELLA PROSSIMA STAGIONE TV, I CONDUTTORI-ULTRA’ CHE HANNO POMPATO I VOTI DI SALVINI E ORA TIRANO LA VOLATA ALLA MELONI (DEL DEBBIO, PORRO E GIORDANO) DOVRANNO DARSI UNA REGOLATA: PIER SILVIO VUOLE UN BISCIONE PLURALISTA - LO SCAZZO DI “PIERDUDI” CON PAOLO DEL DEBBIO - NICOLA PORRO, SE NON SI TOGLIE IL FEZ, RISCHIA DI PERDERE IL PROGRAMMA: LO STIPENDIO GLIELO PAGA MEDIASET, NON FRATELLI D’ITALIA - SILVIO NON C'E' PIU', CONFALONIERI HA 87 ANNI E CRIPPA INIZIA A PRENDERE CEFFONI: LA CACCIATA DELLA D’URSO E IL LICENZIAMENTO IN TRONCO DI DEL CORNO…

DAGOREPORT - I FRATELLINI D’ITALIA VARANO TELE-MELONI CON GIAMPAOLO ROSSI SEDUTO SULLA POLTRONA DI AMMINISTRATORE DELEGATO E SIMONA AGNES (IN QUOTA FORZA ITALIA) ALLA PRESIDENZA - ALLA LEGA, CHE VUOLE LA DIREZIONE GENERALE, NIENTE. SALVINI S'INCAZZA DI BRUTTO E SFANCULA I MELONI DI VIALE MAZZINI: LE NOMINE RAI RISCHIANO DI SALTARE A SETTEMBRE - LA DAGO-INDISCREZIONE DI UNA TRATTATIVA IN CORSO PER UN TRASLOCO DI FIORELLO A DISCOVERY NON HA FATTO PER NIENTE PIACERE (EUFEMISMO) ALLA MELONA. C’È UN ANTICO AFFETTO E SIMPATIA TRA FIORELLO E L’EX BABY SITTER DELLA FIGLIA OLIVIA DIVENTATA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. ED È SUBITO PARTITA UNA TELEFONATA DELLA MELONA AI “SUOI” DIRIGENTI RAI: IL SUO “FIORE ALL’OCCHIELLO” DEVE RESTARE IN AZIENDA A QUALSIASI COSTO…

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI È AL SUO PIÙ IMPORTANTE BANCO DI PROVA: IL VOTO PER L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE DEFINIRÀ IL SUO PROFILO INTERNAZIONALE. FARÀ UNO SCATTO DA STATISTA, METTENDO GLI INTERESSI ITALIANI AL CENTRO E VOTANDO PER LA RICONFERMA DI URSULA VON DER LEYEN O DIRÀ “NO, GRAZIE”, IN VERSIONE RAMBA DELLA GARBATELLA, SPINGENDO L’ITALIA IN UN MARE DI GUAI? - DAL MES AL PATTO DI STABILITA’, DALLA FINANZIARIA AL POSTO DA COMMISSARIO, CON BRUXELLES BISOGNERA’ TRATTARE: MEGLIO FARLO DA AMICO CHE DA NEMICO - LA SPINTA DI CONFINDUSTRIA, TAJANI E CROSETTO: GIORGIA, VOTA URSULA…

DAGOREPORT - DOPO LA CONFERENZA STAMPA AL VERTICE NATO, BIDEN HA PARTECIPATO A UNA CONFERENCE CALL CON BARACK OBAMA, IL LEADER DEI DEMOCRATICI AL SENATO, CHUCK SCHUMER, E LA GOVERNATRICE DEL MICHIGAN, GRETCHEN WHITMER. I TRE SONO STATI PIUTTOSTO ASSERTIVI NEL FAR CAPIRE A BIDEN CHE LA SITUAZIONE È PRECIPITATA: SE NON FARÀ UN PASSO INDIETRO, I GOVERNATORI DEMOCRATICI NON MANDERANNO I LORO DELEGATI ALLA CONVENTION DEMOCRATICA, PREVISTA DAL 19 AL 22 AGOSTO A CHICAGO: UN CHIARO ATTO OSTILE PER SABOTARE LA CANDIDATURA - DIETRO LA LETTERA DI CLOONEY C'E' LA MANO DI OBAMA CHE DOMANI PARLERA' AGLI AMERICANI...

L’ESTATE SI CONFERMA LA STAGIONE PIÙ CRUDELE PER LE CELEBRITÀ! - DOPO TOTTI-BLASI, AMENDOLA-NERI, MARCUZZI-CALABRESI, BONOLIS-BRUGANELLI, FEDEZ-FERRAGNI, DAGOSPIA È COSTRETTA AD ANNUNCIARE LA SEPARAZIONE DI CHECCO ZALONE DALLA COMPAGNA MARIANGELA EBOLI - I DUE STAVANO INSIEME DAL 2005, ANNO IN CUI IL COMICO PUGLIESE ESORDI' SUL PALCO DI ZELIG OFF - IN BARBA ALLA LORO IDIOSINCRASIA PER IL BARNUM DEL FLASH, SULLA COPPIA CIRCOLAVANO DA TEMPO VOCI DI CRISI. IL SIPARIO SI È DEFINITIVAMENTE ABBASSATO ALCUNI GIORNI FA QUANDO CHECCO, ALL’ANAGRAFE LUCA PASQUALE MEDICI, SI È PRESENTATO NELLO STUDIO DI UN AVVOCATO DI ROMA PER ATTIVARE LE PRATICHE DI FINE RAPPORTO (MALGRADO LA NASCITA DI DUE BAMBINE, NON HANNO MAI TROVATO LA STRADA VERSO L’ALTARE PER IL FATIDICO “SÌ”)