stellantis elkann tavares fiat 500 algeria

L’OPERAZIONE STELLANTIS SPIEGATA IN BREVE: COMANDANO I FRANCESI, E PER L’ITALIA È UNA BELLA MARMITTA NEL SEDERE – FIAT APRE UNO STABILIMENTO IN ALGERIA PER PRODURRE E VENDERE 500, TIPO E DOBLÒ NEL PAESE AFRICANO – A REGIME È PREVISTA LA REALIZZAZIONE DI 90.000 AUTO OGNI ANNO E L’OCCUPAZIONE DI 2.000 PERSONE – UNA MOSSA CHE CONFERMA CHE IL GRUPPO STELLANTIS, LA CUI “TESTA” È A PARIGI, NON HA ALCUN INTERESSE (NÉ CONVENIENZA) A INVESTIRE IN ITALIA...

Estratto dell’articolo di Tobia De Stefano per “La Verità”

 

fiat apre uno stabilimento in algeria

Il gruppo Fiat alla conquista dell’Africa. Che se vogliamo, a primo acchito non è una brutta notizia. Dopo un lungo periodo di assenza, infatti, il marchio italiano, che ha fatto in tempo a diventare prima Fca e oggi Stellantis, tornerà a produrre e a vendere i suoi modelli in Algeria.

 

Lo stabilimento sorgerà a Tafraoui, città della provincia di Oranom e si occuperà di realizzare modelli Fiat per il mercato interno. Tra qualche mese, alla fine del 2023, avremo la prima Fiat 500 e a regime è prevista la produzione di 90.000 auto ogni anno e l’occupazione di 2.000 persone. Il progetto di investimento da più di 200 milioni punta sullo sbarco di sei modelli nelle concessionarie algerine: si parte da Fiat 500 Hybrid, Fiat 500X, Fiat Tipo e si arriva ai veicoli commerciali Doblò, Scudo e Ducato.

 

CARLOS TAVARES JOHN ELKANN - STELLANTIS

E prevede la nascita una rete capillare di vendita e post-vendita che dovrebbe coprire 28 regioni amministrative della nazione nord africana e aiutare il gruppo a raggiungere il risultato di un milione di auto vendute nella regione nel Middle east e in Africa. «La 500 Hybrid sarà la prima Fiat a essere costruita in Algeria, seguita rapidamente dal Doblò e, tra qualche anno, sarà la volta di un nuovissimo modello. Ma già oggi stiamo aprendo gli ordini per la 500 Hybrid, la Tipo e la 500X», spiega Olivier François Ceo di Fiat.

 

[…]  «L’automotive in generale sta spostando verso i Paesi del Nord Africa le produzioni a minor valor aggiunto... vedrà che questo non sarà l’ultimo accordo con un Paese africano», spiega Gianluca Ficco, responsabile del settore auto per i metalmeccanici della Uil.

 

stellantis.

 […]  Solo la 500 X è prodotta a Melfi e quindi si può lamentare una scelta che penalizza l’Italia. Ma già adesso la 500 Hybrid è assemblata in Polonia, mentre il Doblò e la Tipo sono realizzati in Turchia, quindi l’impatto diretto della campagna d’Africa sui siti italiani è limitato. Ma c’è un però.

 

 Il fatto che la conquista d’Africa inizi spostando la produzione dei marchi Fiat nell’ex colonia transalpina è l’ulteriore dimostrazione che la testa e quindi la convenienza di qualsiasi decisione targata Stellantis parta dalla Francia.

 

carlos tavares

[…] Basti vedere quello che succede a Termoli. Il sito dove era stata annunciata in pompa magna la nascita della Gigafactory (la produzione di batterie per l’auto elettrica) che avrebbe dovrebbe rappresentare il passaggio plastico dal vecchio al nuovo mondo dell’auto. Ecco, a oggi non sono ancora chiari i processo di formazione del personale che comunque è destinato a ridursi - da 2.200 a 1.800 persone - mentre è chiaro che il progetto non sarà a trazione italiana ma italo-franco-tedesca visto che farà da capofila Acc, la joint venture fra Stellantis, Mercedes e Total.

 

john elknan

A pochi poi è sfuggito che i risultati finanziari 2022 sono stati più che positivi, al punto da convincere la casa automobilistica ad assegnare un premio da due miliardi ai suoi dipendenti. Paese che vai premio che trovi. Nel senso che non in tutti i siti produttivi il bonus è uguale. I dipendenti italiani, infatti, riceveranno, in due tranche a febbraio e ad aprile 2023, un premio medio di 1.879 euro. La cifra è composta dal 6% della retribuzione media lorda, come lo scorso anno (1.429 euro), più 450 euro lordi del già previsto bonus legato agli obiettivi di efficienza.

 

la fiat 500 elettrica sarà prodotta in algeria

Ai francesi è andata decisamente meglio. Il premio, infatti, ammonta a 4.300 euro, corrispondenti a 2,4 mesi di stipendio per i primi livelli di retribuzione «nell'ambito dell'accordo di partecipazione agli utili firmato dall’80% dei sindacati che rappresentano Stellantis». […]

Fiat 500 elettrica

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)