giancarlo giorgetti porto porti privatizzazioni

’STE PRIVATIZZAZIONI VANNO IN PORTO O NO? – PER RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO IL TESORO PUNTA A INCASSARE ALMENO 14 MILIARDI DI EURO DALLE PRIVATIZZAZIONI IN TRE ANNI. MA IL PIANO FINORA ARRANCA – NEL MIRINO CI SONO POSTE, MPS, FS, ENAV ED ENI. MA ALLO STUDIO C'È ANCHE L'APERTURA AI PRIVATI DEGLI SCALI MARITTIMI – IL VICEMINISTRO LEGHISTA DEI TRASPORTI EDOARDO RIXI HA ANNUNCIATO UNA RIFORMA DEI PORTI. OBIETTIVO: TRASFORMARE LE AUTORITÀ PORTUALI IN SOCIETÀ PER AZIONI PARTECIPATE DA UNA HOLDING STATALE QUOTATA IN BORSA…

Estratto dell’articolo di Claudia Luise per “Il Secolo XIX”

 

ipotesi di privatizzazione dei porti italiani

Un percorso ad ostacoli. Necessario per ridurre il debito pubblico, non per far quadrare i conti della manovra (anche se poi si tradurrebbe in un risparmio effettivo sugli interessi da pagare). Il piano di privatizzazioni abbozzato dal governo procede a tentoni […] In questa nuova cornice potrebbe subire qualche ritocco […].

 

Già in primavera il Def aveva ridimensionato l'obiettivo iniziale di arrivare all'1% del Pil, portando il target complessivo del triennio 2024-26 allo 0,7% (circa 14 miliardi e non i 20 previsti nella manovra dello scorso anno). […]

 

piano di privatizzazioni - la stampa

Al momento il bottino è vicino a quota 3 miliardi: il ministero dell'Economia ha ceduto, con operazioni di accelerated bookbuilding, il 2,8 per cento del capitale di Eni, con un incasso di 1,4 miliardi e poi, tra novembre 2023 e marzo 2024, quote del capitale di Mps, totalizzando 1,5 miliardi (anche se una quota si riferisce, appunto, all'anno scorso). Necessario, per mantenere il passo con gli obiettivi, arrivare a incassare ancora almeno altri 2-3 miliardi. E quindi nel mirino ci sono Poste, Mps, Fs, Enav, Eni, ma pure una liberalizzazione dei porti.

 

giorgetti rixi

Proprio Poste sembra essere il dossier più imminente e remunerativo. L'auspicio sarebbe chiudere entro fine anno una partita che ora è incagliata nei corridoi di Palazzo Chigi (e sempre perché la necessità di fare cassa si scontra con il bisogno politico di non svendere troppo). L'iter avviato a gennaio prevedeva che lo Stato non sarebbe sceso sotto il 35%, a fine maggio il cambio di rotta: mai sotto 51%, con l'effetto di ridurre il potenziale incasso a circa 2 miliardi. Il Dpcm che parlava del 35% però non è ancora stato modificato(così avrebbe potuto cedere fino al 29% con un incasso potenziale di 5 miliardi). A dare battaglia erano stati i sindacati, contrari a ulteriori vendite, che già a maggio avevano ottenuto la retromarcia. […]

 

 Da allora non è cambiato nulla nel Dpcm, il decreto non è stato modificato ma nemmeno la versione che riportava il 35% è stata ufficializzata. Per essere formalizzata, infatti, serviva un'ulteriore approvazione in Cdm dopo il parere delle commissioni parlamentari, per poi essere pubblicatoin gazzetta ufficiale.

 

QUANDO GIORGIA MELONI NEL 2018 SI OPPONEVA ALLA PRIVATIZZAZIONE DI POSTE ITALIANE

Anche sull'ipotesi di cedere un'altra quota di Mps ci sono dei ragionamenti in corso (il Tesoro controlla ancora il 26%) ma si aspetterebbe un momento di mercato più favorevole e, soprattutto, l'interessamento di un socio italiano. I grandi gruppi bancari nazionali si sono tagliati fuori ma un'opzione sondata è nel comparto assicurativo (Unipol).

 

Un capitolo che sembra più complicato di altri è quello Enav, che comunque non sarebbe possibile portare a casa prima del 2025, per incassare circa mezzo miliardo. Secondo alcuni fondi potenzialmente interessati, il titolo sarebbe molto illiquido e non particolarmente amato perché poco performante. Inoltre per il Mef scendere sotto il 51% imporrebbe la necessità di cambiare le norme.

 

Seguendo il modello degli aeroporti, allo studio c'è anche l'apertura ai privati degli scali marittimi. Il governo ha fatto sapere, tramite il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, che intende approvare una riforma dei porti. Finora è in una fase molto iniziale e ci sono stati solo colloqui con una manciata di esperti.

 

ipotesi di privatizzazione dei porti italiani

Il tentativo è quello di andare oltre il modello attuale, la quindicina di piccole autorità portuali indipendenti create con la riforma Delrio, ciascuna con il proprio manager, e trasformarle in società per azioni partecipate da una holding statale quotabile in Borsa, simile all'esempio spagnolo. La tempistica sarebbe entro fine dell'anno, con i decreti attuativi nel 2025.

 

[…]

 

E poi ci sono gli evergreen Rai e Ferrovie: se ne parla da anni ma restano sempre in sospeso (Fs ha da pochissimo un nuovo ad, Stefano Donnarumma, che ha come mandato anche quello di gestire il dossier). «Prima di arrivare a parlare di privatizzazione della Rai bisogna capire cosa si intende per servizio pubblico. Quando abbiamo definito cosa è servizio pubblico e interesse pubblico poi possiamo valutare le ipotesi di privatizzazione» ha specificato a inizi agosto il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Affermazione che chiarisce che in questo caso siamo ancora a una fase ben più che embrionale.

Stefano DonnarummaGIORGIA MELONI ALLA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO POLIS DI POSTE ITALIANE edoardo rixi con matteo salvini 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...