vladimir putin swift russia

RUSSIA NEL CAOS - LA SANZIONE CONTRO LA BANCA CENTRALE DI MOSCA È UNA BOMBA SOTTO IL SEDERINO DI PUTIN: L’ISTITUTO NON PUÒ EFFETTUARE NESSUNA OPERAZIONE SUI MERCATI OCCIDENTALI, NON PUÒ VENDERE TITOLI, NÉ ORO - LA BANCA DI RUSSIA HA PROVATO LA FURBATA TENTANDO DI SPOSTARE GLI ASSET IN PARADISI FISCALI, MA È STATA BLOCCATA DAGLI USA - E QUANDO ARRIVERÀ LA LISTA UE DELLE BANCHE RUSSE BANDITE DA SWIFT, SARÀ UN'ALTRA BATOSTA PER "MAD VLAD"

1 - BANCA CENTRALE RUSSA PROVA A SPOSTARE IL TESORETTO DA 630 MILIARDI DI DOLLARI IN PARADISI FISCALI: BLOCCATA DAGLI USA

Da www.tgcom24.mediaset.it

 

BANCA CENTRALE RUSSA

Gli Stati Uniti vietano con effetto immediato tutte le transazioni con la Banca centrale russa. Lo annunciano le autorità Usa secondo cui la banca di Mosca stava tentando di spostare asset finanziari verso dei paradisi fiscali. Si parla di un tesoro stimato in circa 630 miliardi di dollari che avrebbe dovuto garantire il finanziamento delle operazioni militari russe in Ucraina per diversi mesi.

 

Vladimir Putin

L'amministrazione americana ha vietato a individui e imprese di fare affari e operazioni con la Banca centrale russa, il fondo sovrano russo e il ministero delle Finanze russo. "Questa azione immobilizzerà efficacemente qualsiasi asset della Banca centrale russa detenuto negli Stati Uniti o da cittadini statunitensi, ovunque si trovi", si legge in una nota del dipartimento del Tesoro americano.

 

Tentativi di spostare asset in paradisi fiscali - Da quando le sanzioni sono state annunciate sabato la Banca Centrale russa ha lavorato per spostare i suoi asset in paradisi sicuri. Lo afferma un funzionario americano citato dai media statunitensi, sottolineando che i 630 miliardi di dollari di riserve della Banca Centrale sono stati a lungo considerati come una polizza assicurativa ma con "la decisione di oggi" di sospendere ogni transazione con l'istituto centrale "si rimuove questa assicurazione".

 

Elvira Nabiullina

 

2 - COSÌ EUROPA E USA HANNO COLPITO IL CUORE DELL'ECONOMIA RUSSA

Isabella Bufacchi per “il Sole 24 Ore”

 

«Sono vietate tutte le operazioni relative alla gestione delle riserve e delle attività della Banca centrale di Russia»: è quanto ha stabilito l'Unione europea in un regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella notte tra il 27 e il 28 febbraio.

 

Una misura storica, senza precedenti: è la prima volta che la banca centrale di un Paese del G20 è oggetto di sanzioni. Prima di questa misura, solo le banche centrali di Iran, Venezuela e Afghanistan sono entrate nel mirino degli Usa.

 

Sberbank sede Mosca

L'armageddon finanziario contro la Russia è stato così sganciato dai Paesi Nato sui mercati. La prima vittima è stata il rublo, tramortito ha perso inizialmente il 30% contro dollaro Usa per poi recuperare a -20%.

 

La seconda vittima è stata Sberbank Europe AG con sede in Austria e le sue sussidiarie in Croatia and Slovenia. Bce/SSM e Single Resolution Board hanno comunicato ieri mattina che queste banche «stanno fallendo o sono in via di fallimento» per problemi di liquidità: la casamadre Sberbank of Russia, al 51% posseduta dallo Stato russo, non avrebbe trasferito alle controllate la liquidità necessaria, evidentemente per far fronte al ritiro di depositi in valuta estera.

 

putin colpito dal lanciacazzi 6

Sono i primi effetti della sanzione sulla banca centrale e della minaccia di esclusione dal circuito Swift. Stando a fonti bene informate, l'esposizione del sistema bancario europeo al rischio-Russia è modesta. Ma l'effetto-domino delle sanzioni finanziarie varate dalla Ue e dagli Usa è appena iniziato, ci saranno altre ramificazioni con un'escalation di default per ora imponderabile.

 

La sanzione che colpisce la banca centrale russa ha una grande portata. «La banca centrale di Russia non può effettuare operazioni finanziarie di nessun genere sui mercati occidentali, non può vendere titoli, né oro né qualsiasi valuta di denominazione delle sue riserve e delle sue attività, con eccezione della valuta della Cina, perché quasi la totalità delle sue controparti bancarie non russe è soggetta al divieto di Ue, Usa, Regno Unito, Canada e Giappone», ha spiegato ieri al Sole 24 Ore Francesco Papadia, ex-direttore generale per le operazioni di mercato della Bce e attualmente senior Fellow di Bruegel.

 

vladimir putin roman abramovich

La banca centrale russa può dare liquidità illimitata in rubli al sistema bancario russo che a sua volta trasferisce la liquidità a imprese e famiglie: ma la liquidità in valuta estera da ieri è prosciugata. Per questo il Cremlino ha varato un decreto per vietare il trasferimento di capitali su conti esteri e per imporre agli esportatori di cambiare in rubli l'80% degli incassi in valuta estera.

 

«La banca centrale di Russia ha adottato due contromisure: ha raddoppiato i tassi d'interesse e introdotto controlli ai movimenti di capitale all'estero. Due interventi per proteggere il rublo, ma di dubbia efficacia», ha sostenuto Papadia secondo il quale «il crollo del rublo, che in apertura dei mercati ha perso oltre il 30%, ha dimostrato che la banca centrale di Russia si trova in estrema difficoltà a difendere la propria valuta. Un forte aumento dell'inflazione sembra inevitabile».

reazione delle borse alla guerra tra russia e ucraina 5

 

Inevitabile è anche in arrivo la lista Ue delle banche russe che saranno bandite da Swift: sui mercati si additano Sberbank e VTB. Questa misura non renderà i pagamenti impossibili del tutto ma li rallenterà, alzerà i costi e le complessità delle transazioni finanziarie all'estero delle banche russe.

 

Intanto il rublo potrebbe continuare a perdere valore perché la banca centrale non potrà difenderlo adeguatamente. I correntisti delle banche russe tutte avranno grandi difficoltà a ritirare i depositi in valuta estera oppure a convertire il rublo, che si deprezza, in valuta estera. Le imprese russe potrebbero non essere più nella condizione di onorare i propri contratti finanziari, non potranno rimborsare prestiti bancari o bond in valuta estera, non riusciranno a versare i margini su swap e derivati in dollari oppure euro.

 

reazione delle borse alla guerra tra russia e ucraina 4

E queste inadempienze inevitabilmente avranno ripercussioni sulle controparti europee e americane. Deutsche bank ieri ha aperto un portale, sito web dedicato alle sanzioni contro la Russia perché «in mezza giornata abbiamo ricevuto 100 domande dalla nostra clientela corporate».

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?