paul singer elliott at&t

SCALA SCALA, QUALCOSA RESTERÀ - ELLIOTT CONTROLLA TIM E SI STA IMBARCANDO IN UNA BATTAGLIA PER INFLUENZARE LA GESTIONE DI AT&T, COLOSSO AMERICANO CHE HA INTERESSI PURE IN BRASILE, DOVE TIM HA L'UNICA SUCCURSALE ESTERA DI PESO - GLI AMERICANI GAREGGERANNO CONTRO TIM BRASIL PER LA CONQUISTA DI OI, E ELLIOTT CHE È AZIONISTA SIA DELL' UNO CHE DELL' ALTRA SI TROVEREBBE IN CONFLITTO

Sara Bennewitz per “Affari & Finanza - la Repubblica

 

L'ingresso nel capitale del gigante Usa mette il fondo di Paul Singer in una posizione delicata nella società italiana Perché entrambi i gruppi mirano a rilevare l' operatore brasiliano Oi, per crescere nel ricco mercato sudamericano G li interessi del gigante americano delle telecomunicazioni At&t e quelli dell' ex monopolista italiano dei telefoni Telecom Italia si incrociano in Brasile, oltre che nel libro soci.

ANDREW E PAUL SINGER

 

Il fondo attivista americano Elliott Management, che con il 9% del capitale due anni fa è riuscito a scalare Telecom e nominare la maggioranza del consiglio d' amministrazione, ha appena rilevato una partecipazione superiore all' 1% anche nel colosso americano. E ora è pronto a imbarcarsi in una battaglia per influenzare la governance di At&t, sulla falsariga di quanto ha già fatto con tante altre aziende, tra le quali Telecom Italia (Tim).

 

La mossa compiuta nei giorni scorsi a Wall Street da Elliott, tuttavia, apre un caso in Brasile, dove si incrociano le strade proprio di Telecom e di At&t. Il Paese sudamericano, che per il gruppo con base in Texas è un piccolo avamposto di un impero in cui convivono servizi telefonici e contenuti per i media globali, per Telecom è invece l' unica succursale estera di peso che rimane.

 

Il fatto che entrambe siano presenti su quell' enorme mercato, però, rischia di porre lo scalatore Elliott in una posizione delicata. Per un fondo attivista che fa campagna sugli errori del management delle aziende dove investe, essere in conflitto d' interesse è un guaio: chi è abituato a criticare la mala gestito degli altri, non può mettersi nella posizione di farsi attaccare a sua volta.

TIM BRASIL

 

Il punto è questo. At&t in Brasile distribuisce i contenuti della controllata Direct Tv, che nel Paese è presente con il brand Sky. Ultimamente ha messo gli occhi su Oi, società di telefonia fissa che da un paio d' anni è in amministrazione controllata ed ora è stata messa in vendita. Una preda alla quale ambisce però anche Telecom: attraverso Tim Brasil il gruppo italiano punta infatti Oi per integrare la propria offerta nelle telecomunicazioni mobili con quella fissa dell' operatore locale.

 

Così il colosso texano guidato da Randall Stephenson dovrebbe gareggiare contro Tim Brasil per la conquista di Oi, e Elliott che è azionista sia dell' uno che dell' altra si troverebbe in conflitto. Una situazione delicata, tanto più che secondo gli esperti la soluzione ideale sarebbe addirittura una fusione a tre fra le attività carioca di At&t, Tim e Oi. Una maxi-aggregazione che darebbe vita a un gruppo integrato, attivo nelle telecomunicazioni fisse e mobili e anche nella produzione di contenuti, capace di competere a testa alta contro il leader nazionale, Vivo, succursale di un altro gigante del settore, la spagnola Telefónica.

 

paul singer

A che conseguenze porterà il caso Brasile si vedrà. Nel frattempo, per Stephenson e la prima linea di manager di At&t ci sono altre urgenze. A ben vedere, infatti, il gruppo americano si trova sotto attacco da parte del fondo attivista guidato da Paul Singer proprio a causa delle mosse compiute nei media, come l' offerta da 85 miliardi di dollari (in azioni) su Time Warner, lanciata tre anni fa e perfezionata nel 2018.

 

Il colosso americano dei contenuti per i media, che ha prodotto serie come "Friends" e "Game of Thrones", è stato un boccone indigesto che ha appesantito At&t, con frutti tutti da valutare: non sono emerse né significative sinergie sul fronte dei costi né su quello dei ricavi. At&t si trova gravata da pesanti debiti nel momento in cui deve fare forti investimenti. Inoltre se la concorrenza nelle tlc è elevata, nei contenuti si sta facendo micidiale: dopo Netflix e Amazon, anche Disney ha lanciato il proprio servizio di streaming, Apple si appresta a farlo e At&t - che a fine ottobre presenterà Hbo Max - rischia di arrivare per ultima in un mercato già affollatissimo.

 

Le difficoltà vissute dal colosso guidato da Stephenson sono il motivo che ha fatto scivolare le azioni.

OI BRASILE

At&t oggi quota a sconto rispetto sia alla rivale Verizon, che si è concentrata sulla telefonia, sia a Comcast, che invece ha diversificato sui contenuti di Nbc Universal prima e di Sky qualche mese fa. Il fondo Elliott muove contro il gruppo americano le stesse critiche che aveva lanciato a Telecom due anni fa, nella convinzione che uno spezzatino creerebbe più valore per gli azionisti. La differenza fra Telecom e At&t sta nel fatto che mentre la società italiana ha accumulato i 24,7 miliardi del debito attuale a causa della scalata dei capitani coraggiosi di vent' anni fa, At&t si è indebitata con le acquisizioni. E, allo stesso tempo, non è stata capace di integrare bene Time Warner, dimostrando nei fatti che la convergenza fra tlc e produzione di contenuti non è un esercizio facile.

 

luigi gubitosi presenta il 5g di tim 1

A ben vedere, le difficoltà di Telecom che hanno spinto Elliott ad attaccare la società italiana sono in qualche modo invertite rispetto a quelle del gruppo americano. Il fondo di Singer ha potuto conquistare la maggioranza del cda di Telecom perché il mercato era insoddisfatto della gestione di Vivendi, gruppo francese attivo nella produzione di contenuti che, pur avendo comprato il 23,9% di Telecom, non è riuscito a convincere il mercato della bontà del proprio operato.

 

Gli investitori e gli esperti del settore media-tlc sembrano pensare che la produzione di contenuti e la gestione dei servizi di telecomunicazione crei maggior valore quando le due attività vengono tenute separate, rispetto a quando vengono portate a convergere sotto la stessa proprietà.

 

Le eccezioni, certo, esistono. Gli analisti non mancano di riconoscere a Comcast un premio per come ha saputo integrare e rilanciare Nbc Universal, e per questo motivo il titolo tratta spesso a premio rispetto ai rivali. Il segreto di Comcast sta nel fatto che nel diversificare su un settore diverso dal suo si è affidata ai manager di Nbc, portando avanti insieme a loro il processo di rilancio e risanamento del gruppo che allora si trovava in difficoltà. Viceversa come Vivendi non è stata capace di fare squadra con Telecom, neppure At&t al momento è riuscita a fare lo stesso con Time Warner. Un fattore scatenante per Elliott, che ha messo nel mirino entrambe le società.

Ultimi Dagoreport

elly schlein marta bonafoni igiaba sciego laura boldrini michela di biase annalisa corrado

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE - SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI - MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

andrea orcel carlo messina generali giorgia meloni

DAGOREPORT - IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E QUELLA POLITICA – CON L’OPAS SUL “MONTE”, MESSINA NEUTRALIZZA IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO ACQUISENDO IL CONTROLLO DI GENERALI RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO – SUL LATO POLITICO, L’OPERAZIONE VA INCONTRO AGLI INTERESSI DEI FRATELLI D’ITALIA (MA NON DELLA LEGA, CHE TIFAVA PER LA FUSIONE BPM-MPS), CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO. E CHI MEGLIO DELLA PRIMA BANCA DEL PAESE PUÒ FARLO? – TUTTO BENE QUEL CHE FINISCE BENE? CI SONO DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI. SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO...

ordina nazionale dei giornalisti scuole giornalismo carlo bartoli

DAGOREPORT – L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI HA BISOGNO DI FARE CASSA. E IL PRESIDENTE, CARLO BARTOLI, HA PENSATO BENE DI “TASSARE” LE SCUOLE DI GIORNALISMO, INTIMANDO LORO DI VERSARE I DUE TERZI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA CHE INCASSANO PER EFFETTUARE LE SELEZIONI DEGLI ASPIRANTI PROFESSIONISTI – LA DELIBERA È GIÀ STATA APPROVATA E UN INVITO PERENTORIO È ARRIVATO ALLE SCUOLE TRAMITE PEC, CON TANTO DI IBAN DELL’ODG – NON SOLO, BARTOLI E I SUOI CONSIGLIERI VOGLIO IMPORRE UNA TASSA DEL 10% SULLE RETTE DI TUTTI GLI ALLIEVI. UNA NORMA CHE VERREBBE INTRODOTTA NEL NUOVO “QUADRO DI INDIRIZZI” – PROVVEDIMENTI CHE HANNO SCATENATO ALLARME TRA GLI ATENEI, AI QUALI FANNO CAPO LE SCUOLE DI GIORNALISMO, GIÀ ALLE PRESE CON CONTI PRECARI – COSA ACCADRÀ ORA? SI RISCHIA UNA BATTAGLIA LEGALE…

roberto vannacci carlo freccero marina berlusconi otto e mezzo lilli gruber

CARLO FRECCERO ANALIZZA PER DAGOSPIA IL SUCCESSO TELEVISIVO DI ROBERTO VANNACCI – ‘’FUNZIONA PERCHÉ È IN GRADO DI PROPORSI AL PUBBLICO CON UN DISCORSO SEMPLICE E LINEARE CHE INDUCE ALL'IDENTIFICAZIONE. LUI INCARNA LA NORMALITÀ - È UN GENERALE CHE DALLA GRUBER SI PRESENTA IN TENUTA CASUAL, COME UNO STUDENTE FUORICORSO - RISPONDE DISINVOLTO, DIVERTITO, RILASSATO OSTENTANDO UNA NATURALEZZA CHE OGGI LA DESTRA GESTISCE MEGLIO DELLA SINISTRA. MA IN REALTÀ NON DICE NULLA - L’IMMAGINE DI VANNACCI È RITAGLIATA SULLE ATTESE E GLI STEREOTIPI DELLA DESTRA: È UN GENERALE, DI VALORI TRADIZIONALI, DEVOTO ALLA FAMIGLIA. TUTTAVIA È IN GRADO DI GESTIRE QUESTI VALORI CON NATURALEZZA, SPONTANEITÀ E NEI LIMITI DEL BUON SENSO COMUNE - LA SUA PERFORMANCE A “OTTO E MEZZO”, DA ESAME POLITICO SI È TRASFORMATA BEN PRESTO IN UN FORMAT DI CONFESSIONI, COME ‘’BELVE’’. E L’UNICA BELVATA È L’ATTACCO CONTRO MARINA BERLUSCONI" - VIDEO

pier silvio berlusconi milo infante

DAGOREPORT - CON IL PASSAGGIO A MEDIASET DI MILO INFANTE, PIER SILVIO BERLUSCONI AVVIA LA RIFONDAZIONE DELL'INFORMAZIONE DEL "BISCIONE": INFANTE, NON E' DESTINATO SOLO ALLA CONDUZIONE DI QUALCHE PROGRAMMA TV, MA SARA' ANCHE CONDIRETTORE DI VIDEONEWS AFFIANCANDO MAURO CRIPPA, VICINO ALLA PENSIONE - E' UN PASSAGGIO CHIAVE PER LA LINEA POLITICA DI MEDIASET: CON LA FINE DEL TANDEM CRIPPA-CONFALONIERI, SUONA LA CAMPANA ANCHE PER LA FILIERA, PRIMA PRO-SALVINI POI PRO-MELONI, DEI VARI PORRO, GIORDANO E DEL DEBBIO - NON SOLO: "PIERDUDI" SI AGGIUDICA UN CAMPIONE DI ASCOLTI DEL FILONE "CRIME" CHE, CON IL SUO "ORE14 SERA", ARGINAVA IL SUCCESSO DI "QUARTO GRADO", SU RETE4...

generale roberto vannacci chi guido crosetto

DAGOREPORT - LI VANNACCI VOSTRI! SE I FRATELLINI D’ITALIA AVESSERO SEGUITO LA LINEA DEL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO, ADESSO NON SI RITROVEREBBERO IL CETRIOLO DI "FUTURO NAZIONALE" IN QUEL POSTO - DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL LIBRO “IL MONDO AL CONTRARIO”, IL GENERALE ANDAVA PROCESSATO E CACCIATO DALL'ESERCITO PER INSUBORDINAZIONE - IL MINISTRO, CHE SI MUOVEVA CON IL CONSENSO DEL CAPO DELLE FORZE ARMATE, OVVERO SERGIO MATTARELLA, DIFENDEVA IL PRINCIPIO CHE LE FIGURE APICALI DELL’ESERCITO, IN VIRTÙ DEL PROPRIO RUOLO DI GARANZIA, NON POTESSERO INTERVENIRE A GAMBA TESA NEL DIBATTITO PUBBLICO. IL RISCHIO ERA QUELLO DI CREARE UN PRECEDENTE PERICOLOSO CHE POTESSE “MINARE DALL’INTERNO L’ORDINE E LA DISCIPLINA NELL’ESERCITO” - INVECE DI DEGRADARLO E CACCIARLO A PEDATE, NEL GOVERNO MELONI HA PREVALSO IL TIMORE DI FAR PASSARE IL GENERALE IN VESTAGLIETTA FROU-FROU PER UN MARTIRE DEL LIBERO PENSIERO - E L'EX PARA' DIVENTATO PARA-GURO SE L'E' CAVATA CON UN MITE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE: LA SOSPENSIONE DALL'ESERCITO PER 11 MESI... - VIDEO