bill e melinda gates 3

È STATO IL PALLINO PER IL FEMMINISMO A DIVIDERE MELINDA DA BILL GATES? LEI AVEVA AMBIZIONI POLITICHE CHE LUI FRENAVA, COME QUELLA SULLA CRESCITA DELLA LEADERSHIP DELLE DONNE - TRA I MOMENTI BUI, I PETTEGOLEZZI SUL MILIONARIO PEDOFILO EPSTEIN, CHE BILL AVEVA FREQUENTATO A NEW YORK - NELLA TRATTATIVA PER IL DIVORZIO C'È ANCHE IL CODICE DA VINCI: LA FAMOSA RACCOLTA DI SCRITTI DI LEONARDO COMPRATA NEL 1994 PER 30 MILIONI E CHE OGGI NE VALE IL DOPPIO...

1 - LA POLITICA SPINGE MELINDA LONTANO DA BILL, PATRIMONIO DIVISO E IMPEGNO PER LE DONNE

 

Paolo Mastrolilli per "La Stampa"

 

melinda gates 2

La rivoluzione ci sarà, ma promette di scuotere il mondo della filantropia dei Gates allargandola, e forse rendendola anche più politica. E' stata lei, Melinda, a chiedere il divorzio da Bill. Tra i due non c'era nemmeno un «prenuptial», gli accordi che si firmano prima del matrimonio per mettere subito in chiaro le condizioni dell'eventuale fine. Solo un «contratto di separazione», definito dopo la rottura.

 

bill e melinda gates 6

Il ceo della loro Foundation, Mark Suzman, ha però assicurato che «intendono continuare questo lavoro insieme», mentre Melinda già punta a dedicarsi con maggior impegno alle cause femminili, attraverso il suo incubatore di investimenti Pivotal Ventures.

 

I dettagli della separazione sono contenuti nella «Petition for Divorce», depositata presso la Superior Court of Washington nella County of King. Questo documento di appena dodici pagine ha messo fine all'unione di quella che è stata a lungo la coppia più ricca al mondo, giustificandola dal fatto che «il matrimonio è irreparabilmente spezzato».

 

bill e melinda gates 5

Bill aveva conosciuto Melinda, dipendente della Microsoft, durante un picnic organizzato dalla compagnia nel 1987. Si erano intesi subito, lui «nerd» secchione fidanzato con l'azienda, e lei seria ragazza cattolica, seppur liberal nel cuore, che aveva studiato economia.

 

Dopo un anno di uscite senza impegno, lui le aveva confessato che l'amava, aggiungendo la domanda: «E ora cosa succede?». Per la proposta di matrimonio l'aveva invitata in una stanza, dove aveva scritto sulla lavagna tutti i pro e i contro dell'unione: «Volevo dimostrarle che prendevo la cosa molto sul serio».

 

bill e melinda gates

Il primo gennaio del 1994 si erano sposati alle Hawaii. Dopo 27 anni e tre figli, Jennifer di 25 anni, Rory 21, e Phoebe 18, Melinda ha chiesto la «Dissolution». I due lo hanno annunciato insieme via Twitter: «Dopo molte riflessioni e molto lavoro sulla nostra relazione, abbiamo deciso di porre fine al nostro matrimonio. Negli ultimi 27 anni abbiamo cresciuto tre figli incredibili e costruito una Fondazione che lavora in tutto il mondo per consentire alle persone di condurre una vita sana e produttiva. Continueremo a lavorare insieme alla Fondazione, ma non crediamo più di poter crescere insieme come coppia in questa fase della nostra vita».

 

melinda con bill gates

Jennifer, la figlia più grande che studia medicina a New York, ha commentato così: «E' un momento difficile per la nostra famiglia». I motivi per cui il matrimonio è irreparabilmente compromesso non sono specificati, ma già in passato erano girate voci di difficoltà per le differenze di focus e priorità, che però erano state ricomposte.

 

melinda gates

Bill poi era stato trascinato anche nei pettegolezzi relativi al milionario pedofilo Epstein, che aveva frequentato a New York. In base alle carte presentate in tribunale, però, la separazione è consensuale. Bill, 65 anni, sarà assistito dallo studio Munger, Tolles & Olson; Melinda, 56, da Paul Weiss. I figli sono tutti maggiorenni, e quindi non ci sono problemi di affido, mentre lei non ha chiesto gli «alimenti».

 

bill gates e melinda 2

L'accordo di separazione dividerà i beni, di quello che secondo Forbes è il quarto uomo più ricco al mondo. Ammontano a oltre 150 miliardi di dollari, più investimenti in varie aziende attraverso il fondo Cascade, oltre alla Microsoft che ormai rappresenta solo il 19,6% del patrimonio complessivo. I Gates sono anche i più grandi proprietari terrieri degli Usa, e condividono la villa Xanadu 2.0 vicino Seattle, valutata oltre 150 milioni.

 

bill gates e melinda

Sui beni c'è l'accordo, e i figli non se la passeranno male, anche se la coppia aveva sempre affermato che non avrebbero ereditato tutta la fortuna dei genitori.

 

Il vero interrogativo dunque riguarda le attività filantropiche, diventate la prima occupazione per entrambi. Il ceo della Bill & Melinda Gates Foundation, Mark Suzman, ha scritto ai dipendenti che entrambi vogliono portarla avanti insieme. Con una dotazione di 50 miliardi di dollari è tra le più ricche al mondo, e regala circa 5 miliardi all'anno, inclusi ora forti investimenti per i vaccini contro il Covid.

 

bill gates e melinda 7

Melinda però ha sempre avuto ambizioni più politiche di Bill, e ora sarà libera di perseguirle, un po' come ha fatto MacKenzie Scott dopo il divorzio da Jeff Bezos. L'aveva confermato durante un colloquio che avevamo avuto con lei nel luglio scorso, in occasione della pubblicazione su Foreign Affairs del paper «The Pandemic's Toll on Women», con cui aveva approfondito l'impatto negativo sproporzionato del virus sulle donne.

 

«Stiamo vedendo - aveva detto - la differenza che fa la leadership femminile. Ci sono grandi leader uomini che fanno cose giuste, ma le donne portano una visione diversa e hanno più attenzione per l'intera società. Ho parlato con Jacinda Ardern quando la Nuova Zelanda aveva zero casi, ma lei si preoccupava di garantire la sicurezza agli altri Stati insulari vicini. La cancelliera Merkel, invece dei suoi successi, mi ha spiegato gli sforzi per raggiungere le persone più emarginate. Tutto ciò dimostra perché abbiamo bisogno di leadership femminile».

 

bill e melinda gates da giovani

Quindi aveva indicato le linee per una politica estera femminista: «Poniamoci alcune domande: dove bisogna investire per aiutare le donne, che poi promuovono le loro famiglie e la società? Quali sono le barriere che le frenano? Il mio paper propone quattro aree, sanità, economia, dati e leadership femminile. Uno degli ostacoli più grandi, però, è la violenza domestica: come possiamo ridurla?». Ora potrà provarci lei, con le sue forze.

 

2 - ANCHE IL CODICE DA VINCI NELLA TRATTATIVA TRA I GATES

Anna Guaita per "Il Messaggero"

 

i coniugi gates

Se il mondo ha reagito con grande sorpresa, alcuni amici più vicini sapevano da tempo che il matrimonio di Bill e Melinda Gates stava traballando. La documentazione per il divorzio, presentata da Melinda, è trapelata ieri sui media americani e non lascia dubbi sul fatto che la coppia è già separata, e anzi ha firmato un accordo di separazione in cui sarebbe contenuto anche il piano per la divisione dei beni che la coppia ha accumulato nei 27 anni di matrimonio.

 

bill gates e la moglie melinda

Nei documenti due punti sono espressi chiaramente, che la coppia considera il matrimonio «irreparabilmente rovinato» e che si vedranno in tribunale nell'aprile dell'anno prossimo. Questo appuntamento tuttavia sarà preceduto da un incontro con il giudice in settembre, per constatare se i due abbiano trovato un accordo definitivo e si possa risolvere tutto in modo amichevole.

 

tra bill e melinda nessun accordo prematrimoniale

SUPER AVVOCATI

Girano voci che Bill e Melinda si siano assicurati i più importanti avvocati nel settore del divorzio, ma c'è anche chi sostiene che abbiano già risolto tutto nonostante la loro sia una ricchezza di dimensioni tanto gigantesche da poter essere paragonata al Pil di qualche nazione.

 

Non bisogna dimenticare infatti che tutti e due sono metodici, fortemente portati alle scienze informatiche e all'economia, e tutti e due sono manager di eccellente livello. Bill ha sempre avuto una grande ammirazione per le donne intelligenti, tanto che è sempre rimasto molto amico della sua prima fidanzata Ann Winblad: dopo il matrimonio ha concordato con Melinda di poter incontrare la sua ex ogni anno per un weekend di riposo.

 

Ann Winblad EX FIDANZATA DI BILL GATES

Nel tweet identico che la sera di lunedì hanno messo in rete per annunciare la separazione, i Gates spiegano di aver speso tempo ed energie nel tentare di salvare il matrimonio.

 

bill e melinda gates 3

Ora sappiamo anche che quando Bill ha lasciato del tutto la Microsoft nel 2020, lo ha fatto proprio per trascorrere più tempo con lei. A San Valentino del 2020, Bill twittava una foto con Melinda in cui dichiarava «Non avrei potuto chiedere un partner migliore per il mio viaggio». In un documentario dell'anno prima, Bill diceva: «Con lei ho davvero un rapporto paritario, lei è molto come me, ottimista e appassionata della scienza».

 

bill e melinda gates 4

E tuttavia, non appena la figlia minore, Phoebe, ha compiuto 18 anni, è arrivato il divorzio. Gli amici bene informati sostengono che l'essere stati partner eguali aiuterà Bill e Melinda a restare amici, e che non ci saranno lotte. Non si può comunque negare che dividere il patrimonio debba essere complicato.

 

Tutti e due hanno attività separate e indipendenti, lei ha fondato nel 2015 la società di investimenti «Pivotal Ventures» e lui nello stesso anno ha creato la «Gates Ventures».

 

bill e melinda gates con i figli phoebe jennifer e rory

Tutti e due hanno firmato la «Giving Pledge», l'impegno a dare in beneficenza oltre la metà dei propri beni prima della morte, e nel 2000, su istigazione di lei, hanno aperto la Fondazione Bill e Melinda Gates, alla quale hanno già trasferito 50 miliardi di dollari.

Ultimamente la Fondazione ha investito più di un miliardo di dollari nella pandemia. Bill e Melinda hanno scritto che intendono continuare a gestirla insieme, ma esperti del settore pensano che Melinda vorrà essere sempre più generosa.

 

melinda gates nel 1995

Se mai ci sono stati segnali di disaccordo fra i due, infatti, è stato proprio sulla necessità di essere più generosi con la loro ricchezza, che lei giudicava eccessiva: «Diventerà una donatrice molto più progressista - suggerisce David Callahan, studioso della filantropia americana -. Con il patrimonio che le toccherà è probabile che apra un'altra fondazione per concentrarsi sui temi che le stanno più a cuore».

 

GLI INVESTIMENTI

Melinda è da tempo impegnata nell'aiutare le donne a conquistare l'autosufficienza, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. La ricchezza di Bill Gates non è più esclusivamente legata alla Microsoft, dalla quale oggi dipende meno del 20% del suo valore.

 

bill e melinda gates

Nel corso degli anni, Bill ha investito in catene di alberghi, concessionarie automobilistiche, fabbriche di macchine agricole, ferrovie, immense proprietà terriere, varie ville, un'isoletta nei Caraibi, e ha perfino quasi due miliardi di dollari di azioni della Diageo, la società di prodotti alcolici come il whisky Johnny Walker e la birra Guinness.

 

Nel garage della sua villa sul Lago Washington nell'omonimo Stato, conserva una raccolta di auto sportive di immenso valore come la Ferrari 348. Nella stessa villa, il cui valore si aggira sui 130 milioni di dollari, conserva una raccolta di opere d'arte che comprendono anche il Codex Leicester, la famosa raccolta di scritti di Leonardo Da Vinci che Bill comprò nel 1994 per 30 milioni e oggi ne vale il doppio.

bill melinda gates bill e melinda gatesbill melinda gates 2bill e melinda gatesbill e melinda gates 2il badge di melinda gates a microsoft bill melinda gates

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…