mutuo casa

LA SUPPOSTA DI NATALE DI MADAME LAGARDE - L’EFFETTO DELLE DECISIONI DELLA BCE? IL RIALZO DEL COSTO DEL DENARO AL 2,5% FARÀ VOLARE I TASSI SUI MUTUI - PER COMPRARE IMMOBILI SI DOVRANNO PAGARE INTERESSI FINO AL 6% E L’AUMENTO DELLE RATE POTREBBE CANCELLARE IL SOGNO DI COMPRARE CASA - MA C’È UN ESCAMOTAGE: NEGOZIARE OGGI UN PRESTITO A TASSI SVANTAGGIOSI E POI SOSTITUIRLO QUANDO LE CONDIZIONI PIÙ FAVOREVOLI (SE NEL FRATTEMPO NON SIETE FINITI SUL LASTRICO)

christine lagarde

(ANSA) Nuovo allarme sull'economia dalla stretta decisa dalla Bce. Riguarda direttamente le tasche degli italiani o almeno dei tanti che hanno sottoscritto un mutuo. Con il costo del denaro aumentato di mezzo punto percentuale al 2,5%, infatti, l'orizzonte del 6% per gli interessi sulle rate appare sempre più vicino.

 

E' quanto indica un'analisi condotta dalla Fabi. Dopo mesi di rialzi e mutui variabili al limite della sostenibilità, la stretta finale della Banca centrale europea di questo fine 2022 si trasforma in un peso e un aggravio, seppur da tempo atteso, che Francoforte trasmette ai cittadini europei e traccia un passaggio importante per confermare - nel brevissimo periodo - la traiettoria del costo dei prestiti appunto verso quella soglia del 6%, sottolinea la Federazione dei bancari. Peraltro "se i tassi medi si sono attestati, nel mese di ottobre, attorno a quota 3,2%, quando il costo del denaro era al 2%, sul mercato - segnala il sindacato - alcuni intermediari propongono, già oggi, mutui con interessi superiori al 5%. 

Mutuo per la casa

 

Quindi "la decisione della Banca centrale europea farà alzare i tassi di interesse sui mutui alle famiglie, ad eccezione di quelli a tasso fisso, già contratti con le banche. Le famiglie italiane, comunque, non devono rinunciare al sogno della vita, l'acquisto della casa, perché quando i tassi d'interesse caleranno e diventeranno più favorevoli, sarà possibile estinguere il vecchio mutuo con uno nuovo più vantaggioso", rassicura il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. "Per i giovani che vogliono acquistare casa - aggiunge - è indispensabile che il governo rafforzi economicamente il Fondo statale di garanzia". 

 

Nel corso dell'ultimo quinquennio, i mutui ipotecari, secondo questa anlisi, sono risaliti di ben 46,1 miliardi (+12,2%) da 379,1 miliardi a 425,2 miliardi, il credito al consumo di 11,9 miliardi (+11,7%) da 102,5 miliardi a 114,4 miliardi mentre gli altri finanziamenti sono calati di 4,1 miliardi (-2,9%) da 144,7 miliardi a 140,5 miliardi". Per quanto riguarda le imprese, nello stesso periodo si è registrata una riduzione complessiva dei finanziamenti a due cifre e pari a 11,4 miliardi (1,7%) passando da 678,5 miliardi a 667 miliardi.

surroga mutuo 4

 

Questo calo, viene messo in evidenza, "ha riguardato principalmente la componente dei prestiti di breve periodo per 65,8 miliardi (-30,3%),. Riduzione che non ha compensato la crescita registrata sul versante dei prestiti oltre i 5 anni, aumentati di 59,39 miliardi (19,9%). Sul versante dei prestiti a medio termine (fino a 5 anni), la riduzione è stata più contenuta ma ha comportato comunque una contrazione di ben 4,9 miliardi (-3,0%)". Dal 2018 a ottobre scorso il credito alle famiglie è aumentato di 54 miliardi, con un aumento dell'8,6% che ha portato lo stock da 626,2 miliardi a 680,2 miliardi. 

surroga mutuo

 

Le maggiori accelerazioni sono state registrate nei comparti mutui prima casa e prestiti al consumo mentre un calo - sebbene contenuto - si è concentrato nel comparto 'altri finanziamenti'. Guardando i primi 10 mesi dell'anno in corso, i finanziamenti delle banche alle famiglie sono cresciuti in media del 2,6%, contro un 1% di aumento dei prestiti alle imprese.

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