container mercato traffico commerciale

TANTO VA LA GATTA AL CARGO - RISPETTO AL PERIODO PRE-PANDEMICO, I PREZZI PER IL NOLEGGIARE I CONTAINER SONO SCHIZZATI DEL 600% SULLE TRATTE CINA-EUROPA E DEL 300% SU QUELLE CINA-USA, CAUSANDO UN AUMENTO DEI PRODOTTI VENDUTI ONLINE – I MOTIVI? L’IMPENNATA DEGLI ORDINI ONLINE, I MAGGIORI COSTI SOSTENUTI DAI PORTI PER FAR RISPETTARE LE MISURE ANTI-COVID E IL FATTO CHE IL SETTORE SIA FORTEMENTE CONCENTRATO NELLE MANI DI POCHI ARMATORI, RENDENDOLI IN GRADO DI...

Rodolfo Parietti per "il Giornale"

 

traffico container

Non fanno sconti a nessuno. Anzi: si fanno pagare a carissimo prezzo. Più di ieri, meno di domani. Assieme ai dominus dell'e-commerce, le grandi compagnie che hanno in mano il mercato delle navi portacontainer sono state miracolate dalla pandemia. Il noleggio per tre mesi della Sinergy Oakland, un colosso marittimo lungo oltre 4.200 piedi, costerà alla greca Euroseas circa 200mila dollari al giorno, a partire dalla seconda metà di ottobre. 

container mercato traffico commerciale

 

A conti fatti, una fattura salatissima: 18 milioni di dollari, il valore di 68 Ferrari nuove di zecca. Altro caso recente, i 155mila dollari al giorno sborsati dalla Cu Lines per prendere in mano il timone della Northern Vivacity per sei mesi e i 135mila pagati per disporre della Groton per cinque-sei mesi. I folli rincari per l'utilizzo di questi giganti del mare sono il riflesso dell'ascesa verticale che hanno subìto i prezzi per il noleggiare i container, schizzati del 600% sulle tratte Cina-Europa e del 300% su quelle Cina-Usa rispetto al periodo pre-pandemico. 

 

container al porto di genova

I motivi sono molteplici, ma uno su tutti: la ripresa globale e il consolidarsi degli acquisti online hanno provocato un'impennata non prevista della domanda di questi box, su cui viaggia l'80% delle merci mondiali. Inoltre, vanno considerati anche i maggiori costi sostenuti dai porti per assolvere alle misure anti-Covid; costi che, generalmente, vengono poi scaricati su chi attracca. Senza dimenticare che il settore è fortemente concentrato nelle mani di pochi armatori, di fatto un vero e proprio cartello in grado di determinare i prezzi. 

 

ROTTERDAM CONTAINERS2

Insomma, la situazione del trasporto marittimo è attualmente una delle principali cause di inflazione. Dovendo muoversi con estrema sul terreno minato del ritiro degli stimoli, le banche centrale continuano a insistere che si tratta di un fenomeno transitorio, legato ai colli di bottiglia che la pandemia ha creato nelle catene di approvvigionamento. 

 

porto ningbo3

Dopo la frenata delle scorse settimane, gli ultimi aumenti delle materie prime - dal petrolio al gas naturale, dal nichel al rame, fino all'alluminio in seguito al colpo di stato in Guinea - sembrano però raccontare un'altra storia. Anche perché ci sono rincari subito dolorosi per le tasche dei consumatori. I prezzi mondiali del grano sono per esempio saliti in agosto dell'8,8%, quelli dello zucchero di quasi il 10% e quelli dell'olio hanno sfiorato il 7%. 

 

container al porto di genova

Il timore è che il mercato delle commodities stia generando un nuovo super-ciclo di continui aumenti, così come accaduto nel 1880 quando gli Stati Uniti divennero una potenza economica, o nei primi anni 2000 in Cina a causa della violenta industrializzazione. Il mondo che cerca faticosamente di uscire dalla crisi pandemica deve intanto fare ancora i conti con la crisi dei microchip, la cui penuria ha fatto lievitare i prezzi (la taiwanese Tsmc, che controlla il 70% del mercato, si prepara ad alzarli del 20%) e colpito soprattutto l'industria dell'auto. 

 

ROTTERDAM CONTAINERS

Toyota è stata di recente costretta ad annunciare che in settembre taglierà del 40% la produzione, ma più o nelle stesse condizioni sono anche Volkswagen, Renault e Stellantis. Proprio ieri, l'Alfa Romeo di Cassino ha fermato le linee di montaggio di Giulia e Stelvio. La situazione potrebbe tuttavia migliorare presto, visto che già dallo scorso aprile i produttori avevano forzato gli ordini di semiconduttori, le cui consegne oscillavano fra le 12 e le 16 settimane.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?