christine lagarde mario draghi spread

TASSI AMARI - CONTINUA INESORABILE LA CRESCITA DELLO SPREAD: IL DIFFERENZIALE TRA BTP E BUND APRE IN RIALZO A 162 PUNTI BASE, RISPETTO AI 160 DELLA CHIUSURA DI IERI) - LO SCUDO DI DRAGHI SI STA SGRETOLANDO DI FRONTE AL TIMORE DI UNA TEMPESTA PERFETTA DA QUI A GIUGNO, TRA INFLAZIONE GALOPPANTE E LA BCE CHE POTREBBE RIALZARE I TASSI. IERI IL TESORO HA COLLOCATO 6,5 MILIARDI DI BOT A UN ANNO: BENE LA DOMANDA, MA IL RENDIMENTO È AUMENTATO DI 12 PUNTI IN UN MESE…

SPREAD 31 GENNAIO - 11 FEBBRAIO 2022

1 - SPREAD BTP-BUND APRE IN RIALZO A 162 PUNTI, RENDIMENTO 1,9%

(ANSA) - Avvio di seduta in tensione per i titoli di Stato dopo l'inflazione Usa. Lo spread tra Btp e Bund apre in rialzo a 162 punti, rispetto ai 160 punti della chiusura di ieri.

 

Il rendimento del decennale italiano sale all'1,9%, rispetto all'1,887% della vigilia. In rialzo anche i rendimenti dei decennali degli altri Paesi 'limitrofi' con la Spagna all'1,168% e la Grecia al 2,529%.

 

2 - SALE LA PRESSIONE SUI TITOLI DI STATO BTP VERSO IL 2%, SPREAD A QUOTA 160

Fabrizio Goria per "la Stampa"

 

mario draghi

Il timore è quello di una tempesta perfetta da qui a giugno. Inflazione oltre le attese e incertezza sulle prossime mosse della Banca centrale europea (Bce) stanno impattando sull'Italia. Sale la pressione sui titoli di Stato italiani, con il rendimento del Btp decennale sempre più vicino a quota 2 per cento.

 

Ieri è stato toccato il massimo degli ultimi due anni, 1,924%, con uno spread fra Btp e Bund che ha chiuso a 162 punti base, più 5 punti rispetto la chiusura di mercoledì.

 

La soglia dei 175 punti base, prevista da Goldman Sachs a inizio settimana, potrebbe essere superata entro pochi giorni. Forse già oggi, dato che il Tesoro che va in emissione per 7,75 miliardi di euro con Btp a 3, 7 e 20 anni.

 

mario draghi christine lagarde

Il segnale che la situazione si sta surriscaldando è stato chiaro e netto. Ieri il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di euro di Bot con scadenza a 12 mesi. La domanda ha raggiunto i 9,73 miliardi di euro, con un rapporto di copertura di 1,50, sostenuta come nell'ultimo biennio.

 

Ma a preoccupare è il rendimento medio, che è risultato sempre in territorio negativo, -0,324%, ma ha registrato un aumento di 12 punti base rispetto all'asta di gennaio. E dire che il rendimento al 9 novembre era di -0,5685 per cento. Ora che le incognite riguardo l'emergenza sanitaria si stanno riducendo, a preoccupare sono le mosse delle banche centrali.

daniele franco g20

 

Da un lato dell'Atlantico, la Federal Reserve sta per innalzare i tassi - gli investitori puntano a marzo per la prima mossa, da 50 punti base -, dall'altro la Bce veleggia con cautela, convinta che non ci debbano essere correzioni immediate. In mezzo, l'eurozona. Con i Paesi più deboli dal punto di vista fiscale, come Italia e Francia, che stanno vedendo i primi rialzi sulle curve dei rispettivi titoli di Stato.

 

christine lagarde mario draghi

Dove si possa arrivare non è chiaro. Secondo Goldman Sachs, si può arrivare entro fine mese con il Btp a dieci anni sopra quota 2 per cento. Analoga la visione di Morgan Stanley e Société Générale. A cercare di mettere ordine ci prova Antonella Manganelli, responsabile degli investimenti di Payden & Rygel: «Il punto è che nessuno si aspettava un cambiamento di retorica così repentino e pronunciato dalla Bce. La conseguenza è che il mercato già prezza tassi all'uno entro quest' anno, e per i periferici c'è il timore anche dello stop agli acquisti da parte di Francoforte».

 

Interessante, sottolinea inoltre Manganelli, che «le obbligazioni societarie non abbiano ceduto altrettanto, in proporzione».

 

mario draghi

Sintomo che gli operatori stanno iniziando a prezzare il ritorno del "rischio-Paese" nell'area euro. Non a caso, è risultato in crescita anche il differenziale fra i bond governativi italiani e i corrispettivi spagnoli. «L'Italia sconta un elevato debito e un pacchetto di riforme da portare a termine entro la fine dell'anno», ha sottolineato S&P nei giorni scorsi.

 

Il giudizio complessivo, tuttavia, resta positivo. La ricalibratura della politica monetaria della Bce potrebbe accelerare il percorso. Intanto, aumenta anche il monitoraggio delle autorità, specie sul fronte della stabilità finanziaria e creditizia. Se è vero che Christine Lagarde continua nei tentativi di tranquillizzare i mercati finanziari sugli effetti transitori dell'inflazione, è altrettanto vero che Andrea Enria, capo della vigilanza bancaria dell'istituzione di Francoforte, non si può ancora alzare la guardia. «L'impatto della pandemia non è ancora finito.

MARIO DRAGHI

 

Le banche devono mantenere alta l'attenzione alle possibili conseguenze sui loro bilanci e, in particolare, rafforzare il controllo dei rischi e i meccanismi di governance», ha spiegato Enria. Il quale ha inoltre che la Bce non estenderà oltre dicembre 2022 la deroga ai requisiti patrimoniali aggiuntivi decisi durante la pandemia. Da marzo, infine, torneranno in vigore le misure di vigilanza che permettono agli istituti di credito di escludere dai coefficienti di leva le esposizioni con le banche centrali. Soluzione che potrebbe sostenere i finanziamenti a imprese e famiglie.

daniele francodaniele franco

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...